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    02
    dic.
    2011

    Di che segno sei? Ipocrisia, ascendente opportunismo: il vero oroscopo del Bel Paese

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    Di che segno sei? Ipocrisia, ascendente opportunismo: il vero oroscopo del Bel Paese
     
    Di che segno sei? Ipocrisia, ascendente opportunismo: il vero oroscopo del Bel Paese

    C’è una cappa di ipocrisia che avvolge l’Italia, dovunque si getti lo sguardo: dalla politica all’imprenditoria, all’informazione, alle questioni esiziali della vita e della morte. E questa ipocrisia si fonda sull’opportunismo, la codardia, la dissoluzione di qualunque idea di morale in un’amoralità diffusa verticalmente e orizzontalmente. Al punto  di far sostenere ad alcuni che essa costituisca il Dna più autentico degli italiani. Io non credo sia così, e penso piuttosto che dipenda dai periodi storici, e ovviamente da italiani e italiani. E’ la statistica dei comportamenti che oggi penalizza sempre di più i connazionali presentabili”. E comunque chi ha davvero l’autorità e la “competenza” per dire come sono gli italiani? Qui trovate una carrellata di nomi e situazioni, tenuti insieme con ago e filo dalla cronaca degli ultimi giorni: spuntature, per dare l’idea di quale sia il mare in cui rischiamo di affondare mentre si parla solo di spread, debiti sovrani e tagli.

    Monti. Ma davvero qualcuno pensava che avesse la bacchetta magica? E’ molto più presentabile di Berlusconi nelle stanze del potere nazionale e internazionale, certo, ma è una flebo per un malato grave e comunque viene dallo stesso tessuto di interessi in conflitto di cui era intriso Berlusconi. Il caso Passera rende l’idea. Ma c’erano altre soluzioni? Saremmo andati a votare con questa legge elettorale per gli stessi che ci hanno ridotti complessivamente (maggioranza e opposizione, non fate finta di non capire…) così?

    Marchionne. Per una vita, nel silenzio del potere e dei media, abbiamo assistito allo straordinario spettacolo della Fiat che se andava bene esportava soldi all’estero (la tragicommedia dell’eredità Agnelli -ancorché non raccontata pienamente- fa testo…) e se andava male mandava folle  in cassa integrazione a spese dei contribuenti, e adesso si discute di una frase di Marchionne, se ha detto o non ha detto che lascerà l’Italia? Non è meglio discutere del suo operato?

    Muti. Ha messo il dito sulla piaga: ce l’ha con chi parla male dell’Italia e porta i soldi all’estero (vedi sopra), con gli evasori fiscali e morali che danno lezioni ma razzolano malissimo. Sarebbe il criterio da usare con tutti: non mi interessa quello che dici di essere o per chi voti, ti giudico per quello che fai.

    Parlamentari in difesa del vitalizio. Stiamo per assistere a quel che pare a “scene di caccia in bassa politica”, se il Parlamento, ovvero parecchi suoi membri distribuiti in tutto l’arco politico, sta pensando a come non rischiare neppure un centesimo di tagli, dimettendosi addirittura se serve (a loro). Domanda: ma davvero pensate che essi voteranno leggi in questo senso, contro se stessi? Forse i “nuovi”, quando sarà, non certo questi cooptati che difendono il gruzzolo. Perché non li misuriamo su questo invece che su termini come “destra” e “sinistra” intaccati ormai dalla cattiva qualità delle persone che se ne imbandierano?

    Fini, Pd, Polverini, Bonino. Come dar torto a Sabina Guzzanti quando rinfaccia pubblicamente a Conchita De Gregorio di non aver scritto o fatto scrivere sull’Unità -che dirigeva- nella primavera 2010 alcunché a proposito dell’accordo tra Fini e Pd per promuovere alle Regionali la Polverini contro la candidata Bonino invisa al Vaticano (e non solo: l’aeroporto di Viterbo,una delle grane più grosse, non era il potere temporale della Chiesa a volerlo)? Era robetta interessante, non vi pare? Ha influenzato la nostra vita, almeno nel Lazio. Conchita si è schermita dallo scherno, dicendo inizialmente che “era chiaro a tutti”. Quindi non lo ha scritto. Bene. Piccolo asterisco. Non si diventa direttori di giornale per concorso, ma semplicemente per “contiguità” (che bell’eufemismo!) politica e/o personale. Bastava che lei lo dicesse pubblicamente e avremmo se non giustificato almeno capito…

    Garimberti. Idem come sopra. Dice che in Rai deve spirare lo stesso “vento di Monti” contro ” i veti della politica”. Ma perché, di che materiale è fatta la Rai ?Di tufo? E il suo presidente e i suoi dirigenti non vengono nominati attraverso le forche caudine dei partiti? Dunque di che si sta parlando? Quale “vento”? E con che criteri sono stati creati da Monti viceministri e sottosegretari, dopo la sventagliata di tecnici, sia pure “indotti”, al governo salva-debiti?

    Magri. Delicatissima, insolubile questione nella sua essenza quella del “fine vita”. Eppure grandi polemiche da tutte le parti su Lucio Magri e la sua scelta. Sono completamente d’accordo con Mughini, in questa stessa home page, con Sofri, con la medesima Conchita di cui sopra (a dimostrazione che quando possono esprimersi senza rischiare il posto o la carriera magari sono bravi tutti…): ognuno dovrebbe avere diritto a governare la propria vita, anche se in un Paese all’insegna del cattolicesimo e della sua millenaria interpretazione immateriale “ma anche” materiale la faccenda è dannatamente complicata. Quello che è ancora più intollerabile è specularci appunto “ipocritamente” e “opportunisticamente” sopra: non puoi sostenere che Magri si è potuto permettere il “fine vita assistito” leggi brutalmente “suicidio” in Svizzera (dove la legislazione lo consente) perché era un Vip, aveva i mezzi per farlo. Non puoi farlo senza consequenzialmente dedurne che allora, perché sempre brutalmente “se lo possano permettere senza distinzione di censo” devi legiferare anche in Italia in questo senso. Questa orrenda strumentalizzazione sub specie politica e mediatica (il caso Englaro in questo senso è stato una mostruosità senza pari) è la cosa peggiore: perché guasta il senso comune, il rispetto, l’autenticità, le scelte che rimangono avvolte nel mistero del tuo rapporto con te qualunque decisione si prenda, esattamente come il Paese è avvolto invece nella cappa dell’ipocrisia, dell’opportunismo, della codardia almeno intellettuale di cui all’inizio. E il cerchio dantescamente almeno per ora si chiude sopra di noi.

    Oliviero Beha per Tiscali Opinioni, 2 dicembre 2011

    Postato da Redazione
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