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    10
    giu.
    2011

    Oliviero beha: ”il centrosinistra s’è mosso tardi”

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    di Rosamaria Aquino per Il Quotidiano della BasilicataDa settimane è in video anche agli orari più improbabili per parlare di acqua, legalità, nucleare. Cosa votare lo va scrivendo ovunque la sua penna sia ospitata, oltre che sul Fatto Quotidiano, dove lavora. Ma siccome non è mai troppo e il bello del referendum è che il voto si dichiara, noi glielochiediamo lo stesso.Oliviero Beha, cosa voterà il 12 e 13 giugno?«Voterò sì a tutti e quattro i referendum. Anche se più che il risultato in sè - ovvio che spero vinca il sì - mi interessa riportare le persone al voto».Crede che non si raggiungerà il quorum?«Qui è un altro il discorso da fare. Su cose così importanti il referendum ha un valore di suo. Per cui anche No, ma vadano a votare. Certo l'astensionismo è alto, come abbiamo visto alle scorse amministrative, e la gente si capisce benissimo perché lo fa».

    Ce lo spieghi.«Perché la politica non è più tale. La chiamiamo così per convenzione. Si tratta piuttosto di comitati d¹affari. E l¹antipolitica, come la chiamano, quella non è antipolitica, ma è l¹anti comitato d¹affari. E’ l’intera classe dirigente che negli anni l’ha trasformata così».Non ha la sensazione che questa chiamata alle urne non tiri abbastanza?«Certo che tira. Ma ormai le elezioni sono gare tra figurine. E¹ la televisione ad averle rese tali. E¹ un teatro, un teatrino in cui ogni tanto si trova anche qualcuno di rispettabile, ma il resto te lo fanno vedere solo come leader, ipoleader, paraleader, paraculi… I temi non sono quelli dell’agenda reale».Secondo lei votare e quindi decidere direttamente può restituire all’elettore la sensazione di fare politica?«Ma insomma, cosa c’è di più immediato dell’acqua o del nucleare? Cosa di più vicino di una giustizia altrimenti fatta su misura? Certo, bisogna scegliere, in questo caso per esempio, di mettere un legittimo impedimento al legittimo impedimento. Ma votare è comunque il primo passo per riappropriarsi di un proprio dovere. Poi, ovviamente mi auguro il Sì».Le è parso che tutti i partiti di centrosinistra si siao mossi con lo stesso impegno per promuovere il referendum?«A me è sembrato che siamo arrivati in extremis e ora stanno sfruttando l’onda lunga delle amministrative. Fino alla vigilia del primo turno la posizione del centrosinistra non era così netta e seria. Bersani che si incatena per l’acqua pubblica non l¹abbiamo visto…».C’è una scuola di pensiero che sostiene che questo referendum non debba essere politico.«Beh, è una scuola che non ha studiato. Il referendum come istituto è stato sputtanato. Se mi consente un neologismo ora dobbiamo riputtanarlo. Riputtaniamo il referendum, ora ne abbiamo l’occasione!».Il premier sostiene che voteremo tutti sotto l’effetto Fukushima, che ne pensa?«Che è perfettamente normale che conti l’effetto Fukushima. Certo che influisce e perché non dovrebbe? Io questa logica non la capisco, oltre che il Giappone con le sue centrali pare avesse problemi anche prima».Voterà sì all’acqua pubblica. Cosa risponde a chi sostiene che le società che la gestiscono sono degli inutili carrozzoni zeppi di clientele?«E’ difficile negare lo spreco d’acqua. Ma oggi il quesito non è questo. E’, piuttosto: come fare per rendere l’amministrazione pubblica più efficiente e meno truffaldina? Sennò guardi che, ragionando così, arriveremo al punto che il pubblico non funzionerà per fare funzionare il privato».Se la sente di fare un appello al voto?«Ma guardi, la settimana scorsa ero su Raitre a dare un voto al nucleare. Ho già parlato in diverse trasmissioni anche di acqua. E prima del voto sarò a parlare di giustizia, altro tema oggetto di questo referendum».Ne faccia uno per la Basilicata, allora.«In Basilicata dal 1966 c’è una zona (Trisaia di Rotondella, ndr) dove si trovano le barre radioattive custodite in una centrale americana. Letta, nel 2004, pregò gli Stati Uniti di venirsele a riprendere. Allora perché la Basilicata ha ancora quelle barre? Oltre al rischio, aggiungo io, anche la vigilanza. Sono 45 anni che gli facciamo la guardia a spese dello statoitaliano. Non basta questo per fare votare Sì? Non basta?».

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