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    dic.
    2011

    Ci salveranno le donne? Sì, no, forse… Ma almeno rispettiamole

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    Ci si guarda in giro, per cercare di rimettere in moto un Paese fermo, e domenica scorsa abbiamo visto in piazza le donne di “Se non ora quando?”, e “Se non qui, dove?”aggiungerei io viste le condizioni di assoluta discriminazione di cui soffrono in Italia rispetto a tutte o quasi le tabelle europee di riferimento. Ma prima di parlarne debbo alcune risposte a chi mi scrive e a volte lamenta la mancanza di “ricevuta”. Mettiamo insieme chi mi critica perché parlo sempre di Berlusconi e chi mi dà dell’ intellettualmente disonesto perché definisco “complementari” i suoi avversari anche nello spacciare l’ex Bel Paese come Grande Potenza negli ultimi quindici anni (cioè da quando i numeri ci danno in deciso e galoppante declino),e infine chi mi attribuisce vicinanza a Bersani e al governo tecnico, in questa fase sotto tiro per la manovra in corso, assai discutibile per non dire iniqua tout court.

    Allora: penso oggi e penso da molti anni che Berlusconi sia stata una rovina per l’Italia, per la sottocultura consumista degli italiani, per lo screditamento della politica già ben avviata su questa china prima di Lui. Ma scusate, con un Parlamento che ha votato a maggioranza la tesi del Priapo su Ruby nipote di Mubarak invece che semplice (o complessa?) escort o passeggiatrice interna, di che cosa stiamo parlando? Quindi questo commissariamento della politica e questo precipizio lo dobbiamo a chi ha avuto più responsabilità nell’ultimo ventennio: a chi, dunque?

    Quanto alla disonestà intellettuale, prego citare quando, dove e come la sinistra di opposizione “ma anche” due volte di governo e di “opposizione governativa” (leggi inciucio) spesso e volentieri, abbia aperto gli occhi agli italiani senza preoccupazioni elettoralistiche. Dunque sono correi, o almeno complici. Infine il governo tecnico. Con questi conti e questa legge elettorale era –temo-quasi obbligatorio. Ma alcuni membri del Governo dei Precettori, da Passera in giù, sono tutt’altro che illibati, la zona grigia della sottopolitica li lambisce continuamente, e la manovra ha tanto il sentore di non togliere ai ricchi (cfr. la questione “frequenze” o l’Ici vaticana…) e di giustiziare i poveri e miseri. In questo come in tutto o quasi Bersani è il Sor Tentenna, e se gli si vuol fare proprio un complimento è “unfit”, inadeguato alla gravità del momento storico e sociale.

    Le donne: mi ha fatto molta impressione che da sinistra (se la sinistra esiste ancora nelle teste, e non solo nella realtà groviera del mondo occidentale) si dia voce alle donne, alla questione femminile, alle quote rosa ecc., quasi fosse un repertorio. Bisogna farlo, ci mancherebbe, ma poi sul piano operativo anche se non accade nulla non è così grave…E da destra ( se politicamente esiste ancora e non è soltanto una questione di affari & denaro) specie mediaticamente si conti con soddisfazione l’esito non esattamente di folla dell’appuntamento domenicale di “Se non ora quando?”.Come a dire “Hai visto, si stanno spegnendo…”, oppure “sul palco c’era anche chi ha lavorato per Berlusconi”, quasi fosse quello il nocciolo. Il nocciolo siamo noi, donne e uomini di quest’Italia malata, senza un’identità né un’idea in testa, che va indietro nel denaro a fine mese per i poveri più poveri, mentre la classe media si è indebitata lasciandosi “ricattare” dal suo stesso tenore di vita consumistico e i ricchi sempre di meno ma più ricchi sono diventati le “stock option” di loro stessi: in questo contesto le donne sono più forti da sempre, perché hanno un’intelligenza della vita e del reale certamente superiore a quella dei maschi, anche solo per ovvie ragioni socio-biologiche di trasmissione della specie.

    Sono state emarginate e penalizzate proprio sulla base della loro superiorità, e questo non è soltanto ingiusto ma foriero di conseguenze socio-culturali pericolosissime, che avviano al sottosviluppo.In Europa, lo ripeto, siamo anche in questo discorso primario molto indietro.Dovremmo dunque benedire (alla lettera etimologica) e appoggiare questo movimento, non tanto e non  solo “la domenica” quanto tutti i giorni della settimana.E invece ecco qui, la recita sottosviluppata ci confonde la vista e lo schieramento tifoso ci obnubila ragione e sentimento. Quanto alle quote rosa, nutrirei un’avversione di principio.Ma una volta, anni fa, una ragazza giovane e bella, una poetessa sensibile, mi ha iniettato il dubbio:” Sai, senza leggi sull’ abbattimento delle barriere architettoniche, anche nel campo dei disabili saremmo ancora più indietro”. Il paragone era fortissimo, e doloroso: avesse ragione lei, mutatismutandis (che ad Arcore, così siete contenti e verifico se avete letto tutto, veniva tradotto diversamente)?

    Oliviero Beha per Tiscali Opinioni, 14 dicembre 2011

    Postato da Redazione
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