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    Home > articoli > No dal molin!
    23
    set.
    2008

    No dal molin!

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    A Vicenza il 5 ottobre una grande occasione di coscienza italiana. Non è in ballo solo la Dal Molin, ma la riscossa critica di un Paese "in coma".o.b.------------da www.nodalmolin.itSe la nuova base militare destinata a Vicenza fosse alimentata da energie rinnovabili, costruita con materiali ecologici e perfettamente coibentata, avremmo un bel po’ di problemi in meno. Potremmo parlare “solo” di guerra, meccanismi di ordine mondiale, progetti di dominio territoriale… Ma le cose non stanno così e il discutibile fine della “Ederle 2” va a braccetto con il suo cattivo funzionamento. Quest’ultimo, però, non si presta ad ogni tipo di idea, opinione, ideologia o teoria. Si tratta di cifre: dati scritti per mano americana e rilevazioni di esperti italiani mai smentite dai colleghi statunitensi. E se questa è la realtà, allora diamo un po’ i numeri!Facciamolo con ordine, esaminando punto per punto ciò che servirebbe per la nuova base USA, come hanno fatto i tecnici del movimento No Dal Molin.

    Elettricità: l’allacciamento della corrente elettrica costerebbe 9.360.000 euro, di cui poco più di un quindicesimo pagato dagli statunitensi, tutto il resto (8.730.000 euro) dall’AIM, ovvero da noi vicentini. Inoltre, le basi USA acquistano l’energia elettrica in esenzione di tasse e con tariffe agevolate.Fognature: l’allacciamento alla rete fognaria costerebbe ancora di più e sarebbe interamente a carico di AIM, cioè di noi vicentini. In aggiunta, i costi per l’utilizzo del depuratore (oltre 500.000 euro annui) se li aggiudicherebbero i vicentini, di nuovo.Acqua: la nuova base USA ha chiesto da un minimo di 60 ad un massimo di 260 litri/secondo. AIM oggi può servire 7 litri/secondo e con una nuova linea potrebbe arrivare a 30. La quantità d’acqua richiesta è troppo onerosa per la nostra falda acquifera. Senza contare che i costi, circa 350.000 euro, sarebbero sostenuti dai vicentini tramite AIM. Gas: lo fornirebbero AIM-AMCPS, usando le tasse dei vicentini.Telefonia: idemImmondizie: allo smaltimento di rifiuti e immondizie provvederebbe ancora AIM.Strade: alla manutenzione delle strade ci penserebbe invece AMCPS, ma poco cambia perché la paghiamo sempre noi vicentini con le tasse.Spese di gestione: il 41% dei costi di gestione delle basi Usa sono a carico del paese che le ospita. Solo per la Ederle l’Italia paga già 65 milioni di euro annui. Consumi, spese e bollette: ma possibile che non ci guadagniamo nemmeno un euro? Gli statunitensi non portavano “schei”? Sì un po’ di soldi ne portano, anche se nulla in confronto a quelli che ci fanno spendere. Ma il problema principale è: dove vanno a finire questi dollari?Affari: generalmente intorno alle basi USA, autosufficienti in tutto, non fioriscono attività commerciali.Posti di lavoro: oggi circa 700 cittadini vicentini lavorano direttamente per gli statunitensi, con stipendi per 23 milioni di euro annui. Ma se i 65 milioni di euro/anno da noi spesi per mantenere la Ederle venissero investiti in Sanità, Protezione Civile, Scuola e altri servizi per la cittadinanza si creerebbero oltre 2000 posti di lavoro.Investimenti: dei 475 milioni di euro definitivamente destinati dal Congresso Americano ad opere edili (tra cui costruzione della nuova base militare ed alloggi per le famiglie dei soldati, ristrutturazione Ederle e Site Pluto) solo 45 milioni li guadagnerebbero ditte vicentine, mentre il grosso del bottino, ben 430 milioni di euro, andrebbe a C.m.c. e Lega delle Cooperative, altre ditte non venete e ditte straniere.Spese annuali sul territorio: attualmente, le entrate che la città registra grazie all’utilizzo di infrastrutture, beni e servizi e agli affitti statunitensi sono pari a 127 milioni di euro. Dopo la realizzazione di nuovi villaggi, strutture ricreative ed altri aggiustamenti tecnici previsti, le spese statunitensi sul territorio si ridurrebbero da 127 a 50 milioni di euro/anno. Le 13.400 aziende che operano a Vicenza fatturano 7.000 milioni di euro/anno. Questi 50 milioni rappresenterebbero lo 0,7% dell’economia vicentina.Sembriamo venali? Bene, veniamo a problemi di tipo non pecuniario.Inquinamento: secondo l’EPA (l’agenzia per la protezione dell’ambiente incaricata dal Congresso statunitense di potenziare e far rispettare le leggi in materia) le basi militari rappresentano il maggior inquinatore degli Stati Uniti, producono rifiuti dal gravissimo impatto sull’ambiente e sulla salute dei cittadini (si pensi ai periclorati e al TCE). Gli ordini imposti dell’EPA sono stati in passato disattesi dal Pentagono che si è rifiutato di bonificare basi e firmare accordi previsti per legge.Falda acquifera: data la scarsa consistenza del terreno su cui si è scelto di costruire l’insediamento militare, risulterebbe necessario piantare migliaia di pali di consolidamento fino ad una profondità di venti metri. Questi, uniti al previsto tunnel della “tangenziale nord” che passerebbe sotto alla base militare (a circa 40 metri di profondità), creerebbero una barriera allo scorrimento dell’acqua che costituisce la preziosa falda acquifera che serve le zone di Vicenza, Padova e Rovigo. A nord della barriera la falda crescerebbe mentre a sud subirebbe un abbassamento.Abitazioni e capannoni industriali: queste modificazioni della falda e del terreno porterebbero le costruzioni ad abbassarsi da un lato e ad alzarsi dall’altro. Pochi millimetri possono essere sufficienti a provocare danni ingenti ad ogni tipo d’edificio.Impunità: come insegna il Cermis, i reati commessi da soldati statunitensi, anche all’esterno delle basi, non sono soggetti alla giurisdizione italiana.Sofferenza psichica: i casi di disagio sociale e mentale non si contano tra i reduci di guerra. Vicenza ha conosciuto prima di altre città la diffusione di droghe pesanti, proprio grazie ai reduci del Vietnam.Insomma, se la matematica non è un’opinione, da tutti questi numeri ricaviamo l’ennesima carrellata di motivazioni per essere contrari alla nuova base militare e andare a votare Sì alla consultazione del prossimo 5 ottobre. Sì, l’aria deve restare pulita!Sì, la falda acquifera deve continuare a dare acqua ai cittadini!Sì, AIM deve fornire servizi utili alla comunità vicentina!Sì, AMCPS deve essere libera da ingenti spese aggiuntive che non portano vantaggi alla cittadinanza! Sì, il 100% delle nostre tasse deve servire per fini da noi condivisi!Sì, le sofferenze psichiche vanno alleviate e non incrementate!Sì, siamo contrari alla base militare! A meno che non si decida di usare due pesi e due misure, come fanno gli statunitensi che qui vorrebbero costruire basi militari nel cuore di una città UNESCO mentre negli States le situano ad almeno 30 km dai centri urbani.
     

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    margherirosa .
    e infine, uno su tre degli aventi diritto [il 30% circa] ha voluto dire la sua e partecipare democraticamente al referendum, con un 95 % di no; e Mediavideo, solo oggi, finalmente, riporta almeno il risultato della consultazione, dopo aver però snobbato l'evento in sè..., come è al suo sòlito, d'altronde. Saluti.
    margherirosa .
    solo Televideo, ovviamente, e ad esempio Tg3 hanno reso notizia del referendum autogestito, in quel di Vicenza, e nonostante il parere contrario espresso dal Consiglio di Stato; 53 i seggi aperti e a disposizone della gente; l'affluenza, al pomeriggio, era del 21 % circa; due come ovvio le "scuole di pensiero", di chi partecipa, comunque, e di chi invrece dice che è perfettamente inutile ! è sì un referendum autrogestito, vero e tale, e non solo pro-forma, a dispetto di tutto quanto...; sono questi ultimi i quattro mesi più bollenti, sulla vicenda, ma ampiamnete diadttesi dagli organi di informazione...; ora, ad esempio, si attende la mossa e, una tappa ultima, e forse la più importante, fondamentale, quale è ad esempio il ricorso ultimo presentato dal Codacons.... Cioè, non è finita lì...! Complimenti, comunque, e grazie, ai volontari che hanno garantito svolgere il referendum in piena democrazia. Saluti.
    Danco .
    Bellissimo questo articolo, non spaventatevi della provenienza: http://www.forzanuova.org/pdf/Basi%20militari%20americane.pdf Per capire la verità occorre considerare i fatti, cioè che ogni base americana rappresenta un pericolo per la vita e il benessere delle popolazioni, e che i militari americani sono posti al di sopra delle leggi del paese che li ospita. Occorre temere il proliferare di questi centri della morte e del segreto che aleggia in essi. Si tratta di luoghi di potere e di guerra.
    Danco .
    Le basi militari sono inquinantissime, è vero, lo sanno bene gli stessi americani che vivono negli USA! Avevo trovato questa notizia dal Myspace dei No Dal Molin, presa a loro volta dal L.A. TIMES! http://ideedemocratiche.splinder.com/post/18008073/Pentagono+al+di+sopra+della+le
    achillide .
    Vicenza, bocciato referendum su base Usa Il Consiglio di Stato blocca il Comune, il voto era fissato per domenica. Il premier invitò il sindaco a desistere. Diecimila in piazza per protesta. E' una vergogna, quelli che possono per solidarietà DEVONO andare a Vicenza.
    margherirosa .
    la notizia in tèma è di ieri, da Vicenza, appunto; con la dichiarazione, del Commissario di Governo, Paolo Costa che ha tenuto a precisare che partiranno presto i lavori di ampliamento della base aerea “Ederle-2”, che a sua volta sarà da considerare nella disponibilità degli Stati Uniti: sarà consegnata a loro, per la esecuzione, al più presto, dei lavori; anche se poi ha tenuto a specificare, al “Corriere della Sera”, che ciò non significa che la stessa diventerà territorio americano…. Ebbene, in qualche “rinfrancati” [?] da cotante parole, penso che se ne possano, sìa ancòra concesso dirne due sul tema specifico: la vicenda dimostra come dell’ambiente, in senso generale in Italia, ce ne sìa un concetto a dir poco “astratto”, “da e in cartolina” ovvero inconcludente, e che alla riprova dei fatti non ci sìa mai stata una vera coscienza; il fesso che scrive, proprio in questo momento, è stato uno dei famosi o quasi-tali “Centomila” [o giù, o più su di lì] della famosa marcia antinucleare di Policoro & zone limitrofe, appena pochi anni fa; la mobilitazione fu incredibile, a dir poco entusiasmante; e a quella marcia mancarono soltanto lombrichi & affini, purtroppo per loro timorosi di esser schiacciati nella ressa incredibile, da chi, per così dire, si faceva vedere di più…; a proposito, Mché, mi sà tanto che tu non c’eri, in quell’occasione, ciò e non suona come un rimprovero, assolutamente tardivo e pure fuori luogo, perché probabilmente già stazionavi, da anni, in quel di Pesaro, eh beato te…, per certi versi…; stà di fatto che i lombrichi però osservarono il tutto come al sòlito, in sicurezza, attraverso il loro privilegiato, sicuro “buco della serratura”; oggi invece troppi italiani si concedono il lusso di comportarsi come quei lombrichi, appunto, in senso esponenziale-negativo; peròperò resta che non vi si interrogano sulle priorità strette / urgenti / impellenti che attendono lo sviluppo reale, di quelle zone, che personalmente non conosco, minimamente, ma che devono essere evidentemente “assai” strategiche per i fini militari che si vogliono a tutti i costi conseguire…, a scàpito però del contesto restante di cui a quanto pare non interressa più di tanto / nulla a nessuno-o-quasi. Come venir fuori da ciò, da questa situazione simil-kafkiana ? Non ne ho la minima idea: però so che ad esempio già in questi giorni si parla di aumentare le tasse, ai cittadini, per l’acqua piovana, perché costa; e cioè incide sul prezzo dell’acqua potabile e tutto quanto il resto; bene, se si ragionasse, altrove, in questi termini, mi starebbe, e per certi versi, anche bene, purché lo si facesse democraticamente e non per correlata imposizione politica-governativa, quella delle cosiddette “sfere”, più Alte, che si possano immaginare esistenti tuttora e da sempre in Italia: perciò, sono pronto a soffrire ma non m’arrendo; in fondo sono anch’io come Chip, sò anche piangere, alla bisogna, e non certo a comando… Saluti. [p.s.: solo una notazione per così dire “postuma”, e che non mi coglie però impreparato // sorpreso; il rappresentante dei Verdi di allora che in quell’occasione sfilò in prima assieme a tutti gli altri ora è al Centro, una nuova formazione che però già ha perso il 50% dei “pezzi”, cosidetti, in una strana maggioranza regionale, a scartamento e rimaneggiamento variabile, sì, più o meno come sono certi nostri binari, delle Ferrovie locali, in particolare, a famoso scartamento ridotto, con tutto ciò che ne può evidentemente conseguire…m< tutto ciò lo sapevo da prima, e non sono un predestinato o uno fornìto di particolare “wallera” come si dice / direbbe in certi casi a Napoli; qui lo “scartamento” è effettivamente ridotto, ma lo scassamento di balle è sempre troppo assai /// esagerato] [Mchè, nùn dorm’, scètet’, pur’ ca l’aria nùnn’è dòce…, tu scètet’...!].
    giuann .
    ovviamente ampliare la base è una fesseria dal punto di vista italiano e serve solo agli americani per avere appoggio comodo per l'est e questo lo dico io che non capisco gran che. mi piace molto la tenacia dei vicentini e limitrofi. magari fosse sempre così anche in altre zone ...
    Chip En Sai .
    ... sperando che sia di tipo reversibile... il "coma"!... altrimenti... altro che "riscossa" del Paese nostro!... sarà quello degli americani a riscuotere e a ri-scuoterci! .-(

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