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    27
    ott.
    2011

    Decreto Sviluppo: una “svendita della salute” agli operatori della telefonia mobile?

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    Comunicato Stampa A.M.I.C.A.
    (Associazione per le malattie da Intossicazione Cronica Ambientale)

    L’articolo 12 della bozza del DL Sviluppo (pubblicata il 25 ottobre 2011) riguarda la revisione dei limiti dei campi elettromagnetici in radiofrequenza, cioè quelli utilizzati per la telefonia cellulare, le radio, le TV, il Wi-Fi e il Wi-Max.Il DL Sviluppo prevede che le apparecchiature radio e i terminali delle telecomunicazioni, cioè i cellulari, gli smartphone o gli i-pad non dovranno attenersi ai limiti previsti cui al D.P.C.M. 2003, bensì ad una Direttiva europea del 1995. “La conseguenza è che ogni produttore potrà contemplare le potenze di campo elettromagnetico che riterrà più opportune per il prodotto”, commenta il dott. Giuseppe Teodoro, del Coordinamento dei Comitati Romani contro l’Elettrosmog. Lo stesso DL Sviluppo intende, inoltre, non applicare più il valore di attenzione di 6 V/m (stabilito dal decreto del 2003 per i luoghi ove la permanenza umana è superiore a 4 ore giornaliere)  per alcuni luoghi aperti come balconi, terrazzi, spazi aperti condominiali. Per questi si applicherà un più generico limite di esposizione (non è indicato, ma verosimilmente di 20 V/m). “Se approvato, questo decreto rischia di mettere seriamente a rischio la salute di milioni di italiani”, commenta ancora il dott. Teodoro.

    “Bisogna considerare, infatti, che i limiti di legge attualmente in vigore (6 Volt/metro), stabiliti dal decreto del 2003, sono già dieci volte superiori rispetto a quelli considerati sicuri da molti scienziati indipendenti. Questo renderà estremamente più facile, per i gestori della telefonia mobile, installare antenne vicino alle abitazioni, quando già oggi ci sono in Italia numerosi cluster oncologici, cioè zone in prossimità dei ripetitori che presentano un numero insolitamente alto di tumori e di altre patologie degenerative.”

    “A risentire di più degli effetti nocivi di questo decreto saranno in primis i malati di Elettrosensibilità – commenta il dott. Giorgio Cinciripini del Comitato Promotore della Rete Elettrosmog Free Italia – che già oggi hanno difficoltà a trovare abitazioni sicure lontano da fonti elettromagnetiche”.Un altro aspetto allarmante del DL Sviluppo riguarda la nuova modalità di determinazione degli obiettivi di qualità nelle aree intensamente frequentate. Questi non si calcoleranno più con delle misurazioni in un arco di tempo di sei minuti, per farne la media, ma si farà una media di misurazioni sulle 24 ore.“E’ facile comprendere come questo si traduca in uno svuotamento stesso del concetto di limite di sicurezza perché i livelli molto bassi di campo elettromagnetico riscontrati di solito di notte, quando non si usano i dispositivi mobili, potranno compensare quelli sicuramente più alti delle ore diurne, quando il numero di utenti attivi è maggiore”, commenta l’Ing. Marcello Stampacchia del Comitato Promotore della Rete Elettrosmog Free Italia.

    “Il DL Svilppo intende esplicitamente favorire le esigenze tecniche della telefonia mobile e di tutti quei nuovi sistemi di trasmissione a banda larga senza fili. Se lo sviluppo economico, però, deve avvenire a spese della salute pubblica, si rischia di guadagnare qualcosa oggi per ritrovarsi inesorabilmente con un netto aumento della spesa socio-sanitaria nel prossimo futuro a causa dell’aumento di casi di cancro, disturbi neurodegerativi (Alzheimer, Parkinson), di infertilità, di insonnia, depressione, allergie e di tutte le problematiche legate alle radiofrequenze”, conclude la dott.ssa Francesca Romana Orlando, Vice Presidente di A.M.I.C.A.Proprio lo scorso maggio l’Istituto per la Ricerca sul Cancro dell’OMS ha classificato la radiofrequenza della telefonia mobile come cancerogeno di classe 2B e bisogna anche ricordare le numerose risoluzioni del Parlamento Europeo e la più recente risoluzione del 23 maggio del Consiglio d’Europa invitano gli stati membri ad abbassare i limiti di legge per le esposizioni elettromagnetiche, a prendere provvedimenti in favore dei soggetti affetti da Elettrosensibilità, come la creazione di zone bianche prive di emissioni elettromagnetiche”.

    La Commissione Internazionale per la Sicurezza dei Campi Elettromagnetici (ICEMS), di cui fanno parte esimi scienziati italiani, inoltre, sin dal 1999 chiese la diminuzione del limite di legge a 0,6 V/m, rinnovando la richiesta negli anni seguenti con risoluzioni dei congressi di Ischia, Roccaraso, Benevento, Venezia. La stessa raccomandazione è stata ancora supportata dal Rapporto del Gruppo Bioinitiative e dalla importantissima monografia ICEMS pubblicata nel 2010, nonché dal Consenso di Seletun pubblicato lo scorso inverno.“Per chi governa il nostro Paese, dunque, non ci sono scuse – conclude la dott.ssa Orlando – non possono dirci che non sanno dei rischi a cui andremmo tutti incontro con questo tipo di provvedimenti.”

    Contatti per la Stampa
    Giuseppe Teodoro Tel. 3476643318, info@noelettrosmogroma.org
    Francesca Romana Orlando: amica@infoamica.it
    Marcello Stampacchia Tel. Fax.054681022
    Giorgio Cinciripini Tel. 335 5932686

    Postato da Redazione
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