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    14
    ott.
    2008

    Piccoli branchi crescono

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    da Articolo 21 - di Giulia CusumanoQuel posto non era suo perché non era italiana. Anna, la quindicenne che vive con la sua famiglia nel Varesotto e che sogna di fare la parrucchiera, la “brutta marocchina di merda”, su quell’autobus, su quel posto, non poteva sedersi.Non poteva sedersi perché quel posto era riservato a un italiano, un giovane bianco suo coetaneo, con più diritti di lei. E allora giù botte. Non subito.

    Il tempo di radunare il branco, di organizzare un’imboscata, di coglierla impreparata, di darle una lezione per farle capire qual è il suo posto. Il rispetto della gerarchia, prima di tutto.Anna è stata picchiata da un branco, ragazzini e ragazzine, quindicenni con “principi” bellicosi e vendicativi già ben radicati. Giovani cresciuti troppo in fretta e troppo male, già abituati all’odio e alla violenza, già protagonisti della deriva antidemocratica che questo paese da qualche tempo sta attraversando. Secondo gli inquirenti alla base del pestaggio non vi sarebbero motivazioni di tipo razziale. Li chiamano bulli. Ma questo non è bullismo. E’ percezione distorta del concetto di giustizia, in un paese in cui la parola giustizia sembra essere diventata un tabù.E’ l’emarginazione del “diverso”; che sia uno zingaro, un negro, un rumeno, poco importa, il “diverso” va comunque schedato, picchiato, allontanato.E’ l’ignoranza di chi non riesce comprendere, perché la comprensione richiede uno sforzo assai maggiore di un pomeriggio passato davanti alla tivvù o al parchetto con il branco. La comprensione richiede un’intelligenza viva, delicata, ricettiva ma impermeabile ai roboanti slogan propinatici quotidianamente da troppi irresponsabili protagonisti della Res Publica italiana. Quelli che per il pestaggio di Anna, come per l’uccisione di Abba, continueranno a negare la questione razziale.Eppure vittime e carnefici appartengono a due razze diverse. Gli uni persone, gli altri bestie. Ieri un pacco di biscotti, oggi un posto sull’autobus. Ieri un diciannovenne, oggi una sedicenne.Ieri una morte a colpi di spranga, oggi un pestaggio da branco. Ieri, oggi, per il colore della pelle.
     

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    margherirosa .
    e per la serie “News-caraNews-dolceNews”, ecco by Mediavideo nel primo pomeriggio una raffica di notizie-aggiornamenti: caso ‘Eternit’, amianto, uno dei magnati svizzeri della importante società multinazionale responsabile dei 2000 tra decessi e gravi patologie sul lavoro, ha dichiarato di voler al più presto risarcire lavoratori, e famiglie, per un ammontare di decine di milioni di €, attraverso una delle sue società finanziarie; ritrovate / meglio riapparse le ragazzine sparite di propria volontà dalla casa paterna, in Francia, e già nel frattempo-contemporaneamente il padre è in stato di fermo nella città di Rèims [peraltro gli avvistamenti dei giorni scorsi, delle due sorelline, a Napoli, erano evidentemente frutto di una tipica situazione di allucinazione collettiva….]; viceversa, quel caso di F.Pappalardi e dei suoi due bimbi poi trovati morti, è stato a quanto pare definitivamente archiviato …; la Corte di Cassazione, nell’àmbito del caso Parmalat, troncone “Eurolat”, ha annullato oggi la sentenza di proscioglimento, per gli imputati Geronzi, Cagnotti, e Bianchini-Riccardi, per i reati di bancarotta fraudolenta & estorsione aggravata; condannato a sei anni l’uomo responsabile di lancio di sassi dal cavalcavia, a Frosinone, per tentato omicidio, danneggiamento aggravato e lesioni; poi per lo scandalo latte-melammina, ritrovate tracce sia in Puglia [in latte e yogurt], e sia in Campania in altri prodotti stoccati in magazzini, e pure ingenti quantità di carne e pesce, di origine cinesi, già provenienti da specie animali in via di estinzione…. Tout ca [per adesso, ovviamente; alle ore 17]. Saluti.
    achillide .
    Una volta si diceva che le vie del Signore erano infinite. Ora si potrebbe arrivare a dire che lo sono anche quelle del razzismo? La polemica è nuovamente scoppiata in Parlamento dove ieri è passata, sotto il silenzio di (quasi) tutti, una mozione della Lega Nord riferita alle cosiddette "classi di inserimento". La proposta sembra molto chiara. Creare delle classi scolastiche di immigrati, nelle quali gli studenti non italiani (o solo di etnia diversa dalla nostra?...questo non lo si è ancora capito) possano inserirsi nel percorso scolastico ordinario, superando problemi di inserimento (appunto) derivanti dalla lingua o da altro. La proposta ha rischiato già ieri di creare (o forse l'ha creata...visto i numeri: solo venti di differenza) una profonda spaccatura nella maggioranza di governo. Alcuni esponenti si sono dissociati in modo netto come i deputati del Pdl Nicolò Cristaldi e Mario Pepe. L'idea di combattere l'emarginazione creando classi speciali non ha convinto soprattutto il vice presidente dei deputati del Pdl, Italo Bocchino. In realtà, per essere precisi, la spaccatura si era avuta alla presentazione della proposta, sul termine che era stato utilizzato al posto di classi di "inserimento", ovvero "classi ponte". Questa espressione infatti, rischiava di rendere il testo suscettibile di molti dubbi in quanto un ponte....si sà...non è detto che sia "lungo" o "corto". Mentre l'idea insita nel termine "inserimento" richiama con una maggiore attenzione il concetto che dovrebbe, secondo le intenzioni della lega, soggiacere a questa proposta: il fine del provvedimento è l'inserimento appunto all'interno delle classi ordinarie. Ma la proposta non ha mancato di causare immediate polemiche delle quali, non c'è dubbio, oggi avremo maggiori eco sui media. Quali infatti i criteri di questo inserimento? Quali i criteri in base ai quali un ragazzo "immigrato" sarà soggetto a questo provvedimento? E soprattutto, la domanda principale: questo provvedimento non rischia di diventare una più o meno mascherato provvedimento discriminatorio? Io personalmente nutro molti dubbi in merito, e ci sarebbe più di un motivo che mi fa pensare che un provvedimento del genere difficilmente passerà.... Voi che ne pensate? L'ho letto da qualche parte, ma sono queste iniziative che poi fanno aumentare l'intolleranza,è questo modo di proporre la diversità che poi crea problemi d'integrazione e fa succedere quello di cui nell'articolo.
    margherirosa .
    cosa dire; parole-chiave e concetti importanti: dai banchi e banchetti…ai vari branchi & branchetti! e poi la gerarchìa, [da capire e rispettare !], e i giovani-giovanissimi dai chiari princìpi sì bellicosi e anzi quasi-guerrafondai…; netta deriva antidemocratica…; sempre e solo fenomeni di “bullismo” ? e se c’è, oppure visto che c’è davvero, bisogna dirlo a chiara voce, e finanche urlarlo se necessario, che il dispregio razziale è qualcosa di abominevole…, per qualsiasi motivazione in causa…; pur la giornalista vedo che ha usato la dominazione di Tivvù, e si potrebbe dirla Tivvì, che però saprebbe di solo o troppo dolce-ironico, o di Renzo Arboriano per così dire…; giustizia ? e legalità ? e tanta gente che [giustamente?] dice boh / mah !; emarginazione? men-che-meno !; e poi di ‘slog’ [come diceva quello di Zelig] proprio a.n. ne sà e ne rècita fin troppo bene… [piaciuta sì la battuta - satira politica…?]; eh sì “propinatici quotidianamente da tanti-troppi irresponsabili protagonisti della Res Publica italiana…”, è così…. Eppure lasciatemi dire che nella vicenda di Abba c’è un qualcosa che ancora oggi-adesso sfugge e che lascia pensare a qualcos’altro….e ciò pur nella incommensurabile sproporzione dei fatti e sopratutto delle conseguenze avvenute-verificatesi. Infine una notazione su una notiziola: pare che in quel di Bari un gruppo di giovani son stati trovati a “giocare” alla guerra, con tanto di armi simili, in tutto e per tutto, a quelle più in voga e efficaci, il che avrebbe allarmato chi ha poi segnalato la cosa; loro si sarebbero discolpati, al sòlito modo ‘infantile’; ebbene son stati segnalati come ovvio per procurato-pronunciato allarme, e tutto quanto; avranno capìto, il senso dei fatti, e quindi la lezione specifica…? francamente ne dùbito molto. Saluti.

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