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    01
    lug.
    2008

    Umbria/ strage di campello, chiesto risarcimento ai lavoratori

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    Non ci sarebbe davvero bisogno di commenti. Ma questa notizia, gravissima di suo, purtroppo coglie il cosidetto "spirito del tempo" che stiamo vivendo, un tempo che va all'indietro. Per tutti, salvo i padroni del vapore.o.b.--------------Umbria Olii chiede 36 milioni di euro alle vittime sul lavoro(Apcom) - Un anno e mezzo fa, il 25 novembre 2006, per via di un violento incendio scaturito in oleificio di Campello sul Clitunno, in provincia di Perugia, morirono quattro lavoratori: Maurizio Manili, titolare di un'azienda di manutenzione di impianti, Vladimir Todhe, Giuseppe Coletti e Maurizio Mottini. Unico superstite Claudio Demiri. Una strage che ha portato ad un processo, tutt'ora in corso alla Procura di Spoleto, per verificare le responsabilità.

    Anche se l’assicurazione dell’azienda ha già liquidato le famiglie, avendo accertato le colpe della proprietà della Umbria Olii di Giorgio Del Papa, ora la situazione sembra ribaltarsi: gli avvocati dell’azienda hanno chiesto ai lavoratori morti, all’unico superstite e all’assicurazione un risarcimento pesantissimo: 36 milioni di euro. “Un risarcimento in solido da ciascuno degli imputati per intero”: così recita la richiesta. Il pool difensivo di Del Papa lo ha motivato così: l’incendio e lo scoppio successivo sono stati determinati dagli operai della ditta esterna che, nonostante il divieto di fumo all’ingresso, hanno adoperato delle fiamme ossidriche.
    Quella di risarcimento arriva dopo la richiesta di un ulteriore accertamente tecnico chiesto dall’azienda Umbra Olii – e ottenuto in sede processuale – che ha portato ad una relazione di parte a loro favorevole redatta da un tecnico. Le famiglie della tragedia si sono affidate ai loro avvocati per contrastare questa richiesta. Nel processo la Umbria Olii è stata citata come responsabile civile dell’accaduto.
     

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    renfio .
    Ancora una volta assistiamo a tragedie che si potevano evitare. Ancora una volta, per inseguire il profitto, assistiamo a tragedie. Era tutto regolare nel cantiere della Umbria Olii? C'era l'addetto alla sicurezza? Erano stati scambiati i piani di sicurezza tra le aziende? Era stato fatto il confronto dei piani di sicurezza dal responsabile? Il personale era al corrente dei rischi? Erano state verificate le condizioni operative, l'efficienza e l'adeguatezza delle attrezzature di cantiere? Il personale era qualificato per l'intervento? Questi sono i dubbi che ho in merito all'episodio e che sono sicuro siano fondamentali per evitare tragedie come queste. Se l'azienda avesse avuto personale interno addestrato e pronto. con molte provabilità. non sarebbe incorsa nell'incidente. Cari imprenditori continuate a terzializzare e ne vedremo delle belle. Chi investe nelle risorse umane non butta quattrini sono pronto a garantire.
    zetazeta .
    Mentre aspettiamo di sapere,con la bava alla bocca,delle telefonate hot dell'Arrapatissimo,altre notizie arrivano sui computer e sui giornali.E questa del maxirisarcimento richiesto dalla Unbria Olii è il classico caso di scuola del giornalismo.E' l'uomo che morde il cane. La storia è nota,è riportata quì sopra e non meriterebbe nessun commento se non fosse per alcuni dettagli e per una morale (sconvolgente!) che è sottintesa. Primo,se muori nella mia fabbrica il problema è tuo,lavori male e senza protezioni il problema è tuo,usi i tuoi strumenti di lavoro il problema è sempre e solo tuo.Succede qualcosa,arriva la tragedia,muori,il problema è tuo.I danni che ne conseguono sono sempre a tuo carico,sia se vivi o muori.Ora,capisco che l'essere umano sia la merce più a buon mercato che esista ed è probabilmente anzi,sicuramente meno prezioso di un Aston Martin o di una bottiglia di Brunello di Montalcino,ma a tutto c'è un limite.O forse no.Questo limite è ormai ampiamente superato,siamo merce che deve lavorare in condizioni ottocentesche,che non ha voce,la cui dignità è barattata per un pugno di euro.Un sistema che si basa sull'infamia del bisogno quanto può durare?Anche da morto non puoi essere tranquillo.Qualcuno potrebbe essere chiamato a risarcire 36 mln di euro.Tutto ha un prezzo,anche la vergogna.
    Chip En Sai .
    Cosa?!... la pericolosità di incendio doveva essere dedotta dal divieto di fumare?!... Cioè... non c'era un esplicito cartello che indicasse il rischio di incendio o di esplosione per accensione di una fiamma ossidrica... o... quantomeno... che vietasse l'accensione di una fonte di calore più importante di una sigatretta accesa... come ad esempio una stufa elettrica o un fornellino da campeggio?!... Se le cose stessero davvero così... mi chiedo quale giudice non ricondannerebbe la Umbria Olii!... ma chi gliela data la laurea agli avvocati di quell'azienda?!

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