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    17
    giu.
    2008

    Euromalelingue / forza, non c’è zidane

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    di Oliviero Beha, pubblicato su l'Unità del 17 giugnoSiamo tra l’Azzurro e il Blu, diciamo un Celeste forte, bisogna vincere con la Francia senza tante storie, anche per giustificare una fase finale di Europei per ora con un punto miserrimo. Poi si vedrà, perché questa volta con l’Italia vincente l’Olanda dovrebbe proprio perdere, e non è probabilissimo neppure questo.

    Ma torniamo a noi. Che questi campionati siano stati affrontati con il piede,
    la testa, l’umore sbagliati non lo dico certamente io, e i risultati finora ne
    sono la conferma: lo dice piuttosto la mancanza di identità di una
    squadra che il Ct ruota come un album di figurine. È evidente che non
    torna la fisionomia tattico-agonistica della formazione nella testa donadonica,
    se no non si sarebbe a questo punto. Intendiamoci, si può sempre ragionare se
    sia meglio Zambrotta o Grosso senza per questo stravolgere la squadra: ma
    qui è proprio l’idea di gioco e di schemi che è ballerina.
    Fuori De Rossi nella prima, dentro Del Piero nella seconda, forse ridentro
    Gattuso e non Pirlo nella terza: per carità, va tutto bene, ma come spiegare lo
    spirito di gruppo e la personalità tattica andando avanti/indietro così? Questo
    come discorso generale: ma stasera va portata a casa una vittoria, e quindi
    dolersi di un cattivo approccio a questi Europei, a partire dalle diatribe
    Abete-Donadoni sul contratto e l’ombra di Lippi, ora è inutile intempestivo.
    Dunque vadano in campo quelli che stanno meglio e hanno più
    vigore agonistico, anche perché a parte Cassano di gente che faccia o
    possa fare davvero la differenza ce n’è pochina. A occhio, da timido suiver, per
    la Francia non sarebbe male che sulle fasce giocassero i due più in forma, leggi
    Panucci e Grosso. Al centro perso per perso tenendo Chiellini
    vedrei o Barzagli o addirittura Gamberini (ma è chiaro che la difesa ruotava
    intorno a Cannavaro ed è un limite di Donadoni non aver provato/trovato
    alternative). In mezzo, dove si decidono le partite di solito, e questa temo in
    particolare, dentro quattro corridori e fuori Pirlo, più flemmatico che mai.
    Intendo Gattuso, De Rossi, Ambrosini e Di Natale ormai abituato a farsi tutto il
    campo. Davanti Cassano tra le linee e poi Toni, con una
    panchina comunque in grado di offrire cambi decenti. È poco, è molto, è
    abbastanza? Vedremo, senza piagnistei e con un po’ di orgoglio. Forza che tra i
    Bleu Zidane non c’è…

     commenti
    Commenti
    1
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    Chip En Sai .
    ... ma neanche Materazzi!... comunque la "forza" c'è stata e la "sfiga" è passata!

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