• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > Il vero messaggio alla nazione dell’ex premier
    16
    nov.
    2011

    Il vero messaggio alla nazione dell’ex premier

    Condividi su:   Stampa
    Mimino Quotidiano, rubrica a cura di Oliviero Beha
     
    Mimino Quotidiano, rubrica a cura di Oliviero Beha

    Ma sentendo e vedendo, o leggendone i resoconti di stampa, il messaggio che Berlusconi ha diffuso domenica nel tardo pomeriggio da Palazzo Chigi prima di andarsene, non avete pensato che fosse troppo ‘moscio’, non da lui nonostante il ‘boia chi molla’ imborghesito nel momento culminante del finale travolgente?
    Ve ne propongo un altro, secondo alcuni apocrifo peggio dei Vangeli. Fatemi sapere se non ha più grinta e non gli somiglia di più.

    “Cari italiani e italiane, soprattutto le seconde, cioè quelle che come campione rappresentativo credo di conoscere meglio. Adesso ve la dovrete prendere in saccoccia, e del resto se un bel gioco dura poco questo con me è durato moltissimo. Ho battuto tutti i record a Palazzo Chigi (come per altri, contigui versi a Palazzo Grazioli, Arcore, Villa Certosa ecc.) e qualche motivo per la mia lunghissima stagione ci dovrà pur essere. Ho trasformato l’Italia in un’azienda allargata, in una Mediaset onirica: per farvi sognare. Adesso siete costretti a svegliarvi.

    Del resto avete subito senza colpo ferire, come fosse la cosa più normale del mondo, mezzo secolo di Agnelli e di Fiat, con l’Avvocato dall’orologio sul polsino che anche se diceva “Piove!” e magari c’era il sole provocava un “oooh!” di meraviglia e di consenso, dalla stampa all’opinione pubblica. Io almeno mi sono preso direttamente le mie responsabilità. Si è vero, ho affondato il Paese, sono stato con voi sulla tolda del Titanic a cantare e ballare e tutto il resto, come quando facevo il pianista sulle navi da crociera nei miei anni verdi, anche perché sapevo e so di disporre di un elicottero se vedo la mala parata.

    Adesso IO mi risparmio le lacrime e sangue dei sacrifici e VOI invece ve la vedete con Monti, o con il callido Amato, o con chi per lui. So tutto di tutti, a partire da come funziona la finanza massonica internazionale, ma certo non ve lo rivelo oggi, in pochi minuti di discorso alla Nazione. Centellinerò, goccia a goccia, quando serve, come i cinesi… Quanto alle feste di piazza, potrei dirvi che sono rimasto male, che avete scambiato per debolezza un gesto di generosità e di responsabilità, che mi sento offeso dopo tutto quello che ho fatto per il Paese che amo, eccetera… Ebbene, balle. Avete sentito benissimo, balle. Non sono rimasto male, per niente, sono rimasto entusiasta di aver provocato questo bailamme di sabato sera, la sera tradizionalmente dedicata alla festa, ed io lo so perfettamente, meglio di chiunque altro… mi sarei offeso se ieri non ci fossero stati i fescennini, con l’Inno di Mameli, gli slogan, le urla.

    Uno spettacolo da prima serata, insomma: ma come, con tutto l’ambaradan coloratissimo che ho combinato trasformando la mia vita in un Bunga Bunga e la vostra in un desiderio di Bunga Bunga mentre le tetre opposizioni erano sempre più grigie dall’invidia (diciamolo, come recita sempre il camerata La Russa, avrebbero voluto stare tutti quanti al mio posto, a partire da D’Alema…ma non hanno mai avuto il fegato di dirlo agli italiani), nemmeno i caroselli contro di me che me ne vado?

    Con il Milan ho vinto – molto – e ho perso -poco-… e volete che non sia del ramo, che non conosca il popolo bue, le reazioni della gente, gli umori delle piazze? Dunque ripeto, politicamente  ‘ma anche’ economicamente prendetevela in saccoccia, mentre io mi alzo in elicottero. I marosi salgono, la colonna sonora per l’occasione del vostro Titanic è un disco melodico di Fabio Concato, ‘Il sabato italiano’, con in evidenza il refrain ‘E’ un sabato qualunque, un sabato italiano, il peggio sembra essere passato…’.

    Ecco, riflettete su queste parole, profetiche in qualche modo, di un cantautore che è meglio e più di un filosofo o di un Umberto Eco qualunque, uno che come Mike per la tv in ‘Lascia o raddoppia?’ aveva capito tutto del nostro popolo. Non a caso ho lasciato quasi subito da parte i Colletti, i Vertone e i Melograni per rimettermi a lui, il mio vero ‘professore’. E ricordatevi anche  il mio mantra preferito: se avete ancora la saccoccia, prendetevela in saccoccia. Dopo quasi un ventennio in cui vi ho tenuti allegri, almeno questo commiato me lo posso permettere. Vostro Silvio”.

    Non è dato sapere perché l’entourage del Presidente uscente e ormai uscito abbia poi scelto il messaggio andato in onda in luogo di questo, certamente assai più di impatto. Se saremo in grado, prossimamente cercheremo di rispondere anche a questo legittimo interrogativo dell’opinione pubblica.

    di Oliviero Beha

    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    1
    Lascia un commento
    Antonio71 .
    16/11/2011 alle 03:25
    Sì, l'apocrifo aderisce meglio al personaggio. Magari poteva dire anche "dopo un travagliato vertice con amici e parenti,per il bene del Paese e delle mie aziende...";sarà un caso, ma si è dimesso dopo aver perso un bel pacco di soldi in borsa. Esilarante Gianni Letta che lascia la politica per un quarto d'ora; poi lo ripropongono come badante di Mario Monti. Speriamo bene.

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook