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    14
    ago.
    2008

    L’assassino torna sempre sul luogo del delitto

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    di Oliviero Beha, pubblicato su l'Unità del 14 agostoCome in un romanzo d’appendice e assai più che in  un giallo scolorito, l’ assassino cioè il “biscotto” torna sempre sul luogo del delitto. A dir la verità una capatina ce l’aveva già fatta, quando dieci anni fa, in una Montpellier colorata dai tifosi del Camerun, il primo turno dei Mondiali di Francia accoppiò i nostri ai loro. Ma i nostri – anche se Vieridipendenti e Baggioastinenti - erano troppo forti per i loro e non ci fu partita né sufficiente occasione di memoria: 3-0 e via per un cammino di lì a poco interrotto. Ieri invece la forza del destino, l’ironia della sorte e l’astuzia del concetto si sono coalizzate per commuovermi, e ringiovanirmi di oltre un quarto di secolo. Quasi non credevo ai miei occhi assistendo a un’Italia-Camerun, a Tianjn con 50 mila spettatori che fischiavano di fronte al nulla, gli addetti ai lavori/livori che se la ridevano disimpegnati come quasi sempre, il presidente della Spectre pallonara, alias la Fifa, la Federazione Internazionale, Joseph Blatter che si indignava meditando il divorzio tra calcio e Olimpia, il presidente della Confraternita Rotondolatrica de Noantri, alias la Federcalcio, Giancarlo Abete, che stigmatizzava un match (o una sua sineddoche, una parte per il tutto)  che faceva un pochino vergognare.

    Il “biscotto”, dolcissima espressione che traduce gli accordi più o meno taciti tra avversari che guadagnano entrambi da una situazione di non belligeranza (l’Italia con un pari vinceva il girone evitando il Brasile, il Camerun con un parì giungeva secondo rimanendo in Cina),  era stato inzuppato  senza fretta nella megagalattica umidità di Tianjn e poi ritirato fuori dalla tazza/stadio quasi asciutto. Poco calcio e agonismo, insomma, e parecchi calcoli e convenienze. Tutto bene (o male) e comunque tutto nella consolidata norma del pallone che sul tema vanta una sterminata letteratura di cui spesso gli italiani si sono ipocritamente doluti,  se non fosse che appunto c’era in giro l’assassino e il luogo era quello del delitto. Almeno,  di un delitto efferato di memoria. L’Italia-Camerun più famosa o famigerata della cronaca, il match combinato per antonomasia e sotto gli occhi di tutti, risale infatti all’estate del 1982, Mondiali di Spagna. A Vigo nel primo turno l’Italia in quel momento sbeffeggiata di Bearzot viene da due pareggi, con Polonia e Perù. Se perde va fuori tra le pernacchie (la spernacchiava  Matarrese già allora presidente della Lega), se pareggia sopravvive comunque per il quoziente reti. Il Camerun se pareggia viene eliminato ma torna imbattuto in patria a ricevere soldi (assai pochi) e onorificenze dal regime monocratico avviato a diventare militare a colpi di guerriglia,  prima squadra africana a riuscire in un’impresa simile di grande orgoglio patriottico, figurando così dignitosamente in un Mondiale ossia in tv. Fu uno 0-0 travestito da 1-1,  prima Graziani su scivolata di N’Kono, il portiere dalla lunga carriera spagnola, un secondo dopo il camerunense M’Bida, unico gol in carriera credo, di fronte a Zoff e a una difesa da “strano interludio”, sapete, quelle belle statuine della piece di O’Neill. Nessuno protestò più di tanto, allora, mentre in contemporanea Germania e Austria “biscottavano” ai danni dell’Algeria, per passare a braccetto al turno seguente: invenzioni di chi scrive? Macchè,  qualcuno dei “biscotta- tori” avrebbe confessato molti anni dopo che le cose erano andate esattamente così, come ci erano parse “in diretta”. Per Italia-Camerun, viatico per gli azzurri di un Bearzot poi portato in trionfo a Madrid, con Pertini, Spadolini e i giocatori,  non ci fu al momento alcuno strascico, se non a cena, tra colleghi che ne avevano viste tante di quel genere e quindi pensarono bene di non scrivere nulla. Dov’era il Blatter indignato di oggi?Al mare, in Galizia?No, era già segretario generale della Spectre/Fifa, ma evidentemente gli andava bene così. Dov’era Giancarlo Abete?Negli scranni di una delle sue legislature come deputato democristiano, attendente di un Franco Carraro già allora presidente del Coni come oggi è in Cina, dall’Olimpica, quale membro del Cio. Chi mise in dubbio un paio d’anni dopo, grazie a un’inchiesta in Africa e in Europa dal significativo e minaccioso titolo di “Mundialgate”, quel “biscotto” italo-camerunense e una serie di trame da far rabbrividire (cfr. il boss camorrista Michele Zaza che esercitava per conto del presidente della Federcalcio di allora, Federico Sordillo, il suo legale), fu chi scrive. Mal gliene incolse. Come mi disse Carraro telefonicamente all’epoca, nell’estate del 1984, ”Lei non lavorerà più, ho parlato con il suo Direttore”. Trattavasi di Scalfari, che all’epoca dialogava con il potere terreno e non con quello divino. Aveva ragione quasi del tutto Carraro, anche se posso scrivere qui questa breve memoria per i più giovani, ringraziando l’Olimpica per questa meravigliosa reiterazione del delitto, sia pure all’acqua di rose e probabilmente all’incontrario del 1982. Grazie di questo elisir che mi avete regalato involontariamente, ragazzi. Adesso, per rispettare la tradizione, pur con tutti gli scongiuri puntate all’oro. E poi magari ripuliamo i Giochi dal calcio (non sono neppure parenti), e addirittura il calcio da se stesso.

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    achillide .
    Verramente io addebito le nostre sconfitte a quel portasfiga del berlusca. Ricordati che il mondiale di calcio lo abbiamo vinto con Prodi al governo e così siamo andati bene alle olimpiadi di Torino. Ogni volta che guida il paese quel portasfiga del berlusca il mondo e l'Italia in particolare hanno qualcosa da temere. Ti ricordi le due torri? e la guerra in Irak?, e i disastri naturali immani?, attentati di vario genere e adesso di nuovo guerra e recessione e.... non finisce mica qua, io ogni volta che lo vedo faccio i dovuti scongiuri. Quando la gente italica si renderà conto che non bisogna votare un portatore di iella fetente solo allora miglioreremo la situazione e l'innominato non solo non sarà più eletto ma sarà evitato da tutti come un "108"(numero che indica i portaiella nel salernitano). Iuccio è il vezzeggiativo una volta più usato nel mio paese devoto di S.Antonio, Anton-iuccio. Mi spieghi dò stai lu sfruculiament? E poi............. tu cattivo!!!!!!!!!!!! hahahahahah Statt buon.
    margherirosa .
    sì a proposito, se nella pallanuoto è proprio andata come è andata, e cioè non-bene, è perché l’Italia “tirava” a sinistra nella fase finale dei rigori contro l’Olanda…? Chissà; chi può dirlo [ti è piaciuta la simpatica ironia-satira politica ? o presunta-tale]. È certo l’ennesima delusione di sport-squadra, purtroppo… Poi Achillide spiegami perché quel vezzeggiativo ‘Iuccio’, quando invece dalle nostre parti, si usa ad esempio Totonno [che ha in Iuliano un rappresentante storico e emblematico] oppur Totò che però si usa con molta-molta parsimonia [non può esser usato così, tanto per fare, perché lo stesso Principe di Napoli e del Mondo intero, comunque ci guarda e ascolta e un tantino gli darebbe pure fastidio...]; dovresti saper tutto ciò meglio di me, oh antropologo lucano del terzo millennio [e quasi-parente di famoso brigante Bochicchio…., il che un tantino te lo invidio sul serio….]; quindi non sfrocoliare più del lècito, oh caro conterraneo d Frènz, per favore…, altrimenti divento cattivo, come Bud Spenser.... Saluti. antonio
    margherirosa .
    in genere dò poca confidenza, ai milanisti in particolare/ sopratutto, e l’eccezione la faccio solo per un conterraneo d Frènz, come tu dici e scrivi... e tra l’altro mi rendo conto che pure scrivere nel tuo dialetto è una bella robìna, che richiede una certa competenza, e pure chi ci legge avrà sùbito intèso e d’acchìto che sono due dialetti, lucani sì, ma per molti versi abbastanza // notevolmente diversi… La vicenda del setterosa, per quel poco che ho visto credo che possa esser letta come la difficoltà di ier-l’altro-e-ieri nel ricucire un nuovo e pieno-completo rapporto, tra atlete e allenatore; atlete forti ma che non riescono a “vedersi” squadra, quella come probabilmente la vorrebbe vedere il Ct e che ieri a un certo punto ha avuto un mòto di stizza comprensibilissimo, perché non comprendeva certi atteggiamenti…, e manco io se è per questo… No, mi “illudo” semplicemente che una dirigenza di una qualsiasi squadra decida da oggi, da adesso, e sì definitivamente, di chiudere i rapporti “critici” e pericolosi con certa tifoseria che provoca solo danni e guai, sempre e comunque o che addirittura ricatta e quant’altro; e, se iniziasse a farlo quella juventina, ne sarei maggiormente contento perché offendere in quel modo uno come Ancelotti, o chiunque altro, proprio non sta nelle corde…; e poi francamente non vedo un nesso specifico con gli abbonamenti-Tv e quant’altro… Ah, s’ re Forènz eh brav’; s’ quas’ nu parent’ luntàn ri lu brigant’ Bochicchio eh ? e ’ndù te ne vai, quann’ chiùr’ lu cumputèr…, e vuoi vrè ca forse te ne vaj sòp’ a la spiaggia ? e a fa ch’ cos’, ah….? Accuort’…!!! Una parentesi finale: hai visto come è sparito in silenzio e da mesi e mesi un altro conterraneo, ’nu putunzès’, che prima interveniva spesso, tale Astronik ? o evidentemente tiene molto da fare…… E ti sarai reso conto che, grazie o al contrario a causa delle nostre ciàrle, per un verso o per un altro, stiamo quasi monopolizzando il presente blog, o post-specifico, e proprio ciò e proprio ad Astronik pare che non andasse a genio, non piaceva per niente…, e già poi è sparito….Lui ha un suo blog, e deve essere uno davvero importante, nel nostro capoluogo… Forse è uno dei tanti delusi ? Chissà. Saluti. antonio
    achillide .
    Vada per iella e pure fetente ma, per quanto mi riguarda non esiste. Hai visto il setterosa? Altro che iella, lo stesso vale per tutte le gare, e in genere io non credo nella iella neanche nella vita. Vedo che ti appassioni molto alle vicende calcistiche, come ti dicevo io milanista di vecchissima data tu pensa che sono un riveriano, ho smesso di seguire le vicende calcistiche in modo serio, a volte penso che sia meglio il Wrestling, almeno sai che è tutto finto, che ci sono i buoni e i cattivi e che alla fine i buoni vincono. Tu credi che se la dirigenza iuventina redarguisse i suoi tifosi questi diventerebbero di colpo civili ed educati? No guarda fa parte tutto dello stesso gioco che potrebbe finire solamente se noi smettessimo di comprare gli abbonamenti tv. I sò d Frenz. Mù aenz n pec, n sntem crai.
    margherirosa .
    vedo che sei passato da Iuccio [vezzeggiativo, poco usato da queste parti, appunto aviglianesi], ad Antò, per certi versi più consono; se non ti fossi distratto ti saresti ricordato che da sempre, e già lo ribadisco per l’ennesima volta, mi sono firmato sempre con nome e cognome e provenienza [e solo mancante la impronta digitata e/o radiografia dentaria], proprio perché non mi piace giocar al buio, per così dire o se preferisci mi piace assumermi le responsabilità di quanto ‘dico’; da tempo ho già messo da parte il cognome, e a breve toglierò anche il nome, dal momento che mi rendo conto che, sì, questo è un proprio un blog per “pochi” ed “eletti” per così dire e quindi chi siamo oramai già ci conosciamo ben-bene, e quindi….; è anche un fatto di pigrizia, così ogni volta scrivo una parola di meno, che non è poco, vista la mia tendenziale prolissità. E purtroppo certi atteggiamenti postgara mi hanno messo di cattivo umore e non ho visto manco la finale dei 100f; già mi sono goduto però le dichiarazioni-ammissioni di Casiraghi e quelle sopratutto di Giovinco, che è molto più che solo una “mosca atomica”…; ha cervello o così sembra, e dovrà maturare ulteriormente, e ne ha tutto il tempo, beato lui. Mi spiace per l’episodio quantomeno increscioso capitato; e hai tutta-tutta la mia incondizionata solidarietà; in passato mi è capitato un qualcosa di simile, e non mi meraviglio che certa gente [pensante / raziocinante ?] sia ancora in giro… E hai pienamente ragione quindi, siamo messi male davvero; non invidio il clima che si può respirare in certe aree del nord che sìa leghista o meno, ciò cambia poco infatti nella sostanza. Piuttosto e a proposito di veleni in pre-Campionato, sarebbe interessante che Carlo Ancelotti e la tifoseria juventna si dèssero da sùbito una cosiddetta “regolata”, semplicemente fondamentale, e facessero pace, dopo le scaramucce, verbali-e-gestuali [sfottò pesantissimi, contro-risposta-da-dito-medio-in-bella-vista] durante i primi incontri [già per molti versi tali si fà per dire] amichevoli estivi. Interessa davvero poco chi possa o debba essere il primo a far il passo verso la riappacificazione; non ci si può permettere alcun “lusso” d’avvelenare un clima calcistico, e una stagione, già agli esordi…, e con gli ultimi episodi luttuosi verificatisi… Per caso serve o servirebbe istituire una figura diplomatico-sportiva ad hoc, magari super-partes, di Federazione, per dirimere anche tali fatti extra-sportivi ? Siamo arrivati a questo punto…? Ecco, sì che la stessa dirigenza Juventina è chiamata a intervenire, anche drasticamente e senza indugi…(E poi, forse non c’entra, o poco, ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensasse il ct Lippi di tutto ciò…). [p.s.: r’ ndù n’ sì, r’ precìs’…?; e pò, te rìch’ statt’ bbuon’ pur’ tu….]. Saluti. antonio
    margherirosa .
    e, perché, forse io non provocavo sulle “negrette”…? e ci vogliamo accordare sulla jella-fetente...? Saluti. antonio
    achillide .
    Antò non sarai per caso di Avigliano, dalle mie parti si dice "se tust com nù vglianes". Premesso che il riferimento a "sfortuna nera" era di stampo antropologico, e che nella mia zona solo a nominar la lega si fa peccato, ti ripeto che stavo solo scherzando, poi fai tu. Hai visto la finale dei 100 femminile?. Senti che mi è capitato stamattina. Ero tutto spaparacchiato sul lungomare al fresco a leggere il mio giornale e precisamente stavo leggendo Scalfari come tutte le domeniche, rito che si ripete dalla nascita di Repubblica, quando mi sento apostrafato da un individuo. Non capisco il motivo ma, capisco che mi dà dell'imbecille e cerco di farmene una ragione quando lui mi spiega che sono un imbecille perchè leggo questo giornale. Tu mi chiederai che centra? E allora ti dico che il problema è molto grave, se in una città rossa come Pesaro qualcuno si permette di apostrofarti perchè leggi Repubblica ti immagini cosa sta succedendo in parti più a nord di Pesaro? Ti rendi conto come siamo ridotti? Ciao e statt buon.
    margherirosa .
    poi mi spiegherai in cosa sarei “abboccato”, cascato, come un pesce appunto ? e quindi dobbiamo, o vogliamo, per forza disquisire pure sulla differenza tra sfortuna-nera [più internazionale] e sfiga [più decisamente di stampo nord-leghista…]…? e poi cosa non ammetterò / ammetterei mai…? Saluti. antonio
    margherirosa .
    il bronzino della spada maschile, e sopratutto l’esultanza così simil-calcistica, e un tantino sì fuori-luogo, di Montano, dànno l’idea di quella che è troppo spesso la “sovraesposizione” mediatica dei campioni-e-sopratutto-discotecari nostrani; è il modello televisivo delle “mani, tutte su e tutte giù” come recitava quel rompiballe di spot-Tim [e col trio AG&G, ovviamente...]; chissà dove inizia lo sportivo-vero e dove finisce il personaggio-vip-a-tutti-i-costi [e per “tutti” i gusti… e si fà per dire, ovviamente] [nel frattempo Albione nel medagliere raggiunge il podio, in 48h sbaraglia quasi tutti, mentre i francesi dimostrano compattezza [proprio quella che forse ci manca] pur senza gli esploit della loro ex-ondina-piglia-tanto-tutto]. In pratica è quella sovraesposizione di artisti e non-artisti e personaggi-a-tutti-i-costi, che proviene sopratutto proprio dalla Toscana [natìa, del buon Oliviero] che è regione-regina in questo campo impositivo-pubblicitario; non me ne voglia ma è così; penso anche che certe “cose”, e intrugli e abili marchingegni…, lui, proprio Oliviero, conosce meglio di tutti-tutti noi…e cosa si nasconde dietro, altrove; sopratutto tali cose-andazzo non sembra proprio che le si possa e/o voglia cambiare, perché questo è un “sistema” caratterizzante e gratificante…. [P.s.: che meraviglia; è incredibile; il computer non mi ha corretto il “bronzino” in branzino …!!]. Saluti. antonio
    achillide .
    Christie, certo che lo ricordo, era fatto come una pera cotta. Guarda che provocavo sui "negracci, vedo che hai abboccato, e comunque mi spieghi perchè dici "sfortuna nera"? io personalmente dico sfiga. Non lo ammetterai mai ma.....
    margherirosa .
    una delle leggende metropolitane riguardava la presunta caratteristica leggera delle ossa delle razze “colored” che consentiva un maggiore galleggiamento e quant’altro…; la verità, invece, gran parte è nella struttura muscolare, quella cosidetta più intima, e quella poi macroscopica e del rendimento, della capacità di resistenza e recupero dalla fatica [metabolismo aerobio e/o aerobio, fibre lunghe e corte; cellule che bruciano prevalentemente zuccheri e altre invece lipidi, e altre intermedie..., e via discorrendo…]; e sopratutto non è la caratteristica delle fibre “lunghe” a definire la grandezza di un muscolo, quale che “esso” sia…., o no ? poi, per ciò che riguarda le dolci bambine “negrette” come la mettiamo…, circa sempre quel discorso di prima ? E sì, il problema, spesso, in buona sostanza, è invece sopratutto mentale, di puro carattere… Le tante insufficienze dei nostri e nostre, negli sport di squadra, la dicono lunga in tal senso, e sarà probabilmente la Politica sportiva del dopo-Pechino. Infine, se c’avete fatto caso, nel medagliere è l’UK a aver bruciato i tempi, raccolto medaglie in un battibaleno, mentre la Francia [sempre quella] che ci ha ciulato l’ennesimo oro, e rappresenta un pò lo spartiacque rispetto alle grandi potenze; e proprio in questo momento ci rifacciamo sulla Francia e sulla sfortuna-nera perché si vince un argento eccezionale nel canottaggio e avanti ai sempre antipatici “cugini”… Saluti. antonio
    margherirosa .
    benedetto Achillide siccome sei gnorri di certi fatti, tòcca dìrtelo, informarti: sàppi che la finale dei cento ho ben smesso di seguirla / vederla da un pò di tempo a questa parte e ovvero da quando non corre più un certo Christie, che non era proptamente un “bianco” ma quell’incredibile atleta del UK e che si faceva apprezzare per le sua spavalderia-genuina e non potrò mai dimenticare il suo ultimo successo, strameritato, alla faccia di chi lo voleva già finito e cotto, e quel suo gesto della “pistola” fumante a fine-gara, con gli altri che ancora increduli non sapevano dove nascondere la faccia…, la dice tutta di come la penso su certe cose; il suo successo l’avevo puntualmente preventivato e me lo sono gustato sino in fondo; perciò il razzismo proprio non so cos’è; ed eccedo forse in rispetto per i cosidetti “negracci”, e ciò che valuto piuttosto è la loro eventuale capacità di lasciare l’istinto-puro, per coniugare forza e intelligenza, e ottenere i risultati che ciascuno merita…; tutto qua. E indi, dei cosidetti limiti fisici me ne fotto…; piuttosto starei un tantino attento a certi Professori universitari, antropologi e non, che possono esser benissimo dei cattivi maestri, se non maneggiati con cura…. [p.s.: pochi minuti fa hanno ritrasmesso quella finale, e ho spento per l’ennesima volta la tivvì…]. Saluti. antonio
    margherirosa .
    eppure proprio il Ct Gigi nell’immediata vigilia l’aveva detto: “contro le Grandi, ci esaltiamo”, ma non è chiaro se si stesse riferendo al Belgio [difficile, ciò] o piuttosto a Brasile-Argentina, e con un calendario e uno sguardo al futuro, quindi favorevolissimo, come non mai; eppur come dicevano le Orme, come cantavano, ora “Lo sguardo è verso il cielo”, è di immenso rammarico per come è poi finita la spedizione dell’Under21; a questo punto le sòlite riflessioni /considerazioni “piccine” e del dopo: non era meglio se Viviano non parava quel rigore camerunense ? ciò non significava perdere per forza di cose il match; se ciò fosse stato, bene, era il modo migliore per valutarne le capacità di esaltarsi contro le grandi, proprio come diceva il sempre-valido Gigi; è finita con lo stesso Viviano che si fà espellere…; è finita male quindi anche dal punto di vista disciplinare, e comportamento in campo, e proprio come l’esperienza australiana…, peggio, come quella appunto da dimenticare…. Saluti. antonio
    achillide .
    Caro Iuccio (Antoniuccio), tu la finale non la segui nemmeno in differita perchè non vuoi ammettere i tuoi(nostri) limiti fisici. Il mio docente aveva ed ha ragione: è la superiorità fisica dei "negracci" che ci rende razzisti. E scus se è pok. (hahahahaha)
    margherirosa .
    ascoltavo Damilano, intervistato in radio: nell’atletica, da sempre, convivono discipline sempre più negli ultimi anni e ora in qualche modo antitetiche; nella maratona ad esempio c’è spazio per atleti di qualunque continente, ciascuno espressione d’una realtà specifica, oltre che personale, di scuola; nei cento metri invece la lotta ora limitata a persone super-dotate e espressione precisa di una parte determinata di mondo, il continente americano-centro-sudamericano…e basta, e quei limiti che già anni fa si pensavano irraggiungibili, potrebbero essere limati in breve tempo, e forse senza tanti…; sta di fatto che per noi, per adesso, l’atletica propone solo dolori… [p.s.: di fronte a cotanti discorsi e ragionamenti antropologici-e-universitari, già tanto di cappello e nient’altro….; però la finale dei cento, l’evento clou, a dire il vero, non l’ho vista, e né seguìta in radio…, e né la seguirò dopo….]. Saluti. antonio
    margherirosa .
    il fatto è che mi riesce difficile immaginare un R.Acquafresca [‘abituato’ a portare quell’arnese per tenere fermi i capelli] divincolarsi tra zappa e rastrello & similia, e sopratutto tanta polvere e senza stelle-e-stelline-veline etc…; certi giovani nascono “allergici” al duro lavoro manuale o nei campi; non conoscono quel detto locale [assolutamente coniato da me] che simpaticamente recita: “zappa e rastrell’ fann’ lu muscho bell’…” ovvero raddrizzano e fortificano la schiena, quella vera, e pure o sopratutto sotto-metafora, etico-morale e quant’altro; è più che dir di quel “mazze & panelle…”. Saluti. antonio
    achillide .
    Diceva il mio docente di antropologia,"l'uomo bianco è razzista solo perchè si sente inferiore ai neri e che dal punto di vista sessuale le donne li preferiranno sempre". A vedere la finale dei 100 metri finalmente ho capito che ha perfettamente ragione.
    margherirosa .
    sempre a proposito di assassìnio e nella fattispecie di ‘sporticìdio’, ho come la sensazione che pure nella scherma ci sian state scelte non proprio, non-proptamente, azzeccate come direbbero a Napoli : ovvero che a tutti i costi s’è voluto far tirare alla Trillini, semplicemente esausta, contro le russe e ci si è così dimenticati che esiste la sostituta, che poi ha fatto bene eccome contro le non-già-meno-brave ungheresi; ancora una volta, e in una semifinale importantissima, si è giocato-tirato-di-bolina, già di fiacca quindi, con le nostre a voler / dover sempre inseguire per tutta la gara le assai prestanti e forse pure più giovani sovietiche, che tiravano con una determinazione invidiabile; tutto quanto in groppone della super-campionessa Valentina che però non può evidentemente fare sempre-sempre i cosidetti miracoli e rimontare quel punticino che sembrerebbe a portata di mano, pardon di fioretto; la stoccata finale, quella over-time, e della disdetta, e della sfortuna, è in realtà la sintesi di un totale atteggiamento di squadra, e dirigenti compresi; peccato davvero; la Salvatori c’era da sùbito, la sua freschezza fisica, forse e fosse anche solo mentale, a maggior ragione doveva esser utilizzata; e poi già anche queste rappresentative nazionali abbisogneranno di un rinnovo generazionale; e prima si comincia e meglio è; in genere si ragiona in questi termini….., in genere….. E per conto mio, certi silenzi stampa, e certe dichiarazioni circa il fatto che “lassù non siamo ben visti”, non sono sempre lucide, e costruttive, e chiarificative, della reale situazione in campo. Esiste anche l’avversario, che può avere una voglia di vincere, e una determinazione pazzesca, e pure valori tecnici e agonistici in quel momento superiori e riuscire a dimostrarlo sul campo-pedana. È sì, come fosse stata una svista di quella sorta di casta-sportiva che esiste in certe discipline-settori e noi in qualche modo facciamo finta di non conoscerne l’esistenza, di non saperne nulla, di non avere manco dei sospetti oppure ne ignoriamo semplicemente i delicati / issimi “equilibri” interni, quasi o simil-politici… Tutto qua… Saluti. antonio
    achillide .
    Nessun approccio sbagliato, siamo semplicemente scarsi, anzi dal mio punto di vista la maggior parte dei nostri calciatori sono "braccia strappate all'agricoltura". Credo che il calcio come disciplina non dovrebbe essere all'olimpiade.
    abasto .
    ...ma a volte il delitto non paga, ed ecco la giustizia impersonata dal Belgio nei quarti di finale! Volevamo fare i furbi, come costume nazionale, ed evitare il Brasile (panna montata anche loro, peraltro, e protetti come nessuno mai)? Ecco servito il biscotto! Sto boicottando televisivamente queste olimpiadi, ma la notizia dell'eliminazione dei nostri fighetta milionari mi ha riempito di gioia! Naturalmente né Repubblica né il CorSera hanno finora fatto cenno, nel commento sul giornale on line, alla pastetta di mercoledì scorso col Camerun, e tantomeno ai ricorsi storici! Complimenti per la "trilogia", sono da sempre un tuo affezionato lettore! Marco
    margherirosa .
    e così, l’assassìnio o l’assassino tornano/ si ripresentano più volte sul luogo del delitto; e gli Under 21 hanno /avranno imparato a loro spese cosa significa approcciare male una partita; è andata come poteva già andare contro il Camerun, e il Belgio ha alcuni giocatori con quelle caratteristiche e lo si è visto; in più non è poi così sprovveduto come poteva sembrare e anche quel 3-1 precedente match amichevole doveva / poteva fare insorgere dei “dubbi”, non prettamente atroci ma quasi; a distanza di venti anni, il calcio italiano re-impara le astuzie e le già difficoltà di un avversario assolutamente rognoso / ostico / difficile come il calcio belga; non basta aver dei campioncini in erba, superpagati e già idolatrati, per aver la certezza di vincere qualcosa; bisogna far-squadra innanzitutto, e sì forse oggi non lo erano del tutto; la presunzione la si paga: oggi e domani pure…; e poco o nulla conta la polemica su quel primo gol-semi-fantasma, perché l’errore umano-arbitrale ci può stare, e fà parte del “gioco”; un’Under di rigore per i gol fatti, ma già poco di rigore, o rigorosa, nell’atteggiamento complessivo, tattico e mentale; pazienza, sempre e comunque. Piuttosto, il ferragosto poteva essere il primo giorno di astinenza da medaglie; e invece c’ha pensato la squadra a spada dei maschietti, a perdere prima con la Francia, [regalandole di fatto un’oro], e poi a rifarsi, in quella finalina, per un bronzino che fa sempre piacere; ovvero sì, è la sensazione che ci sia stata la tendenza a lasciare dei risultati per strada, nei vari sport, discipline, sia nelle prove individuali che di squadra; questione di scarsità di freddezza nelle fasi più cruciali ? e di una sostanziale ansia da risultato a tutti i costi ? E poi attenzione ancora una volta alla Francia che ha iniziato lenta, ma ha già un numero di argenti e bronzi da far / metter paura. [sì, ho una questione sportiva sempre aperta con i così simpatici cugini transalpini; li soffro, in pratica; non li sopporto…]. E quindi speriamo bene. È infine da segnalare la frase, puntuale, del cronista che dice come nello sport, o quanto meno in particolare, durante questa olimpiade, la faccenda delle quote-rosa funziona a meraviglia, visto e considerato che il totale delle medaglie è al 50% fra maschietti e femminucce. E allora, dico: Forza birbaccioni e bruttoni di Casa Italia, il mondo ci guarda; che facciamo, ci facciamo superare dalle belle / affascinanti bambine…? Saluti. antonio
    margherirosa .
    e poi, se biscotto deve essere, deve verificarsi appunto una “doppia cottura” o un doppio scivolone, ciò a seconda dei punti di vista; sta di fatto, che se non c’era Viviano a parare quel rigore, ecco che quel match sarebbe stata partita stravèra, con i nostri a doversi misurar con una strapotenza fisica e una facilità di corsa quasi-impressionante come è nella tradizione di quella scuola calcistica “nera”; la loro […eventuale…] ingenuità tattica, poi, è tutto un altro discorso…;…e partita vera per “quel” spauracchio-problema-Brasile-stavolta-targato-Ronaldinho…; eppur il buon Nocerino, e sopratutto S.Giovinco [fortunato] hanno fatto l’esperienza di cosa significa “giocare” con certi avversari: non bisogna scherzare e guardarli storto, perché si incazzano di brutto…e diventano cattivi e forse pure pericolosi… dipende…; è andata bene; lo scivolone eventuale, carioca-argentino, se ci sarà, è stato spostato più avanti, a ulteriore stanchezza accumulata e a nervi ancòr più tesi/tesissimi…; vedremo se la nuova generazione di campioncini [destinata in qualche modo a dare ricambi, e forze fresche, alla nazionale di Lippi o di chi sarà Ct], riuscirà a regolarsi e a regalarci qualcosa di cui andar fieri, e senza alcuna ulteriore macchia da dover poi giustificare con “argomenti” del tutto stucchevoli… [e-mail delle 19.30 circa]. Saluti. antonio
    margherirosa .
    Chip, ti vogliamo tanto bene, ma di Calcio / Sport non ne capisci un gran che! a volte dici cose che non stanno né in terra e né in cielo; e non è questione di impreparazione: ma mèra chiatracoglierìa? E ad esempio non ti eri informato sul nuovo regolamento e disposizioni degli Europei di calcio… e ipotizzavi uno scontro, in finale, tra Italia e Portogallo…, tanto suggestivo, quanto improbabile…. L’ingenuità, infatti, ad esempio, è tutt’altra cosa. Il tuo pensiero è per certi versi rispettabile e quasi parrocchiale-pacchiano; pure assolutamente impresentabile…; tutt’e tre le cose allo stesso tempo…. Pensa un pò….; ciò sarà mica pure in qualche modo “colpa” nostra o del mondo che ti circonda… o di quell’ ormai famoso [e triste / pericolosissimo] buco “all’ozono”…? Chissà…, chi può dirlo…. Saluti. antonio
    achillide .
    Dimenticavo, ricordo anche i tuoi colleghi, verdi d'invidia e senza nessuno che prese le tue difese, che squallore.
    achillide .
    La ricordo molto, molto bene la tua inchiesta, e ricordo anche come ti massacrarono, sai la tua era lesa maestà come osavi mettere in dubbio un dubbio che poi nessun italiano aveva, infatti tutti erano convinti che quella partita l'avevamo comprata ma come succede anche adesso a noi italiani si è onesti e sinceri e a volte anche sportivi quando riguarda il biscotto altrui, il nostro non esiste. Quando facevo notare che i falli fatti da Gentile su Zico e Maradona al cui confronto Materazzi è un cucciolotto solo che, gli arbitri controllati allora da Franchi chiusero un occhio, anzi furono proprio ciechi, e invece gloria all'Italia campione del Mondo che eroi!!!!!!!!!!!!!! Niente di nuovo nemmeno in questo campo.
    Chip En Sai .
    Mi fanno ridere questi atteggiamenti di indignazione di Blatter e Abete sui "biscotti"!... eppure il rimedio sarebbe semplicissimo!... basterebbe organizzare gli incontri senza gironi... tutti ad eliminazione diretta!

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