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    20
    giu.
    2008

    Malelinguelettorali / tutti sul maxi-scherno

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    di Oliviero Beha, pubblicato su l'Unità del 20 giugnoUsciamo per una volta dal terreno di gioco ma non dallo stadio: la novità extra-agonistica più gettonata in questi Europei austro-svizzeri sono stati i maxi-schermi negli stadi. Una novità?Non proprio. C’erano già nelle manifestazioni più recenti, forse ai Mondiali ma non con l’abbondanza e la qualità di questi Europei. Ma soprattutto a colpire è stato l’uso inedito degli schermi giganti: gli schermoni sono serviti massime a far vedere in diretta le partite “come se si stesse a casa” davanti alla tv. Così molti guardavano non il campo ma i maxi-schermi. Non è finita: dal momento che tutte le volte che è possibile il maxi-schermo rimanda le facce dei tifosi, quelli si guardano, si specchiano, si esaltano, fanno i riservati, si schermiscono(ma sì!) davanti agli schermi. Siamo al paradosso dei paradossi, anche lessicali:  almeno d’ora in poi li si chiami Maxi-Scherni,  per distinguerli nell’uso dal passato. E’ vero che il cosiddetto individualismo di massa passa per il protagonismo visibile, ma insomma come sempre si tracima…Pensate che solo due anni fa molti tifosi si recarono in Germania per i Mondiali da qualunque parte del mondo, grazie soprattutto ai voli low cost, anche senza biglietto, magari senza mai mettere piede in uno stadio. Bastava loro “esserci” sul palcoscenico mondiale, magari indossando magliette delle varie Nazionali diverse ogni giorno. Era un “party rotondolatrico”, cui partecipavano appunto i party-giani, come li chiama Roberto D’Agostino. In due anni costoro sono dunque “tornati a casa davanti alla tv” essendo allo stadio: una specie di Cagliostro applicato alla psiche mediatica. Miracoli o mostri contemporanei sui Maxi-Scherni (occhio proto!)?

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    margherirosa .
    c’è il rischio serio di non capirci molto in quanto avvenuto stasera: e non so se meravigliarmi, poco, per la vittoria strameritata della Russia del santone / bravo G.Hiddink [già, con le relative conferme circa il gioco, la capacità di star sempre ben messi in campo, tranne qualche puntuale disattenzione / amnesia in difesa, e la forma fisica invidiabile, e le tre reti di intelligenza, dei vari Pavliuchenko, e del talentuoso (aggettivo che il computer mi sottolinea) e agilissimo-fortissimo Ashavin]; o sì per la figura da crucchi rimediata ancora una volta dagli olandesi, apparsi l’ombra della squadra perfetta o quasi, e sopratutto vincente, delle prime tre partite [e già si dice che proprio quella pausa ristoratoria si sia dimostrata infin assolutamente nefasta] oppur del fatto che gli orange avevano semplicemente finito la birra, anzitempo, d’emblai, già nell’arco di pochi giorni, illusisi di riuscire a fare con tutti il bello e il cattivo tempo; o già infine di meravigliarmi, moltissimissimissimo, troppo, per la inusitata riapertura delle indagini sul caso Ustica, dopo le ennesime rivelazioni (post partita di Italia-Francia) da parte del presidente emerito F.Cossiga, [così come lo definisce Televideo], che parla di una pista francese ben precisa, di “un missile a risonanza e non a impatto”, come ovvio francese, che avrebbe colpito seppure del tutto accidentalmente l’aereo civile nei cieli italiani. E vedremo quindi chi vincerà: se la Russia di Hiddink & Compagni, appunto, e magari poi perdenti nella semifinale contro di noi, oppure se perderemo nel calcio, e faremo un altro risultato pieno, ma stavolta nei tempi lunghi, con tanto di lungo extra-time, e quant’altro di correlato, invece già contro i nostri nemici di sempre ovvero quella Francia, e servizi segreti francesi, che non vuole ammettere una buona volta che…, o dire la verità per loro più cocente… Comunque, verranno a quanto pare riascoltati, a breve, sia il Cossiga, di cui sopra, e sia G.Amato. Non mi meraviglierei molto o più di tanto invece, se venisse fuori che Ashavin, con quel cognome, vantasse [da dopo-Europei] origine italiane, e magari venete, e se gli piacesse pure il vino, tanto, e tanto così per non guastare pure la rima..., che è anch’essa una cosa sempre importante dopotutto… Cosa c’entra tutto ciò con il maxi-scherno? Non lo so, forse poco, o niente; e nel frattempo però il computer non ha fatto una piega, sul termine maxi-scherno, appunto, e ciò forse è già qualcosa…. Saluti. antonio
    Chip En Sai .
    Il "paradosso dei paradossi"?!... eh no... caro Oliviero!... è uno solo e (modestia a parte!) l'ho scoperto io (e ci ho sostenuto anche la tesi di laurea!)!... E' il "vuoto" che per esserci non ci deve essere! .-) http://www.salvatorebaldinu.it/Contemplazione%20essenziale.htm

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