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    17
    nov.
    2008

    La «cura spagnola»: i partiti si autotagliano. misure anticrisi, ridotti i finanziamenti di 17 milio

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    Non c'è bisogno di grandi commenti alla comparazione tra i costi dei politici in Italia e in Spagna, e la loro differente "buona volontà". Si pensi che l'IDV di di Pietro ha proposto di interrompere il doppio stipendio, per chi è parlamentare e membro a qualunque titolo del governo, ed è stato spernacchiato da maggioranza e opposizione.o.b.-------------Misure anticrisi, ridotti i finanziamenti di 17 milioni dieuro. A noi costano più del doppioPer mantenere le forze politiche, il prossimo anno ogni spagnolo spenderà 2,58 euro, gli italiani 4,91Diciassette milioni di euro. Cioè 34 miliardi di lire. Davanti all'incalzare della crisi internazionale, in Spagna hanno deciso una cura dimagrante che noi ce la sogniamo. Partendo, col taglio citato, dai finanziamenti ai partiti. Prova provata che i nostri cugini iberici non sono più svelti solo nel fare treni ad alta velocità, porti e autostrade. Eppure, i soldi pubblici stanziati a sostegno delle forze politiche spagnole erano già prima nettamente più scarsi rispetto a quelli italiani. Nel 2009 erano previsti 136 milioni contro i nostri 295. Meno della metà. La riduzione a 119 milioni varata nella legge di bilancio accentua il divario. Confermato nel rapporto pro-capite: per mantenere i partiti ogni cittadino castigliano, andaluso o galiziano dovrà sborsare l'anno prossimo 2,58 euro. Ogni lombardo, pugliese o molisano 4 euro e 91 cent.

    Da Corriere.it Una sproporzione abissale. Dovuta anche a quella leggina sulla legislatura monca che inutilmente i dipietristi hanno tentato l’altro ieri di cambiare con un emendamento che almeno dimezzasse le elargizioni. Leggina che per tutto il 2009, il 2010 e il 2011 continuerà a corrispondere ai partiti (oltre ai finanziamenti per la legislatura corrente) anche i soldi dovuti per quella precedente, infartuata e defunta con la caduta del governo Prodi, come se dovesse arrivare alla normale scadenza del 2011. Di più: continueranno a intascare quattrini pure i partiti che il voto popolare, a torto o a ragione, ha messo fuori dal Parlamento. Due esempi? Rifondazione comunista incasserà ancora 20 milioni circa in tre anni, l’Udeur di Mastella 2,7. E altri soldi, per questa legislatura, finiranno nelle casse di quelle formazioni che avevano presentato una lista alle elezioni di aprile e, senza superare lo sbarramento elettorale, avevano comunque ottenuto la magica soglia che consentiva comunque di accedere ai rimborsi: l’1%. Come La Destra di Francesco Storace che, orfana di Daniela Santanché, avrà circa 5,5 milioni in cinque anni o la sinistra arcobaleno che nel quinquennio ne avrà 7 e mezzo.
    Ma il confronto fra i costi della politica in Spagna e in Italia èsconfortante su tutti i fronti. A parte la differenza tra i bilanci del Quirinale e della Casa Reale spagnola, di cui abbiamo già dato conto l’altro ieri nella risposta alla lettera del segretario generale della Presidenza Donato Marra, spicca l’abisso tra i parlamenti. Anche la Spagna ha, come noi, un parlamento bicamerale (Cortes Generales) sia pure con un mandato di quattro invece che cinque anni. Anche lì ci sono una Camera (il Congreso de los Diputados) e un Senato. Ma le somiglianze si esauriscono qui. Il «Senado» madrileno, composto da 264 membri, costa agli spagnoli 60,5 milioni di euro, Palazzo Madama (dove siedono 315 rappresentanti eletti volta per volta più i senatori a vita che ora sono sei, per un totale di 321) pesa sulla tasche degli italiani per 570,6 milioni. Il che significa che ogni senatore costa ai cittadini spagnoli 229 mila euro e a noi un milione e 775 mila: quasi otto volte di più. Il rapporto, del resto, è più o meno lo stesso alla Camera. Il «Congreso de los Diputados», con 350 eletti, ha un bilancio di 98,4 milioni, Montecitorio (con 630 onorevoli) ne ha uno oltre dieci volte più alto: un miliardo e 27 milioni.
    Morale: ogni deputato spagnolo costa complessivamente alla collettività, tutto compreso, dagli affitti allo stipendio dei commessi, dalle segreterie alle spese di rappresentanza, 281 mila euro e ogni italiano un milione e 630 mila. Sentiamo già le obiezioni: sono paesi diversi, storie diverse, tradizioni diverse… Giusto. Anche costi diversi. L’indennità deiparlamentari spagnoli è identica per tutti: 3.020,79 euro al mese. Cifra alla quale vanno sommati 1.762,18 euro mensili per i deputati con residenza fuori da Madrid ridotti a 841,12 per gli eletti nella capitale. Complessivamente, quindi, un onorevole «peon» (che non sia presidente dell’assemblea, vicepresidente o a capo diuna commissione), ha diritto a 4.783 euro al mese: lordi. A un collega italiano spetta una indennità di 11.703 euro lordi al mese più 4.003 euro di diaria più 4.190 euro per il «portaborse» (se vuole prenderne uno e pagarlo, sennò può mettersi il denaro in tasca) per un totale di 19.896 euro lordi al mese: netti sono 13.709,69 euro. Più 3.098 euro l’anno per le spese telefoniche.Più, oltre a una «tessera» di libera circolazione autostradale, marittima, ferroviaria ed aerea su tutto il territorio nazionale, un rimborso fino a 3.995 euro per raggiungere l’aeroporto più vicino.
    Il sito internet del Congresso spagnolo precisa invece che lì i deputati hanno diritto, per i trasporti, ai seguenti benefit: una carta (come da noi) di libera circolazione su tutto il territorio nazionale e un rimborso chilometrico di 0,25 euro a chilometro nel caso di uso di auto privata e dietro precisa giustificazione. E se non hanno la macchina o comunque preferiscono non usarla? Dal maggio 2006 hanno una tessera di abbonamento alservizio taxi valida fino a un massimo di 250 euro al mese. Quanto ai gruppi parlamentari, il confronto è non meno imbarazzante: 9 milioni e mezzo di euro al congresso madrileno, 34 alla Camera romana. Ma è tutto l’insieme ad essere nei «Palacios» più virtuoso. Lo stipendio di Luis Zapatero è di 91.982 euro lordi annuali in dodici mensilità. Cifra che, sommando l’indennità parlamentare, lo porterebbe ad avere 149.377 euro ma per consuetudine il premier spagnolo (al quale spetta la casa e la totale copertura delle spese di servizio) rinuncia. Carte alla mano, il premier italiano, nonostante la riduzione del 30% disposta da Romano Prodi per gli stipendi dei componenti di governo, arriva a guadagnare, indennità e benefit parlamentari compresi, 324.854 euro lordi l’anno.Né la differenza è meno sensibile per i ministri.
    Si dirà: sono paragoni da prendere con le molle. E’ vero. Ma, con una ricchezza nazionale pro-capite identica (26.100 euro l’anno) nei due paesi, non può non spiccare la distanza perfino tra gli emolumenti che spettano a chi sta ai vertici di alcune istituzioni parallele ai palazzi delle politica. Solo un paio di esempi: a Madrid i presidenti del Tribunal Supremo(la nostra Cassazione) e del Tribunal Constitucional (paragonabile alla nostra Consulta) hanno uno stipendio lordo annuo di 146.342,58 euro. I loro omologhi italiani ne ricevono rispettivamente, sempre al lordo, 274mila e 444mila. Quanto al Tribunal de Cuentas, la Corte dei conti spagnola, costerànel 2009 60 milioni di euro: vale a dire un quinto della nostra, che l’anno prossimo peserà sui cittadini per 281 milioni. Consoliamoci: fino a quest’anno ne costava venti di più.
    Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo

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    mentelibera .
    semplice, egegio magherirosa. C'è sempre un domani, che io spero sia migliore dell'oggi. Sono certo che il nostro sistema non sia più in equilibio. Pertanto, appena noi smettiamo di reggere, mi correggo di sopportare e supportare una classe politica che sta dimostrando giornalmente la inadeguatezza e la lontanzna dal paese reale (quello che io, tu, noi viviamo giornalmente con tutti i problemi, le ingiustizie e le disfunzioni e mi fermo qui..) e sta collassando pontificando di un paese ideale ( che esiste solo nella loro testa e nella informazione guidata), ebbene quello sarà il punto del non ritorno. Io credo che siamo vicini a questo evento, salvo se i nostri politici, senza distinzione alcuna di partito, ma di morale personale, diano un segno, dimostrino di avere ancora a cuore no l'Italia, ma gli Italiani, facendo cosa ? una cosa semplice semplice, tagliandosi 1.000,00 euro al mese dallindennità parlamentare, rinunciando ad un terzo del rimborso elettorale, tagliando di un n quinto le spese delle camere e dando vita ad un fondo per finanziare quantomeno il rinnovo dei contratti per i giovani precari ... Credo proprio che passeremmo tutti un Natale più bello e ci sentiremmo più orgogliosi di essere italiani. Ti saluto e confermo a domani.
    margherirosa .
    egregio Mentelibera, permettimi di dissentire in alcuni punti: il caviale, lo champagne che vengono propinati ai “nostri” politici, sono il più delle volte stantìi o di bassa qualità…., lasciatelo dire; così i risultati di tanto, si vedono, poi nel concreto, per cui i primi truffati/intossicati son proprio loro…; ti sei poi dimenticato di aggiungere la parola-aggettivo-esplicativo “bei”, ai culetti cui accennavi… e bisogna infatti ammettere che talvolta sono propri dei bei culetti , anche se nulla di più di tanto… pertanto, se poi ci si accontenta… tutto sommato non è proprio ‘disdicevole’, come direbbero pure gli inglesi che di culetti & affini se ne intendono bene e che tra l’altro non sono o non fanno poi gli schizzinosi come i [talora / sempre antipatici] francesi…; d’accordo sul fatto che siamo diventati la barzelletta, o meglio il soggetto-tipo di una qualche barzelletta berlusconiana… e quanto ai barbari beh… chiudo con un: boccaccia mia statti zitta, ch’è meglio…… Saluti. antonio [p.d.s.: sono stato abbastanza-garbatamente ironico o sarcastico o quant’altro ?, spero di sì] [e poi con quell’a domani ovvero con quel tuo saluto, tanto inusuale, hai manifestato una perentorietà ed una convinzione che mi hanno sorpreso alquanto…, per questo blog…, vero Mchè? e tu che dici-aggiungi al riguardo ?]
    mentelibera .
    Bene, anzi male. I nostri politici a noi chiedono lacrime e sangue e loro si concedono caviale e champagne. Non mollano nulla, neppure una finta volontà di tagliarsi i fondi. Anzi si indignano e gridano "all'untore" con chi gli fa presente della loro vomitevole arroganza che ostentano da una torre di avorio. Si mobilitiamoci. Questi credono che noi dormiamo o siamo a bocca aperta a vedere i reality, le fiction, le partite di pallone e i culetti che ci popinano ogni santa sera. Svegliamoci, questi ci stanno prendendo per il naso e noi cittadini italiani, ripeto noi cittadini italiani siamo diventati una barzelletta, una macchietta a livello internazionale. Questa situazione che stiamo vivendo mi ricorda la decandenza dell'impero romano prima delle invasioni barbariche. A domani
    sandrone .
    Siccome nessuno mi toglie dalla mente che le manifestazioni in Italia sono pilotate, lancio una provocazione: perché nessuno manifesta per questo? Perché non ci mobilitiamo per PRETENDERE che si diminuiscano gli stipendi?

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