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    01
    lug.
    2008

    Euromalelingue / giocare per giocare

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    di Oliviero Beha, pubblicato su l'Unità del 1° luglioTra i “frames” rimasti negli occhi della mente a chiusura di questi Europei, e di questa rubrica d’occasione, direi senz’altro molte giocate della Spagna e alcune della Russia e dell’Olanda. Non è un caso che soprattutto spagnoli ma poi russi siano stati indicati come migliori attori protagonisti in questa sorta di “Cannes” o “Venezia” o Berlino” del cinema/calcio continentale.

    In primis Xavi, giudicato il migliore anche alla luce della partita di finale. E Xavi, come tutto il centrocampo spagnolo, come tutto il centrocampo russo quando e finché ha tenuto, significa una formula semplice semplice: giocare, giocare, giocare, tentare di farlo sempre e di farlo di prima, toccando la palla il meno possibile. Il gol di Torres in società con Xavi nella finale è il distillato di questo. Contro la Russia la Spagna giocava di prima anche nei minuti di recupero,e non per addormentare il gioco ma appunto “solo” per giocare. Il “solo” non inganni: giocare per giocare significa non far giocare gli avversari, concentrare i tuoi, gratificarli, deconcentrare gli avversari, stancarli di testa e di gambe. Quindi non è un vademecum per lo spettacolo, ma una via per arrivare a destinazione. Perché allora non tutti fanno così? Per la qualità dei giocatori? Anche, ma ogni giocatore può dare il suo meglio in quel modo, ognuno al suo livello. Per la mentalità degli allenatori? Anche, e forse di più, ma un allenatore che non  abbia come prima scelta comportamentale in campo quella del “giocare, giocare, giocare” forse non è un buon allenatore. Per il sistema nel suo complesso, dei club, del denaro, della pressione ecc.? Certamente è il fattore predominante, e non recessivo, del calcio di oggi sempre meno gioco e sempre più consigli di amministrazione tradotti in uno staff e in un prodotto da campo. Eppure anche da questo punto di vista è un ottimo segno, beneaugurante, che abbia vinto la Spagna e che la Russia, e l’Olanda, e la stessa Turchia e in parte la Germania “abbiano giocato per giocare”. Vince uno solo, ma gli altri non perdono del tutto.
     

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    margherirosa .
    è sempre bene precisare che nel discorso del giocare per giocare e del fanciullo-per-fanciullo, mi ha colpìto molto, a suo tempo, il modo di comportarsi in allenamento di un altro talento straniero, tale Lavezzi [argentino e capellone] ma senza troppi vezzi, forse [e spero per lui, pur non essendo io un tifoso-pieno del Napoli]; l’ho notato in uno dei tanti serviziTv che lo riguardavano; in quelle poche immagini, esplicative più di ogni altra cosa, in cui si evidenzia l’estro e la capacità / propensione al gioco e al divertirsi e far divertire, per vincere; e come caracollava Lavezzi, appunto, e come poi si impegnava a riprendersi il pallone con cui effettuare esercizi di abilità e tecnica, mai fini a se stessi o per fare il buffoncello con il pubblico, ma realmente per rinfrescare quella indispensabile affinità col pallone che è lo strumento-base cui bisogna sempre dar del tu, se si vuol esser poi ricambiati…; mi sarebbe venuta voglia di attraversare il tubo catodico e divertirmi a tirare i famosi quattro calci, e per imparare qualcosa, a divertirmi, ad esempio. Eh sì; e pure che rabbia…, e pure mannaggia, e sempre per quei certi versi…[ah,... quali versi...?]. Saluti. antonio
    margherirosa .
    leggète un pò cosa c’è scritto, proprio in questi giorni sul Mediavideo, a proposito del passaggio di un giocatore, un certo Vargas, dal Catania, proprio alla Fiorentina; e di lui il Ds catanese, Pietro Lo Monaco, dice che “di certo a Firenze trova quell’ambiente che può dargli la possibilità di migliorar ulteriormente” e dice ciò [sollevato, secondo Mediavideo] perché Firenze è il posto giusto e società ad hoc per un giovane attaccante, talentuoso, di grandi promesse, che ha fatto bene a Catania [dove sulla fascia di competenza peraltro si raccordava meravigliosamente con un certo terzino, R.Sabato, che è del mio paese, guarda caso !], e poi infine aggiunge un qualcosa di eccezionale, secondo me, [che nel virgolettato riportato da Televideo invece non c’è] “..e poi, a Vargas bisogna stargli vicino, perché è un ragazzo eccezionale…, davvero, che ama il calcio in maniera quasi fanciullesca….”. Giocare per giocare, più o meno come un fanciullo, o un bambino, appunto, e cosa c’è di meglio...? Ebbene poi in questa sorta di istruzioni per l’uso e/o sopratutto per il non-logoramento del giocatore Vargas, appunto, c’è anche l’altra faccia della medaglia ovvero che la stessa Fiorentina, un domani, per non farlo sentire solo [e già dopo il doppio-colpo di Comotto e Vargas], potrebbe ri-affiancargli quel R.Sabato e ricostruire il duo di fascia dello scorso campionato. È una idea no…? e costa poco. Quasi inutile sottolineare il fatto che Sabato ha giocato quasi sempre con il nuovo allenatore Zenga che evidentemente ne ha apprezzato le qualità molto-molto più di quanto avesse fatto l’ex Baldini... Un buon calciatore ormai trentenne, a suo tempo under 21, come Comotto, [il computer birichino si ostìna peraltro a correggermelo in Com’otto! e manco fosse l’indirizzo di un sìto o chissà cos’altro] e poi un giovane attaccante come Vargas, e un buon terzino, tutto sommato e di esperienza, sarebbe quel “mix” tendenzialmente micidiale, nelle mani di un grande come mister Prandelli [che magari il Rocco così disputa qualche partita di Champions, e poi ce lo ritroviamo convocato in nazionale; eh sì, e mai dire mai…, e fosse pure come riserva…]. E poi ci vogliamo perdere / metter a discutere, o disquisire inutilmente, su quei “quasi”…? Saluti. antonio
    margherirosa .
    per la serie: “l’assassino torna, sempre, sul luogo…” proviamo a capire alcune cose; Lippi ha detto che avrebbe lasciato comunque dopo i mondiali e, se ho capìto bene, l’avrebbe comunicato dopo la partita con la Céchia; e noi questo non lo sapevamo; e sin qui va bene, o quasi; sarà già stata questa notizia a galvanizzare i nostri e a contribuire a fargli vincere il titolo? non lo sapremo mai; sì, però sappiamo che il nostro Ct c’à tenuto a dileguarsi da vincitore, e a farne impazzir mezzo mondo, per ben due anni, quando poi si sapeva che Donadoni non sarebbe stato comunque riconfermato ? sì ma allora che gioco-è-stato-giocato? perché poi immagino che in pochi lo abbiano capìto / inteso / o sì addirittura emulsionato / centrifugato etc… in questo mondo-pallone sempre più vertiginoso e pure incomprensibile; un passo indietro a quando un certo Poulsen [danese; non ancòra in quelle vesti di co-attore, di sceneggiata nordica, oh pardon, di combinata nordica] costrinse/esasperò Totti sin allo sputacchio finale del pupòne, e a tutto ciò che poi di post-moviolato e sanzionato ne conseguì…; e, oggi, ad Europei conclusi, ne ritornano immediatamente / rigorosamente di moda tutti i personaggi bene o male sin qui elencati / citati, [non ancòra in giudizio, ma quasi], o sol intrasognati: compreso quel Trapattoni, el Giuanìn, ex-Ct azzurro [e ora verde-Eire, in compartecipazione col Tardelli] che intervistato sul prossimo incontro del 1°aprile, nelle qualificazioni mondiali, ha tenuto a specificare il concetto di scherzetto e di partita vera; e meno male che abbiamo appena aperto gli ombrelloni, e siamo in attesa di degustare la prima bibita ghiacciata [chissà quanto costosa] sulla spiaggia, e poi i panettoni manco li hanno ancora infornati, etc, etc…; e non è finìto lì perché, proprio quel Poulsen, ora ventottenne, e forse pure più saggio ?, o solo meno provocatore che prìa ? è stato oggi accostato nientemeno che alla Juve, quale rinforzo ideale, e sì economicamente parlando, per il centrocampo, ovvero quasi un affarone, visti i tempi di vacche super-gonfiate; quindi, l’affare da non-perdere…! A questo punto non si sa se complimentarsi di più, con certe testate giornalistiche sportive, per aver anticipato, di ben nove mesi, i temi precìpui legati alla partita dell’anno o del secolo ? [allo scontro se così si può dire/chiamarlo tra Lippi e Trapattoni], o agli stessi soggetti principali per aver a modo loro ravvivato le pagine dei giornali, che gli stessi ‘giornalai’, forse, o chissà, proprio non sapevano come altrimenti riempire di contenuti possibilmente succosissimi, dopo gli Europei, e prima di…. E di gioco ? e di giocare per vincere e divertire /rsi, e di piene sensazioni di prese per il cxxx ? e di quant’altro di correlato? Boh. Mah. Se ne riparlerà, probabilmente, a ombrelloni in via di chiusura, dalla fine di agosto in poi o prima, da quando cominceranno le Olimpiadi o quando gli farà comodo. È così che và, e bellamente andrà. E allora, sù, tutti insieme gridiamo, inneggiamo convinti: “E per-dinci, e per-bacco e per-giunta, e per-denti, e per…., hip-hip hurrà, hip-hip hurrà, hip-hip hurrà !!”. Saluti. antonio [p.s.: ovviamente “quell’assassino”di cui prima, è figura abbastanza retorica…, ma poi non troppo; …e poi non dimentichiamoci che: “ammazza che caldo !”; mentre, pure sul “c’à” non c’è più nulla da…., ed è stato detto tutto o quasi, ormai….].
    margherirosa .
    non è per fare il saputello o l’antipatico o chissà cosa, però, alla sollecitazione di Oliviero, mi piace fare un certo collegamento, come di tipo linguistico, o “lessicale”, o non saprei come altro definirlo; ad esempio nella lingua francese è usuale dire, citare, il fatto che quel tale musicista [già, Grappellì Stephàne,…ma guarda un pò…!]…il à jouè, avec...., e via discorrendo per ogni altro genio o ottimo strumentista jazz e di altro tipo di musicista; mentre poi proprio in Toscana si usa più spesso e forse solo lì, mi pare, il verbo cosare, che comprende ogni abilità, o semplice azione-intenzione-interesse umano e che il Devoto-Oli definisce come quel verbo generico che permette di “sostituire” a quello specifico e che lì per lì non venga in mente, pur di spiegarsi con chi ci sta ascoltando o altro ancòra; e facendo infine un sempre semplice / ingenuo / forse banale gioco di parole, già, il verbo cosare, lo potremmo intendere come un co-osare, già quell’osare, assieme, con schemi e gioco d’attacco e per forse divertirsi meglio e anche vincere perché no. E qui mi fermo, perché ho / avrei già detto troppo. Saluti. antonio
    Chip En Sai .
    Come fai a “giocare, giocare, giocare” con gente che dichiara "moriremo sul campo?!... Secondo me la Spagna ha vinto grazie a questa "tattica"! :-)

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