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    11
    ago.
    2008

    Fine dei giochi

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    di Oliviero Beha, pubblicato su l'Unità dell'11 agostoVenerdì scorso, giornata inaugurale delle Olimpiadi, sui giornali titoli e foto in evidenza da prima pagina erano in buona parte dedicati alla fantasmagorica edizione numero 29 dei Giochi Moderni. Sabato quello spazio già si divideva tra la cerimonia inaugurale di Pechino e la guerra russo-georgiana in Ossezia. Ieri,  fatti salvi i giornali sportivi che ne sono il logico indotto di marketing, ovviamente la prima giornata olimpica cedeva a immagini strazianti del conflitto e segnatamente dei civili uccisi o soccorsi. Sempre ieri l’Italia ha vinto il suo primo oro cinese nella spada individuale con Matteo Tagliariol, un fuoriclasse di Treviso di 25 anni. Gioia dell’olimpionico, della famiglia, dei dirigenti sportivi italiani presenti, i soliti Petrucci e Carraro, del team azzurro, degli sportivi italiani, degli italiani innamorati del tricolore che non fanno gestacci all’Inno di Mameli, etcc.  Mondi separati dunque? Che si deve fare?

    Chiedo lumi a Brecht, a una sua poesia in tempo di guerra intitolata ”A quelli nati dopo di noi”:”…Che tempi sono questi in cui/ un discorso sugli alberi è quasi un reato/ perché comprende il tacere su così tanti crimini!…”. Una volta c’era la cosiddetta “tregua olimpica” di ellenica memoria,  per cui si sospendevano le guerre per le gare. Adesso i tycoon del Cio, a partire dal suo presidente Rogge, da Pechino  esplicitamente affermano “non è affar nostro, ci pensi l’Onu” e implicitamente ratificano che la tregua olimpica è una panzana retorica e quel che conta è il denaro, negli stadi, negli studi tv come nel massacro in Ossezia dove in ballo c’è molto di più il petrolio e il suo mercato occidentale che non “diversità di vedute” sull’identità nazionale osseta. Per carità,  già nel 1936 la torcia olimpica ardeva per iniziativa di Hitler e dei suoi sodali, e sulla prima torcia berlinese simbolo di fratellanza tra i popoli c’era il marchio Krupp poi tristemente noto nella fabbricazione delle armi belliche. Ma stavolta, sul pianeta evoluto di cui ci vantiamo di far parte,  dopo una marea di polemiche più o meno sincere (meno, più ipocrite) sui diritti umani e civili nebulizzati dalla Repubblica di Cina addirittura si è passato ad uno start contemporaneo delle gare e della guerra. Non ricordo personalmente una simile simultaneità. Evidentemente ci si evolve. Dai tempi di Hitler e della sua torcia ne abbiamo fatta di strada sulla via della modernità…Intanto in una con le bombe a casa loro sfilavano a Pechino gli atleti georgiani che si erano detti pronti a tornare in patria per cambiarsi di divisa. Intanto il presidente georgiano se ne usciva con l’assurdità del monito “rimanete ma vincete”. Serve altro per domandarci se siamo alla fine delle Olimpiadi?Aiuta a porsi una domanda simile il fatto che nel frattempo dopo gli attentati di Kashagar di lunedì, ieri ci sono stati altri otto morti nella regione del Xinjiang ? Sempre di Cina, dell’immensa Cina si tratta. Della Cina olimpica, dico. Di questa Cina sotto gli occhi tecnologici del pianeta. Ci stanno rubando -se non ci hanno già rubato- le Olimpiadi, questo è il punto. Ce le mostrano a condizione che ci dimentichiamo di tutto il resto (cfr. Brecht), con il ricatto psicologico pseudorealista e in realtà supercinico che tanto il mondo è questo, e quindi “perché privarci di un fenomenale spettacolo?”. Sarebbe una rinuncia in perdita. Come se la fine delle Olimpiadi, ovvero il loro snaturamento, la loro mercificazione, la simonia in terra di Olimpia dipendessero da noi e non da loro, che hanno usato i Giochi per tutt’altro, con il “collaborazionismo” di tutto il mondo sportivo. Facciamo un esempio ancora più chiaro. Si dice che a Pechino ci sia tantissimo smog, nel senso letterale e non metaforico di un inquinamento mostruoso che rende difficile respirare e camminare, figuriamoci gareggiare. Non viene misurato credibilmente. Voglio dire che se la percentuale di inquinamento fosse troppo alta, manifestamente troppo alta, le autorità locali scientifiche o politiche (coincidono) fornirebbero certamente numeri diversi. Più bassi. Tollerabili. Non lo fanno solo i cinesi, il giochetto delle centraline di monitoraggio usate a proposito è cosa nota anche da noi, Europa, Italia ecc. Ebbene, la domanda è: quanto smog possono sopportare gli atleti?C’è un limite? A che punto si dovrebbe arrivare per dire basta?Trasferite questo interrogativo dando allo smog politico tutto l’ampio significato che deve assumere. Quanto smog politico, in termini di diritti umani e civili nella Cina ospitante, dei morti periferici relativi, della guerra contemporanea in Georgia e forse non solo in Georgia, nei prossimi giorni, quanto smog politico può sopportare un’Olimpiade e il cosiddetto spirito olimpico?Non siamo già oltre il tollerabile mentre si manomettono nemmeno troppo metaforicamente le centraline di monitoraggio?Forse le fotografie dall’Ossezia vicino alla faccia giustamente sorridente di Tagliariol possono contribuire a una risposta.

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    margherirosa .
    a proposito di ironia, di battute e dotte citazioni, allusioni, mèrita sì una menzione quella durante la telecronaca della gara di tiro a volo, “double trap”; il bravo giornalista si esprime in un: “eh, costui non è certo un carneade….”, in riferimento mi pare al rappresentante in quel momento concorrente per il terzo posto, e a ridosso del duo italo-cinese; e soprattutto per tutta la gara si ostìna a storpiare invece il cognome dell’atleta cinese appunto, e ciò solo sìno al momento in cui c’è la certezza della medaglia d’argento per il nostro rappresentante… quando lo cìta in modo esemplare e peraltro già senza indugi vista la non-impronunciabilità di quel cognome; ciò farebbe pensare che trattatasi di una quale tattica di tipo simil-scaramantico [o addirittura più scara che mantico…] ? o di rito quasi-propiziatorio o chissà cos’altro. Difficile dire, e sapere oltre, oltre ciò che si è potuto apprezzare in diretta, e sì penso che basti. E già mi chiedo, chissà quante altre se ne saranno sentite, che mi sono perse, per mèra distrazione; “colpa” mia… E sarà allora forse tutto utile per la prossima volta….? p.s.: rimane un dubbio, ma se quello non era un “carneade”, allora cosa poteva essere? Sull’ottimo dizionario, dei sinonimi e contrari, anche nella prima edizione appositamente manzoniana, non ho poi trovato nulla a proposito…; mannaggia che jella…, che sxxxx maledetta…! [e-mail delle 17.30 circa…]…. Saluti. antonio
    achillide .
    Come spariamo bene oh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Abbiamo vinto l'argento.
    achillide .
    Ma di cosa parliamo? Le Olimpiadi sono morte nell'Olympia Stadion di Berlino, quando il comitato olimpico fece finta di credere ai nazisti di non discriminare gli ebrei, o a londra quando i tedeschi e i giapponesi furono esclusi per volere di Stalin, o a Città del messico , quando l'Unione sovietica si prese praga e gli americani distruggevano il Vietnam e i pugni chiusi di Carlos e Smith ci ricordavano la discriminazione razziale, che dire di Monaco 72 e di montreal 76 senza africani? e Mosca 80 con la guerra in afganistan? Potrei continuare con il doping e quantaltro ma per questa mattina basta. Adesso seguo l'Olimpiade (piattello) come sono felice!!!!
    margherirosa .
    e chi l’avrebbe detto che dopo le prime giornate di Olimpiadi cinesi, l’Italia si sarebbe trovata già al 4° posto nel medagliere, addirittura sùbito dietro cinesi, russi, Usa, con una prevalenza di medaglie al femminile, ancòra una volta, nel cosiddetto gotha olimpico, e che la Francia ad esempio è ancora a secco di ori, e che ogni medaglia d’oro, sbucciata proprio a quei cugini transalpini, è praticamente per noi di valore doppio e che il sorriso della piccola Tatiana è come quello d’una affascinantissima sbirulina che riuscirebbe a sciogliere già il cuore più indurito-incementato-imbruttito dalle cattiverie sportive.., ma che non potrebbe nulla contro la tremenda tragedia che sta oggi maturando nelle varie repubbliche sovietiche indipendentiste, e pure contro la lotta per quel petrolio e quant’altro che sono in ballo…, ben altro che titoli olimpici e medaglie di mèra fatica e sudore….; e piuttosto, incredibili le immagini provenienti dai territori invasi, che mostrano gente, le mamme sopratutto che sorridono alle proprie piccine, altre Tatjane, forse semplicemente per rincuorarle, per dir che sono ancòra tutti assieme e sani e salvi, almeno per il momento, o perché in fondo a fare la vita da sfollati già ci sono abituati da tempo, quasi da sempre e per contratto, così come da sempre e da contratto la Russia era stata abituata a fare collezione di medaglie e pure di piccole Repubbliche indipendentiste….; visto, come è facile fare considerazioni sceme e forse prive di qualsiasi significato ? I giochi sono finiti; e come quando dicevano appunto, mi pare, gli Skiantos, in una loro simpatica “rivisitazione” credo di un piccino che se ne sta appollaiato su un albero a lèggere quieto e già un altro un pò più adulto gli grida di sotto “ehi, Intrepido, Monello…!”, e quello di sopra ben gli risponde “sono finiti”; sì come i Giochi Olimpici di Pèschin appunto…. La vita è, in gran parte, tutta una piena-incomprensione…. Saluti. antonio
    achillide .
    Troppo semplice andare in vacanza, li osservo mentre discutono dei problemi inerenti la lunghezza delle banane e la loro curvatura, a proposito le banane curvano a sinistra o a destra? Alle elezioni delle passata legislatura, arrivò a Pesaro Bertinotti, decisi di andarlo a sentire, dire che il suo discorso era di vomitevole demagogia è un'offesa al vomito. Alla fine del comizio vidi avvicinarsi al palco decine di persone e lui come una star a rilasciare autografi. Mi avvicinai pure io per chiedergli il perchè di questo suo agire, lui si offese e disse che erano i compagni che erano felici di questo, io gli feci notare che mai dico mai Berlinguer si sarebbe comportato così, quasi mi fulminò con lo sguardo, si avvicinarono due energumeni che tentarono di portarmi via, feci osservare che io dico io ero uno di sinistra e non quel signore con la erre moscia che si sentiva offeso anzi infastidito da un compagno che gli indicava la strada. Sono felice di non averlo più tra le palle, per uno come lui abituato ad essere idolatrato questa è la peggio punizione. Scusatemi se vi ho annoiato con dei ricordi, ma questo vi fa capire perchè la sinistra si è ridotta così.
    Chip En Sai .
    Sì... la "tregua olimpica"... anticamente... l'"ekecheiria"!... Da Wikipedia... "L'ekecheiria era una specie di tregua generale che veniva accordata in tutta la Grecia a chiunque partecipasse alle grandi feste e ai giochi nazionali; in questo tempo cessavano tutte le inimicizie pubbliche e private, e nessuno poteva essere molestato. In realtà la tregua riuscì soltanto ad interrompere le guerre contro gli Elleni, organizzatori dei giochi olimpici."!... quindi è verò o quasi... "fine dei giochi"!... Ma gli atleti... se partecipassero davvero con l'antico spirito di pace... dovrebbero ritirarsi senza chiedere alcun permesso ai propri governi!... Per quanto mi riguarda... questa Olimpiade è morta!
    sandrone .
    scusatemi, il commento era in risposta ad Achillide, per il post "agosto con Oliviero Beha"
    sandrone .
    Sono tutti in vacanza. che gliene frega?

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