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    07
    ott.
    2008

    Comunicato precari ricerca ingv

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    I precari dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sono in mobilitazione: a rischio la sorveglianza sismica e vulcanica dell'ItaliaIl mondo della Ricerca italiana, parte della Pubblica Amministrazione, sta attraversando un momento di forte preoccupazione e mobilitazione per gli indiscriminati attacchi portati ai lavoratori, precari e non, con la legge 133/2008 e in particolare con l’emendamento 37-bis del DDL 1441-quater in discussione in questi giorni alla Camera.

    L’emendamento 37-bis, fra le altre cose, prevede in tempi brevi la cancellazione di alcuni commi della Finanziaria 2007, che individuavano un percorso per l’assunzione del personale precario in possesso di precisi requisiti di anzianità lavorativa. In ogni caso le procedure di stabilizzazione implicavano il superamento di prove di idoneità per quei pochi che non avessero già superato prove selettive nella lunga carriera da precari.
    I precari del settore della ricerca sono lavoratori che, nella maggior parte dei casi, hanno laurea, dottorato, idoneità a concorsi, esperienze di lavoro anche pluriennali all’estero e numerosi anni di formazione, costati centinaia di migliaia di euro alla collettività per raggiungere altissimi livelli di specializzazione.
    La condizione di precarietà contrattuale è la fisiologica conseguenza di quasi un decennio di blocco delle assunzioni e tagli delle piante organiche, cui la Finanziaria 2007 (e la successiva) intendeva porre un limite.La ricerca in un paese civile non è un optional; gli investimenti in questo settore pongono le basi per la crescita e lo sviluppo Paese.I finanziamenti alla ricerca pubblica italiana sono già fra i più bassi dei paesi sviluppati; imporre ulteriori tagli alle piante organiche degli Enti (legge 133/2008, approvata ad agosto), cancellare in pochi mesi le stabilizzazioni, rendere difficili o impossibili rinnovi contrattuali senza prevedere un piano di finanziamenti per nuovi concorsi, tutto ciò mostra una miopia di cui questo governo deve assumersi la responsabilità.
    L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia conta 1000 lavoratori, il 40% dei quali con  contratto a termine. Al personale dell’INGV, oltre alle attività di ricerca che lo pongono ai vertici della geofisica nel mondo, è affidata la sorveglianza sismica e vulcanica di tutto il territorio italiano, come contributo strutturale al Sistema di Protezione Civile.  Nelle 3 sale di sorveglianza i lavoratori di ruolo e precari si affiancano 24 ore al giorno, 365 giorno all’anno per monitorare il territorio italiano e garantire il pronto intervento in caso di terremoto o eruzione vulcanica.
    Minare il futuro di 400 lavoratori a termine significa anche mettere in crisi tale sistema, oltre che creare le premesse per la perdita di personale altamente specializzato.
    In caso di evento sismico o vulcanico, non sarà più possibile fornire al Dipartimento di Protezione Civile e al Ministero degli Interni, nelle modalità attualmente garantite, le informazioni necessarie per interventi tempestivi nelle aree interessate.
    I dipendenti Precari dell’ dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
     

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    margherirosa .
    e adesso per la serie “coincidenze”[?]. All’ora di pranzo, l’una passata, su Rete4, il bel programma ci racconta di una gustosa ricetta: mezze-maniche al polpo… e la conduttrice è andata a casa di un certo Antonio; la simpatica moglie, ha però una medicazione per certi versi vistosa, al sopracciglio dx, ciò è per il polpo che stavolta si è ribellato e non ci voleva stare…? mah. Stamattina invece era la volta di un notizia di cronaca, l’ennesima retata contro i camorristi; un pò di arresti, ma sfugge il capo-boss della situazione, tale G.Setola, d’altronde con quel nome, così ‘sottile’, non poteva esser diversamente, ma il fatto è che, poco dopo, a digestione iniziata, sìa Mediavideo, e poi a ruota Tg3 annunciano che in quella stesa rete è finito anche il giovin attore Terracciano di “Gomorra”…; ora come si fa a non credere alle famose coincidenze ? sulla scorta di cotanto sopra. E mi permetterete una domanda-domandina: sono più preoccupanti quelle mezzemaniche, o il polpo [in quanto tale o ancor peggio se pure giustamente incazzato], già il fatto che tutto ciò si è svolto comunque in terra campana [come la coppia di bravi cuochi, e quanto il resto], tra la loro cucina e le reti-retata, o poi invece le mezze-coscienze [un tipo di pasta che qualora esistesse davvero sì sarebbe assolutamente indigesta], le mezze-calzette [intese / intendibili come quelle a 360°] o le quasi-famigerate mezze- stagioni [ormai, sempre più un ricordo del passato], etc… Mi è sicuramente sfuggito qualcosa, nel presente resoconto, un tantino raccapricciante,fatto da chi ha una evidente digestione lenta e molto difficoltosa;…e il Setola…? boh. Saluti. [p.d.s.: è ovvio che solo Antonio-io non c’entro nulla con tutto quanto, assolutamente, mi dovete credere, per forza…; a proposito: meglio esser pulpo oppur sottile come un setola o più semplicemente fesso / “fesso”...? ehhhh!] [e-mail delle 15.20 passate].
    margherirosa .
    [p.d.s.-2: gentile Oliviero & precari-tutti, sappiàte che stavo/avevo idea di inviar alla Redazione in tempi odierni, un articolo, proprio questo articolo-Editoriale, sul tema della Scienza-&-Ricerca; in passato Oliviero ricorderà che gliene inviai un altro dal titolo “L’asino con le ali” già sui problemi dell’informazione attuale…, al suo recapito Rai con normalissima posta ordinaria; oggi come oggi invece, in mancanza di un indirizzo certo, non avrei saputo come fare e avrei dovuto “copiarlo, by passarlo” su dischetto, e poi inviarlo come e-mail; ma, per me, tutto ciò, è ancor-ancora un tantino complicato…, ed è già tanto se mi destreggio alla meglio tra la tastiera-computer-&-internet….; e prometto che mi imparerò-insegnerò quanto prima…, (come dicesi, talora, in certi casi), a colmare la mia lacuna…; già grazie a voi, quindi, sì, per avermi anticipato, in qualche modo, con la vostra presente comunicato-denuncia e la vostra “situation-comedy” è la stessa di un Istituto di ricerca in campo agronomico, importantissimo, prestigioso, regionale, e credo che non è la sola situazione di emergenza-lagnanza in àmbito nazionale; e questi sono solo esempi di quel malessere diffuso, e di una richiesta pressante di certezze scientifiche, e sì lavorative al tempo stesso, per un’Italia che poi vorrebbe crescere e non fare come il gambero….; e a proposito di gamberi & quant’altro, c’è pure quella barzelletta raccontata dall’indimenticabile Nino Manfredi “alcuni avventori entrarono in un ristorante dove ci cucinava pesce & affini; proprio nell’ingresso del locale, campeggiava un grosso vascone-acquario, con dentro ad esempio dei polipi, [freschissimi !], acchè, i clienti, affascinati già da cotanto spettacolo-naturale, chiedono un bel risotto e tutto quanto; solerte uno dei gestori afferra uno dei polipi e lo sbatte violentemente, e più volte, sul bancone della cucina, per fargli vedere loro che proprio “quello” era il migliore, freschissimo, e come tale predestinato a finire in pentola… ma non appena gli stessi clienti, fiduciosi e convinti, si accomodano al tavolo, lo stesso gestore lesto lo rimette dentro il suo vascone-habitat… e qui il povero polipo ben rintronato dallo sbatacchiamento di prima, si rivolge ad un altro consimile, e gli dice lamentandosi, forse con un fil di voce, secondo te si può continuare a fare questa vita…?” Poi, i più bravi, nel raccontar barzellette, come un certo Silvio…?, sarebbero in ciò determinanti nel dar al polipo stesso una tipica intonazione napoletana, o campana più in generale, perché pare che è sempre di un certo effetto, sicuro, quasi-garantito….] [vi chiederete che c’entra il / quel ‘polipo’…? è per il semplice motivo che rasca-rasca i soldini per la Ricerca sono pure sempre-sempre quelli, gli stessi, tirando un pochino di quà e pur stiracchiando un altrettantino di là…; o no…? è il famoso gioco del bicchiere-vascone-acquario, brodo di cultura & quant’altro, sempre mezzo-pieno e quasi sempre mezzo-vuoto…, e con dei polipi nel frattempo pure ben rintronati dalle tante, tante-sì-sempre-e-quasi-solo, batoste…].
    margherirosa .
    dico di più, anzi lo dice, per me, [per tutti noi], un emerito professore “gli italiani hanno bisogno di scienza”; si parte dal discorso della cosidetta ‘speranza di vita’, letteralmente raddoppiata, e grazie all’applicazione della conoscenza tecnico-scientifica; e poi la mortalità infantile, e poi l’inizio della senescenza, e il livello di vita e la stessa cosidetta ‘rivoluzione verde’ in agricoltura e quant’altro e così via. Una questione, quella dello sviluppo scientifico-tecnologico che ne condiziona appunto lo sviluppo un pò in tutta Europa e sopratutto in Italia, per un generale livello di caduta di dinamismo nelle discipline scientifiche…; accanto a certi esempi lodevoli di sviluppo in determinati settori, vi sussistono lagnanze generali in mèrito alla caduta di prestigio-attività di ricerca in rapporto a Paesi asiatici in particolare, e non solo, che hanno fatta propria la cosidetta sfida della modernità. È crisi ben lunga, degli ultimi decenni, ormai consolidatasi, in pratica; manca già quella cosidetta strategia scientifica coerente indispensabile, e con una netta-macroscopica presenza di paradossali situazioni ora insopportabili per tutto il sistema-Ricerca nazionale…; riscontrata sinanche una certa caduta di livelli di iscrizione alle Facoltà scientifiche, ad esempio, e molto altro di correlato… Reticente però è la posizione della classe politica-governativa, fondamentale nel dare le Direttive, oltre che i soldi indispensabili alla Ricerca…; pare che i politici assecondino l’opinione pubblica o meglio settori di questa e quest’altra, ben precisi; c’è poi anche una questione importante/issima quale il principio di precauzione che è o sarebbe diventata un’arma per certi versi micidiale per opporsi a ogni cosa, già innovazione scientifica-&-quant’altro; calcolo rischio-beneficio che non vale / varrebbe più…; così nasce e si consolida un livello sempre più vasto, chiuso su se stesso, di diffidenza nella Ricerca….; senza dimenticare quel sempre più vasto e diffuso atteggiamento anti-Darwiniano…. Questioni per noi pressanti sono: nucleare; impatto ambientale della crescente popolazione mondiale, Ogm, oltre a una coltivazione e allevamento sostenibili, e tanto altro e sìno a quell’atteggiamento appunto anti-scientifico che pervade la “cultura” e l’opinione pubblica; reticenze legate e fondate sull’ignoranza in mèrito a che cosa è realmente la Ricerca ovvero il fare oggi tanta-ma-tanta-tanta Scienza. Saluti. antonio [p.d.s.: la ricetta cosidetta “ideale”, e gli obiettivi, e gli àmbiti stretti su cui intervenire, già li lascio, invece, volentieri e sostanzialmente, a chi / chiunque volesse qui intervenire in mèrito…]; [come dicesi, talora, da queste parti: “ arraattàt’ve…”, chi volesse e potesse; sì e qui guardacaso, lo stesso computer che non può conoscere evidentemente il dialetto, la tramutava in “arrabattàteve” il che già la dice sì lunga, a volte…; arrabattarsi quindi, che poi come ovvio non è l’obiettivo ma solo l’immagine stretta-stretta, e pressante, della presente e incancrenitasi reale situazione nazionale…] [e-mail delle 10.00 passate].

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