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    09
    ago.
    2008

    Malelingueolimpiche / meglio confucio che confuso

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    di Oliviero Beha, pubblicato su l'Unità del 9 agostoCome era prevedibile, la Cina ci ha stordito con la cerimonia d’apertura, tra suoni e colori, delicatezze esposte e durezze in divisa sottotraccia, in una moltitudine di comparse. S’affaccia comunque, anche in un momento estetico come questo, la volontà di potenza cinese dalle radici antichissime che mal s’accorda con l’etica della democrazia. Comunque, siamo/sono in ballo, dunque balliamo. Ballano benissimo i commentatori RaiTv del vernissage.

    Paolo Longo è davvero un giornalista di grande qualità, misura, semplicità, e lo ha affiancato egregiamente un più specifico Claudio Icardi. Ho avuto però la fortuna di non vedere soltanto, ma di ascoltare anche che cosa succedeva su RadioRai che trasmetteva la diretta da Pechino immagino soprattutto per gli automobilisti. Anche qui, non ci siamo fatti mancare niente. Ma al contrario. Per esempio abbiamo imparato che Confucio è molto importante per i cinesi, e già questa è una spinta formidabile alla conoscenza. Come si dice, meglio Confucio che confuso. Poi c’è stata un’impennata ancora più inedita. Qualcuno al microfono, non abbiamo capito se con i gradi di maresciallo oppure no, ha sostenuto una tesi accademicamente rivoluzionaria. E cioè che la Cina ha una storia fatta di grande continuità nei millenni, fino agli ultimi dieci anni in cui c’è stata la «rivoluzione capitalistica». Strano, c’è qualche imbecille che finora ha pensato che nel sec.XX in quel Grande Paese siano cambiate delle cose. L’ipotesi più probabile è che grazie a questa solenne inaugurazione con commento incorporato avremo presto in libreria un opuscoletto dal titolo indicativo «La Cina è vicina. O no?». Nel frattempo mentre scrivo Tai Aguero, la pallavolista italocubana che ha lasciato Pechino e le azzurre per correre a Cuba al capezzale della madre morente, è ferma a Bonn perché «castrata» dalla mancanza del visto da Cuba. Ma il problema dei diritti umani/civili non riguardava al momento soltanto la Cina? Dove abbiamo sbagliato?
     

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    edocapulli .
    Le Olimpiadi moderne cercano sempre, con molto sforzo, di essere un simbolo di civiltà per i popoli del mondo. Lo hanno fatto ai tempi di Hitler, nel 1936, poi nei giorni della reazione al tragico attentato del 5 settembre 1972 a Monaco di Baviera, ancora nel 1980 a Mosca e nel 1984 a Los Angeles. Anche oggi il mondo si augura che lo spirito sportivo degli atleti di tutto il mondo possa contagiare il cuore di Pechino, portando i semi di civiltà e di rispetto dei diritti civili che la Cina attende forse da secoli. In questi giorni il Governo cinese ha allentato un poco il controllo su internet, spinto dalla forte protesta dei giornalisti internazionali. Mi sono detto che se tutti gli autori di siti e di blog, volessero pubblicare materiali multimediali sulla libertà, la democrazia ed i diritti umani in cinese, forse potrebbero portare anche loro qualche seme di civiltà. E' quello che nel mio piccolo cerco di fare, con alcuni link presi prevalentemente dal canale Youtube di Amnesty International. Se crede, si colleghi tranquillamente al mio piccolo blog, LEXCIVILIS e copi ad esempio il link allo spot sulla Dichiarazione universale dei Diritti dell'Uomo in cinese. LINK: http://lexcivilis.blogspot.com/2008/08/le-olimpiadi-moderne-e-la-nuova-cina.html Edoardo Capulli
    Chip En Sai .
    E dove stiamo ancora sbagliando?!... C'è una guerra in corso!... e non voglio star dietro ai Giochi!

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