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    24
    giu.
    2008

    L’eurocalcio non dice bugie

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    di Oliviero Beha, pubblicato su l'Unità di oggiNon vi sarà sfuggito che mentre da noi impazza ai massimi livelli la questione-giustizia con risvolti da Unione Europea, per la legge del contrappasso ad arbitrare la finale degli Europei di calcio domenica prossima ci sarà un “magistrato” italiano, cioè l’arbitro Rosetti inteso come il magistrato in mutande più importante del settore, favorito dall’eliminazione (prematura?) dell’Italia nei quarti.

    Non vi sarà sfuggito che il Ct già quasi ex, Roberto Donadoni, continua a ripetere cose eroiche tipo “siamo usciti a testa alta” e meno eroiche come “ci mancherebbe solo che mi dimettessi” dal momento che per contratto se lo cacciano ha diritto a una penale contrattuale di 550 mila euro: come diceva Polonio in “Amleto”, “c’è del metodo nella sua follia” (tra tecnico e Federazione,e infatti si raccoglie quel che si semina).E neppure credo vi sia sfuggito che il quartetto di squadre rimaste in lizza in questo torneo che fa brillare gli occhi degli organizzatori (un giro d’affari intorno di più di 1300 milioni di euro) e dei “bagarini” (per le semifinali si arriva a 1400 euro a biglietto), è un quartetto estremamente significativo da più punti di vista.Il calcio si conferma oltre a tutto il resto una strepitosa lente di ingrandimento che in pochi inforcano,quasi avessero timore a vedere bene, o meglio.Così facendo, rimuovono non il calcio ma la realtà che il pallone esprime e comunica. Germania, Turchia, Russia, Spagna: beh,il panorama è assai vario e per la metà almeno impensabile alla vigilia,per i book-makers che di solito ci prendono.I tedeschi non erano e non sono ancora i favoriti, ma non è sorprendente che il Paese che ha vinto più titoli europei sopravviva alla scrematura anche se non ha una squadra formidabile.Si dice banalmente che i tedeschi sono “seri” e “pesanti”,nel bene come nel male.Quello che hanno fatto nell’economia degli ultimi tre lustri abbondanti, dopo aver pagato dazio per la riunificazione, conferma che sono “seri” e “pesanti”,che non ci stanno a sparire di fronte a competitors che non siano loro (nettamente) superiori.Ma sono anche giovani,assai più giovani degli italiani,e Berlino è una capitale piena di vitalità mentre a Roma ce la battiamo fingendo che il problema siano Veltroni od Alemanno.La squadra tedesca è come loro,un mix di esperienza e di gioventù,anche se non di talenti inarrivabili.Ci sono come gruppo,più che come individualità,ci sono come Paese che risorge dalle sue ceneri continuamente.E nel calcio e nello sport non mollano, come nel resto.Hanno anche le frange tifose più preoccupanti,naturalmente,con l’erba cattiva dei calcionaziskin, a rendere complementare futuro e passato.Sulla Turchia nessuno avrebbe scommesso un soldo,ma forse non soltanto sulla Nazionale di Terim,mediamente inferiore ad altre selezioni turche del passato: forse è proprio sulla Turchia “ad  inTerim” tra Occidente e Oriente che in pochi avrebbero puntato o forse puntano ancora oggi.La questione “Turchia in Europa” è una delle chiavi più importanti del futuro prossimo venturo,con le sue suggestioni e le sue contraddizioni,la sua democrazia “alla ottomana” e i sempre “giovani turchi” che emanano voglia di vincere in qualunque campo,memori di un passato che culturalmente si affaccia dovunque lo si voglia cogliere.E che altro è la squadra di Fatih Terim,detto senza sforzi di fantasia “l’Imperatore”, tecnico pieno di carisma e uomo al tatto interpersonale pieno di fascino, che ha fatto benissimo anche a Firenze? Sono giocatori medi o mediocri,ma fanno squadra,pensano fino in fondo, all’ultimo fondo, con una patina di commovente superiorità atavica di “farcela sempre e comunque”, sono dei grandi lavoratori,in campo e fuori,cercano riconoscimenti  e hanno quasi più fame di valore che di denaro.Hanno un sistema tattico memorabile e geometrico: occupare tutto il campo con tutti gli effettivi.Faranno lo stesso se entreranno in Europa, Bossi o non Bossi?Per la mia generazione la Russia non è finora quasi esistita calcisticamente: era piuttosto alla memoria l’Urss di Yashin ( e di Gagarin…) che teneva spesso bene il campo con dedizione mattoide e qualche campione, vincendo poco o nulla.Adesso siamo alla Russia di Putin,di Abramovich e del talento giovane Ashavin,e dei film sulla mafia russa,e dei postumi delle ricchezze legate agli arsenali militari,e di radici culturali troppo profonde per essere estirpate dalle “bande”,che passeranno,prima o poi,pur lasciando vistose scie di sangue.Il calcio è ridiventato pienamente il giocattolo e il motore di mille affari.In patria e in Europa (cfr.il campionato inglese).Come Ct la Russia conta su un olandese “legionario rotondocratico”,Gus Hiddink, a vederlo una specie di Briatore più grassottello ma di sicurissima competenza e forse non proprio appesantito dagli scrupoli: ha una squadra giovane e un po’ scapata,che commette errori ma riesce spesso travolgente con i suoi molti campioncini,preparatissima atleticamente quasi uscisse da un laboratorio, pronta con una naturalezza sospetta alla ribalta della mondanità pallonara con la Nazionale così come per esempio con il club di San Pietroburgo, da tre anni controllato dal colosso petrolifero Gazprom.Insomma,è la Russia.Mi domando quale giornalista di quel Paese potrebbe immischiarsi in una bella inchiesta sul doppio registro,calcistico-politico,vista la fine che hanno fatto coloro che si sono occupati del secondo versante,apparentemente più serio e invece intrecciato con il primo.Di sicuro tra fuoriclasse e gasdotti la Russia e l’Europa già si stanno giocando il futuro nel presente.Infine la Spagna, con Re Juan Carlos in tribuna a Vienna a tifare per una Nazionale di solito cachettica nelle grandi occasioni, mentre l’Italia era difesa sugli spalti dal Ministro Ignazio La Russa.Gli ultimi dati di Eurostat la danno avanti all’Italia nel Pil, ma non ai calci di rigore bensì già nei tempi regolamentari.La vivacità e la democrazia spagnola sono ormai da anni una specie di rubrica fissa per i media internazionali,e adesso la “movida” più generale e quella rotondolatrica in particolare hanno trovato pare una squadra all’altezza.Sembrano “normali”,bravi,battibili ma “normali”, in campo e fuori,in un contesto più largo.Squadra giovane,Paese giovane alla democrazia,con forti tracce di passato impresse nel carattere ma valore d’uso e di scambio per l’avvenire,e ampi margini di miglioramento (della squadra,del Paese).Mentre da noi quasi ogni occhiata agli spagnoli viene riassunta in un dibattito sui matrimoni gay, che la dice lunga non su di loro ma su di noi…Eppure calcisticamente, come allegoria di tutto il resto, mi fa un certo effetto la constatazione che malgrado tutto la vecchia o più che matura Italia del pallone  incartata e logora,come è incartato e logoro il Paese, potesse comunque eliminarli, quasi a dire che “i più forti del mondo” non “siamo” ma “saremmo noi”.Uno spruzzo di futuro nel passato…Almeno in campo forse sarebbe bastato qualche granello di adrenalina e intelligenza in più,come un giocatore di poker che sappia quando e quanto puntare e come eventualmente bluffare (nel primo tempo,per esempio). Tutte cose ormai distanti dal gruppo Donadoni,a giudicare da come è andata.Dal gruppo Donadoni? Ma perché,dall’altro gruppo,dal gruppo Italia geriatrico e regressivo, non sono purtroppo assai più distanti?

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    margherirosa .
    Z-z, lasciamelo dire, nel tuo dialetto, che spero quì di riportare bene: “sì nu zuccher’…” e nel senso più migliore del termine [l’errore è rigorosamente voluto e serve poi quasi a pareggiare il dialetto di prima]; d’accordo, il muslji è un budìno in pratica, e lo mangiano già pure in Polonia probabilmente e nei tempi andati purtroppo da queste parti chi è buongustaio o semplicemente si poteva permettere un dolce, veniva immediatamente etichettato come “leccùcce” [non si pronunciano le due e], ovvero chi è affetto da un / quel vizio grave e mai più lavabile…sì e che probabilmente se ne portava dietro pure altri e chissà quali altri…! [è un pò come dire oggigiorno: w…., d…, and r&r…]; siamo strani, qui al Sud-doloroso, anche in queste apparentemente piccole ma significative vicende…; c’è chi poi con quella smorfia la dice tutta sul proprio modo, e di tanti purtroppo, di intendere le cose della vita; rimane giusto quel dubbio di sapere se la commessa poteva rappresentare o già valere una eventuale scommessa, e come vedi: “anche da noi, in montagna, col caldo la vita non sempre è una cuccagna” e gli effetti del caldo si fanno presto e tosto sentire; pazienza; comunque, santa donna tua moglie; lo dicevo io; circa gli Europei, invece, tifo Russia & Turchia, entrambe, tanto per non sbagliare; e non sto qui a ripetere i motivi pure comprensibili. Voglio rassicurar Oliviero e dirgli che non ci sfugge quasi nulla ormai; cogitiamo, meditabondiamo, e consideriamo tutto e abbondantemente, e nonostante il caldo, appunto; nel frattempo ho notato che l’altra sera su Rai2 era ospite serale un certo rosso-di-pelo [e forse pure malopelo di fatto, chissà] tal redivivo Aldo Biscardi, il guiscardo, [e qui il computer si ostinava a correggermelo con la G grande, come dicevàmo da piccini; evidentemente il computer non sa chi è], nelle vesti sì di ex-giornalista o piuttosto di ex-adjuvantibus ? e pure questa è una gran bella domanda, quasi una domandona, da far rizzare i contropeli persino al Mike-international-quiz [... si pronuncia ovviamente “quisz”…]; sì, di bòtto la butto lì allora una sorta di rivincita personale: “W Enzo Cerusico, tièh…!”, che non si è mai permesso di fare il pagliaccio; era un attore e basta; e chi la vuole capire la capisce, e non la capìsse, anche qui c’è una bella differenza…; e di tali “ex-adjuvantibus”, Oliviero ne sà qualcosa, forse li ha pure patìti, in prima persona, perché si trovano dappertutto, anche in Rai; e, nel mentre scrivacchio, [e qui il computer quasi mi offende perché me lo corregge in “scribacchio”; che faccio lo espello ?], apprendo che Rai Tg-e-Radio dicono che la Magistratura di Roma vuole esperìre la tomba di “tale” De Pedis [ex-benefattore della Chiesa e Vaticano !], perché c’è l’idea che possa contenere anche gli eventuali resti della quindicenne scomparsa venticinque anni fa; cosa c’entra ciò ?, centra, c’entra; nel contesto, degli italici imbrogli & quant’altro, c’entra tutto; se poi anche un treno è bloccato, e da ore, ecco che tutto torna…, e speriamo che sia l’inizio, importante, d’un preciso capolinea…; quanto al post-europei, cosa ne sarà nel tempo del cosidetto gruppo-Italia geriatrico-rotondojatrico?, non si sa; nulla di buono, ci aspetta, nell’immediato; e anche qui come direbbero a Bari: “…sì,…ma sempre-sempre, pure…; eh c’ còse…” [ciò pure Cassano, pure quello di questi tempi, che pare non bestemmi più, dovrebbe saperlo…, e comunque, intelligentemente, non si lascia sfuggire verbo….]. Saluti. antonio
    totò .
    volevo ravvederla de fatto che la clausola di 550 mila euro non c'è e fu lo stesso Donadoni a rifiutarla lo scorso venti maggio... cordialmente
    zetazeta .
    La metafora prima di tutto.Anche io non resisto alla tentazione (resisto a tutto il resto,semmai) e un piccolo episodio accadutomi proprio poche ore fa. Dunque,entro in un negozio qui a Napoli e chiedo del muslii tedesco.....dico alla commessa il nome della marca e,cortesemente mi risponde che quella marca non la trattano più.Piuttosto ingenuamente,chiedo il motivo: -Troppo tedeschi...- Al che da parte mia rispondo: - E questo,naturalmente,è un difetto vero?- La commessa risponde con una smorfia mentre da fuori arriva una bella zaffata di spazzatura rigorosamente "partenopea".Fine. Racconto questo episodio banale perchè proprio ieri sera mia moglie mi chiedeva per chi avrei fatto il tifo adesso che ero rimasto orfano dei Donadoniboys. Non ci pensato un attimo.......ma degli ottusi,pesanti,poco fantasiosi,pallosissimi tedeschi,perdinci! Mia moglie che nel calcio è un'ultranazionalista,mi ha guardato con aria compassionevole (come sempre...) ed io ho cercato di argomentare.....non so che farmene della mozzarella se non posso mangiarla perchè è un concentrato di diossina e,altrettanto,se il le spiaggie sono uno schifo,se il cosidetto made in italy è fatto in qualche oscura provincia cinese,se il pizzaiolo è cingalese,se non posso camminare per strada facendo lo slalom tra la spazzatura.Insomma di tutte le conclamate doti del genio italico non so letteralmente cosa farmene.Vorrei,con tutte le mie forze avere qualcuna di queste splendide doti in meno e avere una qualità della vita migliore.In altre parole.....nonostante la quantità industriale di luoghi comuni i tedeschi hanno un approccio oserei dire "sistemico".Difficilmente toppano,nello sport come nella vita.E, anche se hanno un'eredità pesantissima come l'Olocausto,non fanno finta che non sia mai successo niente,non dicono è stato un errore trascurabile..si prendono le loro responsabilità,coltivano il vizio della memoria,senza il quale un popolo non ha coscienza di sè. Mia moglie,a questo punto chiederà il divorzio.E io mi terrò i miei noiosi,pallosissimi tedeschi.....troppo tedeschi.Ammirerò Klose e Metzlder.Se vinceranno saranno contenti,se perderanno non ne faranno un dramma.La vita continua anche senza un titolo europeo.I titoli che contano,quelli si,li vincono ogni anno.Però il muslii tedesco qui a Napoli non si trova....che peccato!
    Chip En Sai .
    Ho spesso pensato che le competizioni sportive tra stati o nazioni abbiano ben poco di sportivo!... A un certo punto mi ero ripromesso di non seguirle più!... ma non sono mai riuscito a staccarmene totalmente!... Farò un ultimo tentativo la prossima volta!... Non tollero più che da un calcio di "rigore" dipenda il "futuro" di un popolo!... se non altro... ignorando simili eventi... potrei evitare qualche danno immediato su almeno un individuo!... Rimozione?!... forse!... ma la "lente di ingrandimento" fa vedere bene o meglio alcune cose... mettendone fuori campo o gioco altre!... ognuno... comunque... si regoli in funzione del proprio patrimonio temporale!

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