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    19
    giu.
    2008

    Malelinguelettorali / il sudoku di pirlo

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    di Oliviero Beha, pubblicato su l'Unità del 19 giugnoNaturalmente il calcio è bello perché è vario, e se stessi qui a raccontare le volte che ieri mattina ho ascoltato per strada o nei bar o negli uffici i commenti disparati dei vari C.t. italiani supplenti riempirei facilmente pagine e pagine. La premessa introduce un commento sull’Italia e Pirlo. Il regista viene osannato sulla maggior parte della stampa italiana, vuoi per il rigore trasformato, vuoi per un pugno di lanci superlativi tra cui quello che ha indotto al rigore su Toni. Benissimo. Fuori discussione il talento, il piede, la visione di gioco di Pirlo. Ma forse per dire questo davvero non c’è bisogno di un addetto ai lavori: possiamo discutere se piaccia di più o di meno specie se non si è tifosi della squadra di club per cui gioca, ma certo non lo spessore e la qualità del tipo.

    Invece forse uno straccetto di competenza ci vorrebbe per mettere a fuoco diversamente la questione, passando magari attraverso una serie di domande: come sta Pirlo atleticamente? Di quali compagni ha bisogno a centrocampo? Che tipo di gioco si immagina buono hic et nunc e non in teoria per l’Italia degli Europei? Magari concludendo la serie di interrogativi con quello più semplice e più banale di tutti: perché Donadoni lo ha sostituito dopo 10 minuti nel secondo tempo, cioè neppure un’ora di gioco, in superiorità numerica e non dovendo risparmiarlo per la partita di domenica prossima dal momento che verrà squalificato? Sembra un quesito da Sherlock Holmes, se mischiamo il giudizio sul Pirlo migliore e quello sul centrocampo azzurro di oggi. Se invece ci sforziamo appena un pochino, ecco che Pirlo esce dalla valutazione assoluta ed entra nel novero relativo delle ipotesi. Il centrocampo italiano soffriva pur con la squadra in superiorità numerica, giacché vicino a Pirlo non c’erano abbastanza incontristi e abbastanza incursori, oppure non incursori/incontristi in condizione necessaria e sufficiente per lasciare libero Pirlo. Oppure, semplicemente, oggi per fare un gioco a tutto campo Pirlo ha un’autonomia limitata, mentre con una squadra impostata sul contropiede sarebbe indispensabile anche da (quasi) fermo. E tutto ciò riguarda la tattica di Donadoni. Non ci sarà lo stesso tipo di incompetenza anche quando parliamo di altro (di politica, di inceneritori, di legge Gasparri ecc.)? Insomma, è incompetenza intenzionale o preterintenzionale?

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    margherirosa .
    in mèrito all'articolo: Il Giglio a spasso, nel tempo e nello spazio. eh no! gentile Oliviero. Nuno Gomes, ha fatto in parte il suo, sì, ma non ha comunque resistito alla disfatta-teutonica, perché di quello si è trattato, e forse più per errore di impostazione, del Ct, oltre alla errata interpretazione della partita e agli svarioni da parte dei suoi, pur sempre validi giocatori, tranne alcuni casi specifici per il vero…[e il che significa che, orami superata la querelle del nome, rimarrà, e per chissà quanto tempo, quella del capire il perché di certi atteggiamenti in campo….]; quanto a Terim, non è solo un “allenatore”, uno qualsiasi-bravo / bravissimo, è per davvero quell’/ un imperatore di cui da tempo si dice, e la sua squadra non per nulla è riuscita in tre partite di fila a fare / recitare lo stesso copione, quello dello Scorpione che ti aspetta al momento buono / ottimale per colpire e fare il massimo del male, calcisticamente parlando, perché il gioco è quello, piaccia o non piaccia, pagandone in termini di ammonizioni e quant’altro, eppure quella rete al 121’ del s.t.s. è in parte una azione di kung-fu poi completata da un vero colpo da biliardo, uno dei tanti, e che ti devi sempre aspettare [avversario di turno], sempre se nel frattempo non dormi già o non pensi alle famose calandre…Quanto a Lobont ha parato, da par suo, ciò che ci avrebbe altrimenti fatto soffrir assai meno, e toltoci da ambasce importanti, ma ci ha dato lustro per una quasi “finale” con i sòliti galletti, fatti stavolta allo spiedo. Di Manninger si vociferava un suo futuro immediato da secondo alla Juve [!]; di Mutu, non dico niente, perché ci ha fatto soffrire abbastanza, e la sua Romania non poteva pretendere di passare il turno con un misero gollettino all’attivo, manco fosse poi l’italietta sparagnina di sempre o quasi [e il computer cambiava in bollettino]. E Gamberini: può aspettare; sì perché in fondo ha di De Rossi una stima particolare, e deve avergli pronosticato il gol, da cui quel particolare abbraccio sul 2-0 alla Francia. Perché tutto il resto in fondo è / sono solo chiacchiere…, più o meno. [p.s.: chissà poi che fine hanno fatto le famose calandre greche; anche questo potrebbe esser un bel / inutile dilemma…]. [e l’ultima cosa, che non c’entra nulla con quanto sopra, riguarda Chip: sàppi che quando il cursore scende a livello della riga del tuo nome-sigla, nella parte dove ci sono i tuoi interventi, ecco che nel banner viene fuori la sigla in “francese”, anziché italiano; eh sì, chissà perché ciò…; ma forse tu lo sapevi già…]. Saluti. antonio
    margherirosa .
    micro-pillole europee, condensato di pensieri, parole, e non certo omissioni: innanzitutto mi sembra doveroso dare un benvenuto ad Alceo; e poi, all’indomabile Chip vorrei dire che spero abbia capìto che deve mantenere atteggiamenti conformi e non deve più farsi espellere da una telecronaca..., che quanto successogli non è cosa da poco, e spero che abbia inteso la famosa antìfona, e che lui voglia ottemperare d’ora in poi seriamente, doverosamente, a quanto dovuto… Adesso viene il bello, sotto tutte le sue forme; e per ciò che attiene al discorso su Pirlo, o non-Pirlo, mi limito a sottolineare che lui, e De Rossi, se ho capìto bene sono i due giocatori che in questa edizione di torneo hanno deciso o scelto di condividere una stanza in comune…[e di per sé la trovo una cosa meravigliosa] e non me ne meraviglio, perché pur essendo anagraficamente abbastanza / molto lontani, hanno un “concetto” evidentemente identico della vita “collegiale” e degli obiettivi specifici, correlati; due caratteri quasi opposti, forse, che si incontrano, e condividono tutto, anche le ore di sonno e relax: se poi ciò non è meraviglioso, ditemi voi…Invece sul tèma della formazione anti-Spagna & correlata, lascio e passo volentieri la mano, anche perché già soffro da [semplice] spettatore-tifoso...e figuriamoci se dovessi pure impegnarmi in schemi, e tattiche, e scegliere gli undici da mandare in campo, col rischio poi di sballare il tutto…, sarebbe un disastro. Eh no, non se ne parla; anche se una mia ideuzza personale -personale, ovviamente, la coltivo come tutti, e quindi ce l’avrei… Invece in particolare apprezzabili le parole del vecchietto di turno..., e si fa per dire vecchietto, il Ct spagnolo Aragones, che ha definito, tracciato, un quadro oggi-giorno estremamente sintetico, chiaro e esplicativo [cioè: breve, succinto e compendioso] di noi e della Nazionale azzurra [già con o senza filtro e pure senza Pirlo e tale a seconda dei punti di vista] e già promossa ai quanti di finale proprio contro i suoi giovani ragazzi; eh sì, ora viene il bello: perché, se tutto va bene, pure i nostri avranno in campo un certo numero di giovani, forse anche quattro, addirittura, tutti di spessore, e se non c’è molta esperienza, fà niente perché faranno gruppo, che non è poco; Chiellini, De Rossi e Aquilani e Cassano, mica male, in fondo; nel frattempo Camoranesi, autocritico, si dice scontento di sé stesso, e vuole fare meglio, e vorrebbe riuscire a esser determinante [magari], a dare il contributo poi atteso e sperato da tutti, e dice che se si sente “pessimista” è per caricarsi di più; Ambrosini si autocandida e con Aquilani vuole formare un centrocampo tosto e di qualità, e lo zero score degli attaccanti, più che altro, è un fatto legato agli episodi di gioco più o meno favorevoli e già inevitabili, dal momento che le occasioni da rete invece ci sono state, tante; d’altronde proprio il saggio di Corteleza dice che in fondo, chi sostituirà gli squalificati sì è ancora più temibile perché farà di tutto per confermarsi, e meritarsi un posto fisso in squadra…; e, dopo l’harakiri del Portogallo, e sopratutto, del suo grande ct F.Scolari, ecco che trova ulteriore conferma quella concezione di presentare una squadra, fatta, di brutti-sporchi&cattivi, perché è quella che può far meglio e passare il turno, a scàpito di chi si sente, bello, assai, e vuol / vorrebbe incantare gli altri a tutti i costi…col rischio elevato di non riuscirci; e in realtà, a proposito dell’utile e del tal dilettevole, a vederli giocare, ora fà paura la Russia, di Guus Hiddink [che ci conosce benissimo], in particolare quel Pavlyuchenkp che somiglia tanto / troppo al Pablito nostro, sopratutto quando ride [con quel viso, da giovincello, incavato]dopo aver fatto il gol, e poi Archavin con quel ditino ammonitorio a zittire tutti, come a dire: “silenzio, che qui giochiamo sul serio”, eh sì, mica bazzecole. Poi, c’è la Croazia, che ai più anziani farebbe pensare o ipotizzare persino una riedizione di quella [doppia] finale di Roma, poi vinta; fisico, tecnica, organizzazione e voglia di vincere qualcosa di importante, dopo un terzo posto già di tutto rispetto ma che pure non è il massimo…. La strada è ancòra lunghetta, più o meno per tutti, forse, ma non bisogna spaventarsi, proprio adesso che si vede l’orizzonte, anche se sì apparentemente / un pochino lontano… Calma e gesso, quindi. Paolo Rossi, in Spagna divenne Pablìto; poi viene appunto il Quesìto, quello del momento: chi sarà il nuovo-Pablito, il nuovo puntero, vincente, di questi Europei ? Anche se nessuno sà quali siano le qualità principali, i punti di forza, assolutamente dirompenti, di tale punta detta appunto Quesìto…. Sono aperte le danze. Saluti. antonio
    Chip En Sai .
    Parlo per lo splendido Pirlo!... vorrei porlo in campo anche... anzi... proprio contro la Spagna!... eppur lo devo ammettere... la tua opinione mi sembra ragionevole!
    alceo .
    che pensi di questa notizia: http://lancianoburning.splinder.com/
    zetazeta .
    Pirlo o non Pirlo? Domenica vedremo se è necessaria la geometria o la mazza.Buttarla in caciara? Forse.Proclamare un bel silenzio stampa?Possibile.Il carro del vincitore è ancora in doppia fila e non è pieno del tutto.Si aspetta e ci sono ancora posti a sedere.La compattezza del gruppo e tutta la retorica dei "tatuati" dominano,ambe due,senza nessuna tregua. Ma mentre in Austria e Svizzera si decidono le sorti pallonare dell'Europa,in Italia "il Commissario Tecnico" per eccellenza vuole che la sua "Calciopoli" personale sia,come dire,differita alla fine del suo contratto con la Nazionale.Dopo diventerà "Capo Della Federazione".Pare brutto essere il Capo e avere una "squalifica".Perciò i suoi Gattusi e De Rossi sono al lavoro per evitare il precipitoso ritorno a casa. Nel ritiro blindato da polizia.esercito.vigili e volontari si mettono a punto le strategie per la "partita della vita". A nessuno,dico a nessuno,importa poi molto di questi dettagli.L'importante è vincere.Con Pirlo o senza. Tutto questo,naturalmente per uscire fuor di metafora.

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