• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > Oliviero beha: «ma il nostro è davvero un belpaese?...
    23
    gen.
    2009

    Oliviero beha: «ma il nostro è davvero un belpaese?»

    Condividi su:   Stampa

    da CronacaQuiIl giornalista: «La cultura è latitante, la tv alleva i ragazzi a suon di reality»«L’Italia del basso impero; della regressione culturale; della politica sbiadita da due poli che risultano complementari; della prostituzione accettata, promossa e valorizzata co­me forma di realismo cinico. Metto in scena il mio malessere per una dege­nerazione che ha decisamente oltre­passato il concetto pasoliniano di mutazione antropologica, elevando a potenza tutti i suoi incubi». Lo spetta­colo “Italiopoli” di Oliviero Beha, in scena stasera allo Spazio Mil di Sesto San Giovanni (ore 21, ingresso dai 15 ai 10 euro), prende spunto dai dubbi di Pier Paolo Pasolini nella prima metà degli Anni ’70 e li elabora nella contemporaneità. Il giornalista fio­rentino, che torna in teatro dopo “Vo­levoesserepasolini.com”, denuncia un imbarbarimento a 360 gradi della società: dalla politica all’informazio ­ne libera solo in apparenza.

    «Oggi la politica è solo esercizio di potere e denaro: un comitato d’affari perma­nente. La cultura è latitante: ai tempi di Pasolini c’era meno ignoranza. La televisione alleva le nuove generazio­ni attraverso i reality. E i mezzi d’in ­formazione sono al servizio di chi abita nei “residence del potere”. Sembra di vivere in una repubblica di Weimar all’amatriciana: la nostra è una democrazia svuotata del suo valore, a destra co­me a sinistra».La crisi etica della politica, dunque, è bipo­lare. Beha è scettico su una possibile solu­zione? Non ci salveranno gli attuali espo­nenti politici, perché sono loro i re­sponsabili del nostro degrado. Citan­do Einstein, non si può pensare di risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha creato. Fra i monologhi di “Italiopoli” ci sono anche parole sferzanti sulla presunta libertà d’informazione. Un giornalista schierato a destra può scrivere ciò che vuole sulla sinistra. La stessa autonomia a parti invertite. Invece posso affermare con cognizio­ne di causa che è I-M-P-O-S-S-I-B-I-L­E dire la propria opinione su entram­bi gli schieramenti, rispondendo con onestà ai dubbi dei lettori e seguendo unicamente il proprio codice deonto­logico. La libertà di espressione è circoscritta ai singoli orti della politi­ca. I giornalisti sono come gli indiani d’America: liberi, ma soltanto entro i confini delle loro riserve. Quali sono la cause? La stampa italiana non ha mai brillato per indipendenza. La figura dell’edi­tore puro è una chimera. Per fare un esempio fra tanti, c’è l’editore che è un costruttore di case e difende la propria attività usando i suoi giornali. Un altro problema è il bipolarismo: la stampa ha semplicemente scelto uno dei due padroni. La domanda più frequente è “tu da che parte stai?”. Se rispondi “dalla parte della verità”, sei visto come un marziano. Altrettanto critico è il pensiero di Oliviero Beha sulla televisione. Secondo gli italia­ni, la realtà è quella che mostrano le te­lecamere. La televi­sione ha abolito la vita reale. Le nuove generazioni non crescono più a scuola, ma davanti al piccolo schermo con la De Filippi e la Ventura . Come mezzo di comuni­cazione io preferisco il teatro e la radio: nelle trasmissioni televisive si nota solo se c’è un litigio. E l’assurdità più grave è che si ricorda il battibecco, ma non la ragione che ha scatenato il contrasto. La tv generalista, per lo più, diffonde uno stile di vita di bassa qualità. Inoltre esalta un tenore di vita che spesso non coincide con il vero vivere quotidiano. In assoluto qual è la sua preoccu­pazione più forte? Alla mia età si pensa ai figli, ai nipoti e alle loro opportunità per l’avvenire. Il futuro ci è stato rubato. E questo furto, culturale prima ancora che eco­nomico, mi fa disperare. Luca Benedetti________Info allo 02/36592544
     

     commenti
    Commenti
    3
    Lascia un commento
    Anna Edna .
    margherirosa, ti leggo oggi e quindi eccomi velocemente a te con due righine di saluto e ben ritrovato, oltrechè condominiali pure domenicali, a mò di "Eleuterio e sempre tua", -perla vera- di due signori che, da dichiarato radioamatore, ben ricorderai: ma come perdere oggi le perle del pirla? Non sfuggono neppure oltreconfine... Dopo l'evocazione della fortezza di Buzzati (ma noi ce l'abbiamo la pazienza di Giovanni? Io shcànto assai, perchè guardando intorno sembrerebbe di sì)) il lampo del cabarettista!..."Tanti soldati per quante sono le belle ragazze!...mah, chissà, frequentando i desolanti parterres di sua diretta derivazione e manipolazione -politico e televisivo- popolato da mascheroni rifatti e gonfiati (due a caso: solita sorella carluccia pomicina e gruber tuttabocca e dal medesimo prefazionata) di cui anche sua lady veronica/Miriam è testimonial e che hanno lo stesso appeal delle bambole di gomma penserà sia un patrimonio "naturalmente" estinto che non costerà poi caro proteggere, solo, invece che coi soldati usati come giocattolini di piombo, le belle figliole veraci e procaci che nella realtà quotidiana continuano ad esistere e distinguersi l'una dall'altra, alla faccia dei chirurghi creatori di mostri, non sarebbe meglio proteggerle facendole circolare in strade ben illuminate di sera (anche nelle periferìe) e offrendo loro Scuola/scuole e posti di lavoro più sicuri ed accessibili di quanto non siano oggi? Invece di agitare la bugiarda bandiera dello stupro alla cui crescita e visibilità hanno lavorato parecchio, se è vero com'è vero, che è da quando ci sono lorsignori che lo stesso è aumentato in quantità diciamo funzionale; esattamente come l'immigrazione clandestina vergognosamente strumentalizzata oltrechè, prima, sfruttata. Qualcosa, anche nelle cronache odierne, mi ha fatto pensare ad Oliviero nostro, quello del pasoliniano "io so", quindi tutti sappiamo o dovremmo sapere, e quindi agire, invece c'è un immobilismo da sortilegio di Piombofino; occorre dare più occasioni alla gente per decidere di andare a "pensare" almeno a teatro; altrimenti, come dice il nostro, nel recinto domestico siamo ostaggio di chef politicizzati e di giornalisti camerierizzati, e pure ignoranti, a tal proposito, spero che Oliver abbia perso la chicca di Giorgino al Tg1 delle 13.30 dove, in chiusura, dando notizia della valanga l'ha localizzata nel massiccio delle Tòfane, da pugliese avrà pensato alle còfane di cozze, a me ha fatto pensare a figlie di S. Tòfano, ma chi li piazza stì cattivi lettòri pagandoli come buoni giornalisti? Adesso porto fuori il cane, voglio tornare in tempo per il TG3, sapendo quanto Oliviero sia su certe cose moravianamente -pinòlo-, e perDìo, lo sono pure io! nel caso l'avesse acchiappata, voglio sentire se riesce a infilarla nei suoi pochi minuti come già fece per l'egìda gelminiana. h 18,20) scappo, un caro saluto A. Edna
    margherirosa .
    [p.d.s.: è inutile sforzarsi di capire se è stata una bella partita, conta la vittoria e i tre punti…e già il pubblico si è divertito, e anche se la Juve è stata forse un tantino troppo “fantozziana…” sì, ma ciò significa che non si potrà che migliorare… Ciao-ciao, caro Oliviero, è stato davvero un piacere…., e proprio come dicono ora in Radio, delle probabili polemiche non ce ne cosa granchè…]. Saluti.
    margherirosa .
    Annarella, questa e-mail è per te, e quindi è di tipo condominiale, ma non solo [e ai più intelligenti capirne il perché]. Innanzitutto: i versi sono di Pierro; conosco un tantìno meglio posti, belli, come Pietrapertosa etc… delle ormai famose Dolomiti lucane, e conosco molto meno Corlèto se non per noti fatti legati al petrolio, e ai danni sì [come a Oliveto etc…, ad esempio] proprio di questi ultimi giorni……; la rabatàna o rabàtana, che dir si voglia, di quei paesini, è davvero sensazionale… e lo spettacolo-panorama e tutto quanto è quasi-unico; i piccoli paesi sono / dovrebbero essere la nuova ricchezza di una regione come la nostra in particolare…; quanto invece a quel “ s’ Ddìj vòl’ ”, beh io la penso un tantino diversamente, e ciò senza esser assolutamente bigotto, antiquato o altro…; sì ho poi casualmente scoperto che è una frase ‘tipica’ ma che per vari motivi è indigesta a tante altre persone che conosco, giovani e non, e con motivazioni-spiegazioni assolutamente personali quindi diverse…, e inevitabilmente a volte più o meno comprensibili-o-in-parte-condivisibili… e peraltro ad esempio si racconta che tante vecchiette usassero far riferimento nelle loro preci alla còria [cfr: la còtica di maiale; peraltro eccezionale] e al fatto che dovesse /potesse chissà calar dal cielo come fosse “manna”, e bella-bella da far saltare in padella…, e già questo la dice tutta…; e il Picciarello [e non il “Ricciarello” del computer, che non conosco e manco lui stesso forse], purtroppo come ti dicevo non mi ricorda granché, ma niente di strano che ci son già passato più volte…?; invece, per quell’occhiolino di Oliviero, dico che adesso si mette pure ad ammiccare in Tv ?? [e Del Piero si è appena mangiato un gol, porca-zozza !!!]; dirumare: che verbo è…? [invece, Prandelli non si deve arrabbiare in quel modo !!]; quanto a G.Peck, l’immenso, lo ricordo semplicemente inimitabile già anche da Oliviero in particolare [piuttosto credo che pure il primo E.Solfrizzi, quello di Telenorba, di anni fa, quello non troppo scolastico e tantissimo scapestrato, se già si impegnasse la sua sporca figura oggi la farebbe comunque…]; forse non lo sai, ma oggi Il deserto dei Tartari è stato evocato ben due volte [Del Piero ha appena segnato!]: da Silvio per dire delle elucubrazioni mentali di non so chi !, e forse sono proprio i suoi ìncubi, circa le cavolate che dice, e poi in un servizio del Tg3R su una nuova Caserma dei CC appena inaugurata e ideata sulla scorta di quel testo [la Juve qui per poco non raddoppia…][e chi c’è di più “tartaro” e pericolosamente “straniero” di Silvio stesso ??]. Per Canadese invece: solo per dirgli che non può manco immaginare quanto lo apprezzo, e voglio bene… A Zebra9, e perdonami, per sottolineare che la sigla sembra quella di un’auto della Polizia, sì come fosse una gazzella o altro…, e mi piacerebbe altrimenti sentire di un più inusuale coguaro o di un bue muschiato o di un orso…[e Gilardino segna ma è “palesemente” in off-sìde….]. Saluti cari […anche se purtroppo anche bagnatissimi, ed anzi quasi-fradici, perché proprio non smette di piovere……!!!]

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook