• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > E pasolini che ne dice?
    12
    feb.
    2009

    E pasolini che ne dice?

    Condividi su:   Stampa

    In riferimento alla lettera del signor Cristian Pedrotti riguardante un aneddoto ferroviario.-----Stimato Beha,lei mi perdonerà, ma se Pasolini fosse stato in vita e questa letterina di lamentele fosse arrivata tra le sue mani io credo che la reazione sarebbe stata un po' diversa, come sa chi ne ha letto le numerose lettere aperte offerte in risposta a studenti, operai ecc. Ma devo pensare che lei, di nuovo, motivatamente o no, lascia il suo sito scivolare per inerzia.

    Ebbene, Pasolini non si sarebbe limitato a dare voce al bravo ragazzo di turno, che ci ricorda un Harry Potter de noantri, bensì lo avrebbe incalzato con rilievi aspri su quanto ha scritto e molto probabilmente avrebbe concluso aggingendovi un suo giudizio, un commento. Stiamo pur certi che in tale conclusione Pasolini non avrebbe ringraziato il giovanotto sospirando con lui sulla sfortuna che tocca a noi poveri italiani, non avrebbe condiviso con lui una rabbia che ricorda più una noia mal curata. Al contrario avrebbe inchiodato quella anima bella ad un giudizio sgradevole ma necessario, avrebbe individuato in lui il prototipo del piccolo fascista incosapevole.Non gli avrebbe fatto passare espressionicome: “…alla bella e sensuale studentessa che avevo di fronte”, perché un certo modo di esprimersi è segno evidente di una mentalità calcificata che nessuna buona intenzione e nessun civismo possono riscattare, nemmeno in parte. Il nesso, che emerge in forma di lapsus (non era assolutamente richiesto al racconto), tra la “sensualità” e l’essere “studente” gli sarebbe risultato indigesto come i cazzotti dei suoi assassini.
    Pasolini non avrebbe esitato a tirare una riga a mano libera su questo tumido souvenir che si spaccia per civismo.
    Pasolini avrebbe strigliato per bene il giovanotto e fors sarebbe riuscito a salvarlo dalla sua falsa coscienza, invece che plaudire al primo vagito di buon senso.Indulgenza? Non credo che comparisse sul suo vocabolario. La compassione che il nostro “ragazzo” sente nel suo cuore generoso di giovane verso una donna agé (e non più piacente come il “bocconcino”succulento seduto davanti a lui e a cui evidentemente avrebbe teso qualche imboscata se non fosse accaduto l’imprevisto che ci ha raccontato o forse non lo avrebbe fatto per codardia pieraccionesca) non è che un’indulgenza verso gli italiani tutti, intesi come volgo incivile, capace di scagliarsi con chi fa il proprio dovere (come faceva evidentemente il controllore) pur di nascondere le proprie mancanze antropologiche, organiche. Ella è una egoista isterica capace di sollevare “critiche sociali”solo una volta “beccata”, altrimenti avrebbe continuato a starsene sotto il suo sasso lavorando nell’ombra, nel suo piccolo, allo sfascio delle ferrovie e dell’Italia.
    Quanto al nostro compositore di letterine, in quella donna in età avanzata (nonostante non abbia che 50 anni circa) non vede più una persona con i suoi doveri, un cittadino. Egli vede una donna non più attraente, perciò degna di pena e d’ogni indulgenza, simile a quella che Hitler riservava al suo cagnolino, perché era solo una bestiola inoffensiva.Ricomposte in tal modo le componenti dell’eros inconscio ed essendo esse tanto pervasive da essersi lasciate ricostruire nel raggio di poche righe dattiloscritte, siamo liberi di dedurre la restante psicologia che muove l’autore del racconto e che ci restituisce l’immagine del perché meritiamo almeno una parte della nostra sventura.
    Di tale ritardo mentale, di una simile calcificazione maschilistico infantile non ci è dato ricostruire un percorso individuale, bensì una genesi collettiva, nazionale, antropologica, appunto. Tutta rotante attorno a pochi assi decisivi e mai risolti: il rapporto con la donna, il rapporto con la legge, il rapporto con il pensiero.
    Caro ragazzo, nonostante le sue intenzioni di voto, nonostante la sua coscienza acqua e sapone, lei è un fascista. Si informi! (citando Totò).
    Davanti alla obiezione, sempre in agguato oggigiorno, che una simile requisitoria sia eccessiva e rappresenti una esagerazione non dovuta, cosa si potrebbe fare se non stendere un velo pietoso?
    Caro Beha, spero che in futuro avrà più tempo.La ringrazio e, con stima pasoliniana, la saluto.Francesco Iorio

     commenti
    Commenti
    13
    Lascia un commento
    elenaronconi .
    Il tipo nè conosce Pasolini, nè conosce i controllori. forse viaggia in un altro modo, in un altro mondo. Lasciamolo alla sua paranoia letteraria: si potrebbe sempre dare il caso che dimenticato il biglietto a casa, venisse agganciato da un controllore sadico, come quello descritto nella " letterina" come lui indica. Dio Mio. ps ma quante Bestie di Satana circolano...IN ITALIA??????
    achillide .
    Caro Paolo ti sbagli sul famoso. Neottolemo, il figlio di Achille, è unicamente famoso per essere figlio di cotanto padre e per aver ammazzato Priamo re di Troia. Ma io con questo nome, non ne facevo una questione di fama. Il mio voleva essere un omaggio a tutti i padri nel considerarmi non solo me stesso, ma me stesso in quanto figlio di un padre.Nel merito e come la penso sulle ferrovie avevo scritto in un post precedente.Consideravo e considero volgare e fuorviante oltre che megalomane, accostare Pasolini a questa misera vicenda.Comunque ti chiedo scusa se la mia risposta ti ha deluso,la prossima volta cercherò di fare meglio.:-))
    cpedrotti .
    Dopo l'ennesima truffa perpetrata da noi pendolari ai danni delle Ferrovie ritratto tutto e mi schiero con i controllori ! E per questo ringrazio quello di stamane, che senza guardare in faccia a nessuno o fare considerazioni su sesso (si può dire?) o età ha "beccato" una ragazza (per carità, nè bella nè brutta, nè sensuale nè repellente, nè simpatica nè antipatica... anzi forse non era nemmeno una ragazza in effetti) che se ne era inventata una nuova: pensate, salita a Romano aveva fatto un biglietto per Milano, ma subdolamente non aveva fatto un "Romano-Milano" ma un "Milano-Romano". Il controllore sapendo il fatto suo, le ha contestato che avrebbe potuto riusare quel biglietto anche per il ritorno e la cosa era contro il regolamento. La furbetta ha ribadito che il biglietto ormai era timbrato per cui non capiva l'obiezione, come se non fosse noto a tutti che un biglietto regolarmente timbrato in realtà ha una certa durata di validità e quindi appunto riutilizzabile entro quella durata. Non contenta (evidentemente la perfida aveva studiato tutto nei minimi dettagli) ha provato a insistere sul fatto che una volta contro-obliterato in vettura (con quella macchinetta che fa i buchi...) la validità scade in quanto la perforazione conferma che è già stato utilizzato "davvero". Ma il nostro eroe non si è fatto incastrare: il regolamento è chiaro e non si può usare un biglietto su tratta contraria, anche se pagato, timbrato e obliterato. €53 di multa. Ma non è finita, dato che la nostra pendolare non aveva contanti ma solo carta di credito (che borghese non trovate?) per cui si trovava costretta a dare un documento di identità per l'invio della multa a casa. Certo la multa lievitava a €103. E lì il controllore ha avuto un cedimento: con troppa magnanimità le ha concesso di arrivare fino a Milano Centrale. scendere, precipitarsi alla biglietteria, fare un biglietto Romano-Milano e tornare al binario in tempo prima che il treno ripartisse per fare vedere a Lui e solo a Lui il nuovo biglietto regolare e sistemare così la cosa. Se non ci sono stati imprevisti o coda allo sportello o simili la ragazza se la sarà cavata semplicemente pagando due volte la stessa tratta, altrimenti le arriverà a casa una multa di €103, ma le sta bene, così impara a studiarsi a memoria tutto il regolamento di viaggio invece di inventare trucchi così meschini.
    Chip En Sai .
    Paolo... tu dici... "Non vi è riuscito certo CHIP EN SAI, il quale ha accostato Pasolini alla Englaro"!... E meno male che ho fatto a Francesco solo una domanda che occupa mezza riga!... Io non ho affatto "accostato Pasolini alla Englaro"... ma avendo appunto ben colto il significato dell'intervento di Francesco e la sua convinzione di possedere gli strumenti analitici di Pasolini ne ho subito approfittato per conoscere come Pasolini si sarebbe espresso sul caso Englaro... che ormai è diventtato un argomento di grande interesse nazionale!... Quindi... io... sono solo curioso di sapere quale sarebbe stato il ragionamento di Pasolini per stare da una parte o dall'altra delle due posizioni in campo... pro o contro l'eutanasia!... Per il momento mi fermo qui! .-|
    paolo .
    Carissimi tutti, entro nella discussione in soccorso del signor Iorio. Mi pare infatti che nessuno degli scriventi, neppure il felicemente sposato CPEDROTTI, sia riuscito ad intendere il significato della sua lettera. Come del resto si è affrettato lui stesso ad ammettere, chiedendo al malcapitato Iorio di abbassarsi al suo livello. Non vi è riuscito certo CHIP EN SAI, il quale ha accostato Pasolini alla Englaro, forse non sapendo che il grande poeta ha passato l'ultima parte della sua esistenza a scagliarsi contro il pensiero "tecnico", quel medesimo che oggi ci parla di "eutanasia". Nè lo ha compreso il buon SANDRONE, che, dopo aver detto "che palle questi radical chic", ha aggiunto che nel nostro paese siamo sommersi dalla volgarità. Del resto ad essere incoerenti, coi tempi che corrono, non ci si perde proprio nulla. E' riuscito, allora, nella impresa eroica il nostro ACHILLIDE? Macchè (eppure dal suo nome avevamo tanto sperato), a sua detta, infatti, non val la pena "scomodare Pasolini per proprie interpretazioni", vebbene, allora lo lasceremo riposare all'idroscalo, dove non può nuocere a nessuno. "Sproloqui fuori luogo pieni di insulti e frustrazioni", il breve commento della signora DIPIETRO, la qual pure lei non ha potuto fare a meno di contraddirsi, offendendo il signor Iorio e rivelandoci le sue frustrazioni. Le idee chiare, la disturbano? Troppa virilità? Quanto a lei, stimato IORIO, non smetta, la prego, di scrivere cose come: "non è che un'indulgenza verso gli italiani tutti, intesi come volgo incivile, capace di scagliarsi con chi fa il proprio dovere (come faceva evidentemente il controllore)". Non è forse vero? Non era dovere della signora pagare il biglietto? Quanto agli altri commentatori vi inviterei, in futuro, come si fa con gli scolari, di attenervi al testo... e di pagare il biglietto! Guido
    Chip En Sai .
    Francesco... "E Pasolini che ne dice?"... del caso Englaro? .-|
    cpedrotti .
    Ringrazio chi ha capito il senso della mia lettera, indipendentemente dalla propria idea. Accolgo sempre con interesse e attenzione critiche, appunti o diversi punti di vista, quando non offensivi o deliranti. Buona Giornata. Cristian
    sandrone .
    Diatriba fine a sé stessa! Cristian ha segnalato un fatto, ha raccontato un episodio di quotidianità. Pasolini può o meno far parte del proprio bagaglio culturale, bella la provocazione, mi sa però di speculazione retorica! E' bello interpretare la quotidianità e filtrarla con la letteratura che ci è cara, e per trenitalia va bene l'Inferno di Dante, va bene Pasolini, va bene Edgar Allan Poe... va bene tutto. Va bene anche indignarsi per la scortesia dilagante: se Cristian ce lo ha raccontato è perché è rimasto colpito. Che palle questo atteggiamento radical chic, che palle questo voler a tutti costi "elevare" i toni! La scortesia in Italia è un fatto! Il pendolare vive una vita difficile, ed anche questo è un fatto. Fatti di ordinaria follia, ma fatti.
    allupallup .
    Che squallore... Francesco Iorio sposta completamente il senso del discorso del sig. Pedrotti verso lidi pieni di parole che, francamente, non trovano alcun legame logico con quello che si voleva denuciare. E per favore, Iorio, non scomodi Pasolini! E non metta in bocca a Pasolini cio' che non avrebbe mai detto (strigliare il giovanotto? salvarlo dalla sua falsa coscienza?)! Per non parlare della frase di Toto' usata in maniera totalmente inopportuna (e delle righe riguardanti Hitler cosa aggiungere?). Mah, preferisco fermarmi qua sottolineando il mio piu' totale sdegno verso chi crede di giocare in serie A mentre muore in serie Z.... Ulteriori parole sarebbero veramente sprecate dietro a queste speciali Iorio-elucubrazioni. Coraggio sig. Pedrotti, credo e spero che di Iorio ce ne siano pochi... allup
    mario977 .
    Vorrei spezzare una lancia nei confronti dei "Povero pendolare". Faccio pure io parte della categoria e leggendo la lettera e la risposta del Sig. Iorio ho provato ad immaginare questo ragazzo. Lo immagino come una buona persona, semplice, di cuore, il classico ragazzo "di campagna", un Garrone, anche fisicamente, dei giorni nostri, che per la legge di Murphy avendo preso del fascista è sicuramente di sinistra. Corpulento con due belle guanciotte rosse, con la sua mogliettina per cui stravede, innamorato della figlia e della vita. Un bravo ragazzo quindi. Pero' in questo caso, a mio modesto parere, Cristian viene distratto dalla frustazione del pendolare e dai propi valori che lo obbligano a prendere le parti della persona piu' matura, in ogni situazione. Doveroso il commento alla spocchia del controllore, ma la signora era completamente in torto, è voleva evitare le conseguenze derivanti dal propio errore, con una protesta giusta ma fuori luogo in quella situazione. Intravedo in Cristian, al quale va tutta la mia solidarietà, sicuramente una persona di spirito che non se la prenderà per il mio ritratto scherzoso. Buona giornata a tutti.
    nicolettadipietro .
    La invito a rileggere con attenzione la lettera del Sig.Pedrotti e capire dal punto di vista di "Chi" erano rivolti ragionamenti riguardo la studentessa sensuale ecc.... Credo che il suo sproloquio fuori tema,pieno di insulti e frustrazioni ,riveli tutt'altre insoddisfazioni e convinzioni(se pur genericamente correte). Lei sarebbe assai più interessante per Pasolini.
    cpedrotti .
    Mah... Accetto la critica e la diversità di vedute sui protagonisti anche se l'ideale sarebbe stato assistere e farsi un'opinione (capisco non fosse possibile e per questo la scuso). Non pensavo (e non penso) che definire sensuale una ragazza sia carico di tutte queste implicazioni politico culturali (l'omaccione non le ispirava analoghe considerazioni?), intendevo solamente elencare 2 casi in cui l'intervento solitamente è ben diverso (non sto immaginando, ho visto la differenza). Mi sembra piuttosto che le sue considerazioni su eros, bocconcini e implicazioni varie denotino suoi particolari problemi al riguardo e non c'entrano nulla con il tema centrale ovvero, molto più banalmente, lo stato delle ferrovie, il disagio di chi viaggia, la solidarietà e la protesta solo verbale e mai attiva, la pigrizia che ci spinge a non fare nulla il più delle volte (difetto che mi sono attribuito in primis). Non accetto invece le sue sballate e farneticanti considerazioni circa implicazioni fasciste, paragoni Hitleriani ed Harry Potteriani, condite da ironie sparse un poco ovunque e di dubbio gusto, ma anzi la inviterei a scusarsi (nel caso stia attento a non farsi male cadendo dal piedistallo su cui si è insediato). Comprendo di non essere al suo livello di introspezione filosofico-esistenziale, ma la invito comunque ad abbassare i toni e non ergersi a giudice assoluto esprimendo certezze e sentenze senza alcun fondamento: forse riuscirebbe a cogliere l'essenza dei discorsi di noi pover'uomini che la infastidiamo quotidianamente. Sarei infine curioso di sapere se ha mai viaggiato con una minima regolarità (anche se è un aggettivo incompatibile con Trenitalia) su treni di pendolari. Concludo con una rivelazione che troverà sconvolgente e ulteriormente squalificante della mia persona: non sono un giovane aitante e sbavante di pulsioni sessuali come ha brillantemente dedotto da una sapiente analisi dei significati nascosti della mia "letterina", ma un lavoratore, felicemente sposato e con una figlia, che viaggia da 5 anni pagando regolarmente il biglietto e chiedendomi per quale dannato servizio, di cui la più lampante evidenza è solo la trasformazione delle previste 2 ore di viaggio (considerando andata e ritorno) in circa 2 ore e mezza di media, facendomi quasi sussultare di piacere per ritardi sotto i 10 minuti e sedili non troppo sporchi (e la prego di non lanciarsi in nuove elucubrazioni per il solo fatto che ho usato la parola "piacere"). Buona giornata (ammesso che sappia GODERSI la vita). Cristian
    achillide .
    Più che obbiettare sono daccordo nello stendere un pietoso velo sull'articolo. Scomodare Pasolini per proprie interpetrazioni mi sembra non solo eccessivo ma decisamente da psicanalisi. Chiaramente non per il ragazzo.

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook