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    03
    apr.
    2009

    Ci chiamano “para”

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    Salve, sono una titolare di parafarmacia, ho visto oggi su youtube un video della trasmissione Exit del 21 dicembre 2007 in cui si parlava di farmacie e liberalizzazioni. Ho apprezzato la sua capacità di tenere testa alla presidente di federfarma che con una acrobatica performance tentava l'ennesima mistificazione dipingendosi santa, pia e votata alla tutela della salute pubblica. Io come tutti i miei colleghi che hanno voluto credere nella liberalizzazione viviamo sulla nostra pelle l'incertezza della sopravvivenza eppure continuiamo a lavorare da oltre un anno a reddito zero. Nessuno ci da voce mentre ovunque sentiamo politici e farmacisti titolari che pur incapaci di argomentazioni dal contenuto logico e condivisibile, straparlano.

    In senato questa settimana sono in calendario per la commissione sanità(12a) due disegni di legge la 383 e la 950, lo sa chi è il senatore nominato relatore? Colui che dovrà spiegare a tutti i senatori di cosa trattano questi due disegni di legge. D’ambrosio Lettieri, farmacista titolare, presidente dell’ordine dei farmacisti di Bari. Mi chiedo che Paese è il nostro?! A decidere del nostro futuro è, praticamente, la nostra controparte. Siamo farmacisti e ci chiamano “para”, ci dicono che siamo commercianti e che non contribuiamo ad offrire un servizio farmaceutico/sanitario. Parlano di requisiti e di controlli. Mi sono laureata a Roma con il massimo dei voti mentre i miei colleghi, figli di farmacisti, migravano alla ricerca di atenei più confortevoli e impiegavano mediamente 2/3 anni più di me a laurearsi.Nella mia parafarmacia in poco più di un anno abbiamo avuto due visite della guardia di finanza ed una dei nas. Infine ci dicano quali sono questi requisiti, così che possiamo ottemperare e farli contenti. Vogliamo esercitare a pieno la nostra professione. Ne abbiamo i titoli ed il diritto. La prego di volerci aiutare a far valere le nostre ragioni. Vania P.

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    margherirosa .
    …e nel Tg1 delle 20, una ampia pagina sul processo a carico del barone e miliardario, responsabili [e assenti in aula, probabilmente], ovvero i cosidetti “re”, dell’eternit-amianto; così come ampie le pagine presenti nella cronaca di Televideo [148 e 149];…nel mentre Mediavideo si occupa di dare e fornire il più ampio risalto alle prodezze, ennesime, verbali-&-non, di mister Silvio, ovvero colui che potrebbe ormai esser ribattezzato come il turco di Arcore o re del…… Saluti. [p.d.s.: in questo momento l’Inter ha appena vinto con l’Udinese…, mannaggia la pupazza…, mannaggia…… !!!].

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