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    16
    ott.
    2008

    Inquinamento a taranto: 17 ricerche mai divulgate e 72 analisi su diossina/pcb ”tutte a norma”.

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    Egregio Direttore del Corriere della Sera,il 17 agosto 2008 il suo giornale ha pubblicato un articolo/peana sullo straordinario successo imprenditoriale del Gruppo Riva, divenuto uno dei maggiori produttori di acciaio nel mondo dopo l'acquisto dallo Stato delle acciaierie Ilva, soprattutto quella di Taranto. Lo stesso 17 agosto, Alessandro Marescotti ed io, a nome di PeaceLink, da decenni protagonista di battaglie di avanguardia negli interessi dei cittadini, le abbiamo inviato una lettera di replica, che per comodità di consultazione è qui allegata. Noi chiedevamo solo di illuminare l'altra faccia della medaglia del successo imprenditoriale dei Riva, cioè la terribile situazione dell'inquinamento ambientale di origine industriale della città di Taranto, di prevalente responsabilità Ilva, su cui grava la immateriale cappa di silenzio adottata da anni dalla stampa quotidiana nazionale, silenzio che rende invisibile la ben più materiale cappa velenosa che grava su questa sventurata città.

    Lei, o chi per lei, ha gettato nel cestino della carta straccia quella nostra replica: ne aveva tutto il diritto, ma ha amareggiato noi che credevamo nell’obiettività ed indipendenza del più autorevole quotidiano italiano. Grazie al lavoro infaticabile ed appassionato del Prof. Giorgio Assennato, Direttore Generale di ARPA Puglia, e della sua eccezionale squadra, e grazie ad Alessandro Marescotti che ha intuito immediatamente l’importanza dei documenti studiati e citati da ARPA Puglia e da essa citati nella relazione ufficiale al Ministero dell’ambiente, oggi finalmente conosciamo, come “pubblico interessato”, gli studi che per anni sono rimasti ben al chiuso dei cassetti del “Palazzo” e che documentano in maniera inequivocabile il dramma di Taranto, peraltro perennemente sotto “ricatto occupazionale”. Su questa emblematica vicenda oggi stesso Alessandro Marescotti ha diffuso il “Comunicato stampa” che trova qui riprodotto.Se avrà l’umiltà di leggere quel comunicato e se non ha completamente dimenticato i suoi trascorsi di giornalista e soprattutto di storico, forse si vergognerà un poco per quella censura del 17 agosto, da chiunque operata, ed in generale per il disinteresse per un problema complicatissimo e gravissimo per le sue implicazioni umane ed industriali. Io, da cittadino libero, consapevole e dignitoso, dopo oltre quarant’anni di fedeltà, ho smesso di comperare il Corriere della Sera. E’ l’unica cosa che potevo fare anche sapendo che a lei non importerà nulla. Sarebbe lo stesso se altri seguissero il mio esempio?Biagio De Marzo – PeaceLink, portavoce del nodo di Taranto.——————-Inquinamento a Taranto: 17 ricerche mai divulgate e 72 analisi su diossina/PCB “tutte a norma”. I retroscena di una vicenda emblematicaCOMUNICATO STAMPAPerché a Taranto non si conosce tutta la verità sull’inquinamento? PeaceLink svela i retroscena dal 2002 al 2007.A Taranto 17 ricerche sull’inquinamento e l’impatto sulla salute dei cittadini sono costate un miliardo ma non sono mai state divulgate. E ben 72 analisi sulla diossina e i PCB sono risultate sistematicamente “a norma”. Ecco quello che i tarantini dovevano sapere e non hanno mai conosciuto dal 2002 al 2007.Per anni non è stata data pubblica diffusione a 17 ricerche sull’inquinamento a Taranto. Tali ricerche sono costate ai contribuenti 539.000 euro (oltre un miliardo delle vecchie lire) ma i cittadini non ne hanno conosciuto il contenuto. Centinaia di pagine ricchissime di dati sono rimaste di fatto un patrimonio scientifico ignoto proprio ai tarantini che dovevano essere i primi beneficiari di quelle 17 ricerche.PeaceLink ha pertanto chiesto e ottenuto la pubblicazione su Internet di quelle 17 relazioni che ora sono finalmente visionabili sul sito www.arpa.puglia.it
    Era stata proprio l’Arpa Puglia a pubblicare lo scorso 17 settembre vari stralci di quelle ricerche per supportare le proprie osservazioni al ministero dell’Ambiente relative all’inquinamento dell’Ilva.Lo stesso giorno PeaceLink ha chiesto al prof. Giorgio Assennato la pubblicazione integrale di tutte le ricerche in questione, le quali, pur trattando diversi aspetti dell’inquinamento, fanno parte di un unico progetto dal titolo “Impatto sulla salute di particolari condizioni ambientali e di lavoro, di provvedimenti di pianificazione territoriale”.L’Arpa Puglia ha accolto la richiesta di PeaceLink e ha tempestivamente provveduto a reperire le relazioni che sono state pubblicate il giorno seguente sul web, accompagnate dal seguente comunicato:”Su richiesta di un’associazione ambientalista, ARPA Puglia pubblica la relazione conclusiva e le singole relazioni delle Unità Operative del Programma di ricerca finalizzata del Ministero della Salute 2002 – Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro dal titolo “Impatto sulla salute di particolari condizioni ambientali e di lavoro, di provvedimenti di pianificazione territoriale”".Apprezziamo questa collaborativa disponibilità dell’Arpa Puglia a divulgare informazioni che fino a ora l’autorità centrale ha preferito custodire nei cassetti.Eppure si tratta di relazioni di varie unità operative che in questi anni a Taranto hanno raccolto dati sui seguenti argomenti: genotossicità dell’inquinamento (unità 1), metalli pesanti nei suoli contaminati (unità 2), sostanze tossiche nelle acque di falda (unità 3), sistemi di monitoraggio ambientale a Taranto (unità 4), microinquinanti dell’aria (unità 5), studio delle impronte digitali (fingerprints) di gruppi di composti inquinanti (unità 6), studio del particolato atmosferico in alcune zone dell’area tarantina (unità 7), analisi del rischio industriale (unità 8), valutazione sistematica dei livelli di inquinamento dell’aria e previsione di situazioni di emergenza (unità 9), modellistica applicata ai comparti aria e suolo (unità 10), misure di prevenzione e protezione della salute dei lavoratori dal rischio cancerogeno in industrie ad alto rischio dell’area tarantina (unità 11), effetti dell’esposizione professionale agli idrocarburi policiclici aromatici (unità 12), valutazione dell’esposizione professionale e ambientale a metalli accertati e/o sospetti cancerogeni (unità 13), studio di casi di tumore nel comune di Taranto sulla base delle evidenze scientifiche (tumore polmonare, mesotelioma pleurico, tumore vescicole, tumori del sistema linfoemopoietico) (unità 14), realizzazione di una mappa dei rischi occupazionali e della prevalenza dei fattori di rischio (unità 15), studio dell’esposizione della popolazione di Taranto, Statte, Crispiano e Massafra ad inquinanti presenti nell’aria (unità 16), GIS (sistema informativo geografico) e individuazione dei fattori di valutazione del rischio per la salute umana (unità 17).Mica poco!Ma cosa sapevamo noi cittadini del contenuto di tutte queste ricerche fino ad ora? Nulla. Abbiamo effettuato una verifica a tappeto di tutte le pagine web presenti su Internet. Possiamo documentare con assoluta certezza che fino a ora nessuno (tanto meno il Ministero della Salute) aveva divulgato le relazioni che attualmente l’Arpa Puglia pubblica integralmente su richiesta di PeaceLink.Questa è un’oggettiva sottrazione di informazioni che avevamo il diritto di conoscere se non altro perché quelle ricerche le avevamo pagate con le nostre tasse. Non abbiamo avuto a disposizione informazioni che sarebbero servite per documentare meglio le nostre osservazioni presentate con altre associazioni ambientaliste per l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) e per l’istanza alla Commissione Europea.Pertanto da oggi invitiamo i giornalisti, i docenti, gli studenti e tutti coloro che hanno a cuore l’ambiente a Taranto a collegarsi al sito www.arpa.puglia.it per scaricare e studiare questa documentazione al fine di utilizzarla nell’iniziativa scientifica e culturale in difesa della salute dei cittadini.Ma le sorprese non finiscono qui. PeaceLink è entrata in possesso anche di un elenco di 72 esiti di analisi effettuate a Taranto dal 16 ottobre 2002 al 29 ottobre 2007 per verificare la presenza di diossina e PCB negli alimenti. Sono analisi su latte bovino, mangime bovino, mangime per pesci, spigole, orate, carne bovina, uova, latte e mitili. Tutte le analisi hanno dato esito “conforme”, ossia non hanno fatto emergere quantitativi di diossina e PCB sopra i limiti di legge. Come mai invece è bastata una sola analisi commissionata da PeaceLink (marzo 2008) su un campione di formaggio pecorino locale per certificare un significativo (e non isolato) superamento dei limiti di legge? Dopo quella analisi sono seguite altre indagini della Asl di Taranto che, sotto la direzione del dipartimento di prevenzione del dott. Conversano, hanno confermato l’allarme di PeaceLink, evidenziando in vari campioni preoccupanti sforamenti per la diossina e i PCB. Da allora sono state analizzate le masserie e le relative greggi, i cui capi in questi giorni vengono drammaticamente abbattuti. Come mai allora le 72 analisi commissionate dal Ministero della Salute non hanno mai trovato una presenza di diossina tale da far scattare l’allarme?Stiamo parlando proprio di quel Ministero della Salute che ha tenuto nel cassetto quelle 17 ricerche sull’inquinamento a Taranto che oggi il pubblico può finalmente consultare on line.Ma qual era lo scopo di quelle 72 analisi sulla diossina risultate tutte “a norma”? “Effettuare la sorveglianza e il monitoraggio della presenza, negli alimenti di origine animale, di residui di sostanze chimiche che potrebbero essere dannose per la salute pubblica”, si legge del PNR (Piano Nazionale Residui) in vigore dal 1988 con cui il Ministero della Salute ha promosso il controllo della diossina a Taranto senza che lo sapessimo e inviando tutti i campioni all’Istituto Zooprofilattico di Foggia.Con che tipo di attrezzature in quell’Istituto siano state effettuate le analisi?Come mai le analisi non hanno riguardato pecore e capre che hanno pascolato attorno all’area industriale di Taranto?Le 17 ricerche sull’inquinamento mai divulgate e le 72 analisi sulla diossina tutte “a norma” generano in  noi inquietanti interrogativi.Ma soprattutto ci chiediamo: quanto ci ha tutelato il Ministero della Salute?Alessandro MarescottiPresidente nazionale di PeaceLink

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    margherirosa .
    ieri sera, al termine delle partite di Champions e nel mentre scrivevo il commento-sopra, ascoltavo Radio1 e, [non è adesso per far tanto lo spiritoso], ma c’erano Carlo Conti, & socio [di cui adesso non ricordo il nome; Tele-commando ?], e infine in quel momento come ospite in diretta Riccardo Fogli…, per cui tre tifosi-fiorentini d.o.c., sì tre, proprio come i gol presi a Monaco…A volte certe coincidenze o presunte-tali……! mah. Saluti. [e così passa quasi in secondo piano il fatto che, poi, prima di spegnere la Tv, ti vedo Oliviero ospite di “Linea-notte”, col direttore A. Di Bella, ed altri ospiti ma era tardi, non ho avuto purtroppo modo di ascoltare; un programma che cercherò quando possibile, e, se non mi cala troppo la palpebra, comunque di vedere, perché merita…].
    margherirosa .
    ecco puntuali i dati già inequivocabili fornìti dall’Ines, [Inventario nazionale delle emissioni e loro sorgenti], ci dicono che Taranto è di certo la città più inquinata d’Italia, d’Europa, e forse al mondo e così da battere finanche città e realtà industriali come ad esempio Linfen…; sì, sulla base dei dati disponibili e inerenti le sostanze [non solo “volatili”] e più tossico-velenose presenti nell’aria della città, questa raggiunge un punteggio assoluto di 528, contro i 101 di Livorno…, e infatti, a Taranto si respira ben il 92% del carico di benzene nazionale, il 67% di quello del piombo, 49 del mercurio e via discorrendo, ma già i primi bastano e avanzano…; tra l’Ilva, raffinerie varie, e cementifici, si producono e immettono nell’aria delle miscele, cosidetti “mix” tossico-nocivi, assolutamente letali e la casistica-media, [pure epidemiologicamente intesa e quindi sempre valida ?], annovera in città dei casi di importanti tumori alla faringe, già nella popolazione dei 13enni, come e altrimenti se ne riscontrano soltanto nei fumatori più accaniti e irriducibili… Saluti.
    margherirosa .
    …e per la serie “non solo Taranto”, [ma nella Puglia tutta], è oramai cosa fatta il fatto / emergenza piena per cui a causa della siccità imperante e delle scarse precipitazioni sono stati tagliati ben 600 litri / secondo, erogati in meno, verso quella regione da sempre iper-assetata…, e inoltre nel futuro immediato, in mancanza di precipitazioni importanti e perdurando la crisi di risorse-scorte d’acqua negli invasi lucani, si prevede di ridurre presto e ulteriormente l’erogazione, mettendo così in crisi ulteriore quelle popolazioni & industrie & quant’altro, per una scelta ormai improrogabile, e anche obbligata; e c’è da sottolineare che la Puglia stessa avrebbe in teoria a disposizione tre dissalatori e rimasti però sulla carta, come delle inutili bandierine….; lo scopo di questa minor erogazione è far durare le scorte restanti almeno fino a Natale, e poi…[?]. Mmhhhh, la faccenda è triste !!! Saluti.
    margherirosa .
    tutto sommato il dialoghetto Fazio-Weltroni non è stato così-faziosetto come ci si poteva aspettare, o temere; e non mi sono manco strappato i capelli, più di tanto; ma sì, tutto sommato poteva andare pure……, per cui…, come direbbesi proprio in certe situations-comodins…: “Mègli’ quìss, ca ’na patà ndùpp’ ” … [e quel comodins è un inglese maccheronico; così come può esserlo il latinorum]. Saluti. [p.d.s., stringatissimo proverbietto locale: “ sì, cuòsc’t’ e cuòc’t…” perché infatti talora già succede così…, e ciò è detto sempre in quel simpatico gioco di parole tra il cogitare & il……].
    margherirosa .
    …e pensa invece che, da queste parti, c’è addirittura chi è un Summa….; e poi ammazza quanto “6” stringato, e criptico…! [piaciuta la scrittura numerale?] e parli pure il latinorum... Benvenuto tra gli ‘scriptors’ di codesto spazio, e pur già sempre ammesso e non-concesso come si dice, che tu debba aver avuto bisogno o che anelassi un benvenuto dal sottoscritto. Che ti devo dire: se ci sei, e se poi proprio ti piace…, non sparire… Saluti [stamattina umidissimi, da nebbia in Val padana o quasi !].
    bcpr6es .
    cogito ergo sum
    margherirosa .
    e così oggi, senza volerlo ho coniato un/quell’utile acronimo per definire-descrivere, la Pdl, ovvero Pub: partito-unico-berlusconi…. Simpatico eh? Ah, vi sarete accorti che stasera poi da Fabio Fazio che è sempre quello un tantino faziosetto-sin-troppo-furbetto, c’è come ospito, [con la o], il www Walter Weltroni……E così, “W la Rai !”, si potrebbe aggiungere, per certi versi; quali…..? Chissà se / chi dei due balbetterà di più: se l’intervistatore [per ‘suo’ mestiere e capacità, ormai acquisite e indiscusse] o se l’intervistato per ben altri “suoi” motivi…[?]. A stasera quindi. Saluti. Mché, cià !
    margherirosa .
    ohibò, eh cos’è successo…! “l’articolo”, così com’è non vi piace ? non vi soggiace o non attaglia o non vi stimola più di tanto fin negli infundiboli cerebrali più sconosciuti [a volte anche a voi stessi] o presunti-tali…, non vi solletica gli alluci e manco scombussola i malleoli…? Sono quattro giorni che è stato pubblicato, e…. È pur vero che se ne è, già, parlato su Report, poi a Primo piano, etc…. Ma scriverne, qui, le proprie impressioni è un’altra cosa, almeno credo. Saluti. [p.d.s.: eh, Taranto purtroppo, già per tanti versi, aspetti e sue problematiche, è una realtà sempre più simil-esplosiva… con tutto ciò che evidentemente ne……].
    Chip En Sai .
    Ma dov'è finito Oliviero?!... ché gli voglio chiedere se firmerà per il referendum di Tonino sulla legge Alfano!

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