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    31
    mag.
    2010

    Imperterrita, continuo…

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    di Marika Borrelli"Insomma, noi si fa di tutto per aumentare l’autocoscienza femminile sulle questioni di genere. Ci danniamo per fare mail bombing contro le trasmissioni indignitose per l’immagine della donna (La Pupa ed il Secchione per intenderci, o la pubblicità di un “caffè in bottiglietta” tipica di FX su Sky), ci tiriamo addosso l’ironia di maschietti intellettuali che ci prendono per santemariegoretti piuttosto sdegnate, spulciamo le riviste internazionali per assimilare qualche buona pratica attuata in altri Paesi, ci dobbiamo pure sorbire che il Rwanda ha più donne in Parlamento che non in Italia, e poi che scopro?

    Tiro il respiro e segnalo.
    1)  Che c’è di male a leggere hard-fiction o vedere film hard-core? (anche su D di Repubblica 15/5). Anzi, visto che nelle “opere” esistenti il ruolo della donna è tutto rivolto al piacere maschile e che spesso le donne si annoiano (quali? quante?), proviamo a fare film e scrivere libri ribaltando lo scopo, sta scritto pure in maniera filosofeggiante: “Teoria delle luci rosse”. 2) Notizia sul web: le uruguayane fanno il porta a porta per vendere oggetti erotici femminili. Con una valigia tipo rappresentanti del Folletto, organizzano tea-parties e tra una chiacchiera e l’altra tirano fuori aggeggi ed accessori pour le plaisir des femmes. In un paese tradizionalista e cattolico, questo è l’unico modo per poter pubblicizzare e vendere merce richiesta, si legge. Lo chiamano marketing per nobilitare l’attività.
    Ma come? Scomodiamo Mary Daly, Luce Irigaray, bell hooks (scritto proprio così in minuscolo, ma è una grandissima african-american), Loredana Lipperini, Ariel Levy e pure Silvia Ballestra; ci raccontiamo che abbiamo sbagliato a tenere in vita un femminismo d’antan inutile nella sua asprezza; ci convinciamo che possa esistere una terza via con Elisabeth Badinter, e poi dobbiamo interessarci delle bruttissime copie di Erica Jong (nel senso di romanziere porno-soft) e della ricerca del piacere da parte delle donne attraverso merchandising erotico?
    Ma no. Non si fa così.
    Il piacere delle donne è tutto nella loro mente. È quella va curata, allenata, tranquillizzata, amata.
    Il resto è pacottille.

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