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    16
    ago.
    2008

    Una nazionale troppo fuori regime

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    di Oliviero Beha, pubblicato su l'Unità del 16 agostoNon so se Don Sciortino,il direttore di “Famiglia cristiana” appena finito tra i marosi delle polemiche per aver sostenuto che in Italia “c’è il rischio di un nuovo fascismo”, sia uno sportivo,un tifoso o semplicemente un curioso delle Olimpiadi. Magari per godersi la “madre di tutte le gare” in assoluto,i 100m dell’atletica leggera, con il fenomeno giamaicano Bolt detto “Ugo” che per come corre, i tempi che fa e la sua particolare (per lo sprint) struttura fisica (è alto 1,96) più che il “figlio del vento” sembra il “padre del vento”,un po’ Owens e molto Lewis. Ma Owens correva a Berlino, nel ’36, come è noto certamente a Don Sciortino e spero a tutti noi. Dette a Hitler una memorabile lezione.

    E in quell’occasione la rappresentativa italiana di calcio, costituita da studenti-calciatori più o meno dilettanti,allenata da Pozzo,vinse la sua unica medaglia d’oro della storia dei Giochi Moderni,olimpionica tra i due titoli Mondiali,nel 1934 e 1938.Però poi,caro Don Sciortino,l’Italia ha rivinto nel 1982 e nel 2006 i Mondiali sotto un altro cielo politico, quello della democrazia: cielo nuvoloso,rabbuiato,magari anche piovoso,ma cielo fino ad oggi democratico o sedicente tale.Invece alle Olimpiadi da allora il pallone ha fatto quasi sempre una figura ridicola.L’ultima ieri, uscendo nei quarti contro il Belgio per incontrare il quale (essendo esso ritenuto e giustamente assai più modesto del Brasile) l’Italietta di casiraghi era passata addirittura per il “biscottino” fischiatissimo contro il Camerun.Ad abundantiam,un Belgio a lungo in inferiorità numerica.Queste figuracce del calcio alle Olimpiadi non sono fine a se stesse.Intanto,confermano che in tempi di spirito olimpico spesso rintuzzato dal denaro,tanto da diventare le Pecuniadi come le chiamo da qualche tempo, il nostro calcio è fuori fase,fuori posto,fuori concorso.Mentre per tutti gli altri atleti anche professionisti nella forma e/o nella sostanza i Giochi sono il massimo,per gli sbiaditi Under 23 azzurri sono una cosa magari importante ma psicologicamente in subordine rispetto ai Mondiali,che sono le loro autentiche Olimpiadi di specialità.Quindi più o meno consapevolmente,c’è una carenza o almeno un’insufficienza di motivazioni e questo lo si percepisce sia nell’ambito dell’organizzazione pallonara e rotondolatrica,sia nell’ambito di tutti gli altri sport,ossia nell’entourage Coni davvero olimpico.Ma non basta, dal momento che sindacalmente la Vezzali e gli altri,dall’alto di un oro o di un argento o di un bronzo remoti per i calciatori,si riferiscono sempre a loro per i premi insufficienti.Figuriamoci se succede come sempre,cioè che i Paperoni in calzoncini diventano Paperini,come ieri.E questo è in realtà soltanto l’evidenziatore di un Paese poco sportivo e molto calcistico e calcistizzato,nel quale in un certo senso neppure troppo metaforico è il pallone a contenere lo sport e non il contrario.E’ malato,questo rapporto,e in questa malattia ci sono dentro tutti gli addetti ai lavori,in primis la stampa sportiva.Tornando a Don Sciortino,quindi,le soluzioni parrebbero fondamentalmente due: o il calcio italiano smette di andare alle Olimpiadi travestito da sport vero ed essendo invece spesso calcio finto,e almeno ci siamo levati il dente.Oppure,e qui il parere di Don Sciortino potrebbe risultare determinante,per favorire una nuova vittoria che manca da più di ottant’anni al calcio nel palmares olimpico bisogna seriamente cercare di ricreare le condizioni dell’epoca,quelle di Pozzo e di Mussolini.Capisco che non siano decisioni da prendere a cuor leggero,quindi magari dibattiamone accuratamente senza nervosismi.Ma certo un ritorno al fascismo,anche se nuovo,cioè aggiornato come teme Don Sciortino e non solo lui,avrebbe tutt’altro significato politico-culturale se fosse funzionale a un oro d’Olimpia della nostra Nazionale.Qui si vedrebbe la tempra patriottica di cui tanto sentiamo il bisogno.Non credo,visto lo stato del Paese,che si rischierebbero troppe proteste da parte di una democrazia che ha perso anche contro il Belgio…

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    Chip En Sai .
    Ha fatto benissimo Famiglia Cristiana ad esprimere *pubblicamente* la propria preoccupazione per il "rischio di un nuovo fascismo"!... ma... se si parla di "rischio"... si riconosce implicitamente che ancora non siamo in presenza di una nuova dittatura!... e questa presa di coscienza collettiva... grazie soprattutto a Don Sciortino... ora ci allontana proprio dallo stesso rischio!... Insomma... basta denunciare autorevolmente un rischio che già questo diminuisce sensibilmente!... Nulla di paradossale!... non c'è sovrapposizione di tempi... ma una minima diacronia... sufficiente a rendere pienamente distinta la causa dall'effetto!... E non basta la discussa (guarda un po'!) "smentita" del Vaticano per affievolire questo prezioso risultato!... Per quanto riguarda il nostro calcio olimpico... viceversa... esso non corre alcun rischio di aspirare a regimi autoritari... per riottenere la medaglia d'oro... essendo esso ormai soggetto (forse irrimediabilmente!) alla dittatura delle tue "Pecuniadi" o delle mie "Farsiadi"!

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