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    03
    nov.
    2008

    La vita di un ragazzo di soli 20 anni vale per l’inail 1700 euro!!!

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    Caro Beha, anche sabato 1 Novembre 2008 altri due lavoratori morti (un operaio di 56 anni a Udine è morto triturato negli ingranaggi di un macchinario, un agricoltore di 31 di Brescia è morto stritolato dagli ingranaggi dell' impastatrice per il mangime delle mucche, in cui e' scivolato).

    La vergogna nazionale continua imperterrita, non conosce nè sabati, nè domeniche, nè giorni festivi. Dall’inizio dell’ anno ad oggi (fonte articolo21) ne sono già morti 880, se ne sono infortunati 880126, ne sono rimasti invalidi 22003. Purtroppo molti di questi lavoratori difficilmente avranno mai una vera giustizia, ne sanno qualcosa i familiari di Andrea Gagliardoni, che per la morte del figlio, schiacciato da unapressa tampografica hanno visto condannati i due imputati (amministratore Asoplast e amministratore delegato pressa) a soli 8 mesi con la condizionale, con sospensione della pena, ifamiliari di Matteo Valenti, che per la morte del figlio, bruciato nel capannone della Mobiloil di Lucca, hanno visto condannare il titolare Pietro Martinelli a solo un anno e otto mesi di reclusione.Ma non è solo la giustizia che manca per chi muore sul lavoro, mancano dei veri e propri risarcimenti, ma non solo per chi muore, ma anche per chi resta invalido. Io voglio portare come esempio la morte sullavoro di Roberto Scavo, postino di 20 anni a tempo determinato, morto il 10 marzo del 2008,mentre in sella al motorino di Poste Italiane consegnava le raccomandate a Lido Comasco, di cui potete leggere un articolo al seguente link.
    La famiglia scavo per la morte del figlio ha ricevuto due assegni dall’Inail, per una cifra complessiva di 1725 euro, come assegno funerario. La vita di un ragazzo di soli 20 anni vale per l’Inail solo 1700 euro, perchè l’Inail ha da rispettare delle tabelle, e per loro, dato che Roberto non aveva eredi, non manteneva la famiglia, quindi aveva diritto solo all’assegno funerario.E’ una vergogna, uno scandalo, se pensiamo, che l’Inail ha un avanzo di bilancio di quasi 2 miliardi di euro l’anno (nel 2007 1,7 miliardi).Quello che molti chiamano “tesoretto Inail” ha raggiunto la  cifra di  ben 14 miliardi di euro, e il prossimo anno sfiorera i 16 miliardi di euro.Intanto gli invalidi continuano a ricevere rendite da fame, i familiari di delle vittime sul lavoro dei risarcimenti vergognosi.Ma è possibile che non ci sia un politico, un sindacalista, un ministro dell’attuale governo, che gli sia venuto in mente, che forse è venuta l’ora di cambiarla la legge su cui si basanoquesti risarcimenti, che è un decreto Legge di ben 43 anni fa (Decreto 30 giugno 1965 n 1124),che è possibile leggere al seguente link compresi gli allegati.Ma sarà cambiata la società dal 1965 ad oggi? C’è qualcuno di lor signori che se lo è mai domandato? Io dico, eccome se è cambiata, ecco perchè è necessario intervenire, modificando questa legge, perchè bisogna tutelare i nuovi diritti.Saluti.Marco Bazzoni-Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.Email: bazzoni_m@tin.it

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