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    13
    gen.
    2012

    Come parlare dell’isola con la natalità più bassa d’Italia uscendo dal Villaggio

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    Da martedì scorso ci sono stati più lanci di agenzie di stampa per le reazioni al caso “Villaggio/pastori sardi” che per le dimissioni del sottosegretario a Palazzo Chigi, Carlo Malinconico, costretto a darle dallo scandalo sulle vacanze pagategli dalla “cricca” Balducci-Piscitelli “a sua insaputa”. Se l’infelicissima e offensiva sortita di Villaggio fosse di ieri, forse sarebbe competitiva come rassegna stampa con la bocciatura dei referendum sulla legge elettorale da parte della Consulta o con il salvataggio dall’arresto da parte della Camera per il casalese Nick Cosentino, il deputato Pdl per il quale Bossi ha “concesso la libertà di coscienza ai leghisti” nel voto di salvataggio. Di “coscienza”, sì, parola magica e forse appena appena fuori luogo…

    Torno sulla questione sarda dopo il Gennargentu di polemiche e comunicati partendo proprio da questo dato di risonanza mediatica, forse per ora il nocciolo della vicenda, perché dimostra inoppugnabilmente almeno due cose. La prima è che ho sbagliato nel modo di trattare l’episodio (ci torno subito). La seconda è che se l’offensivo paradosso di Paolo Villaggio, non una tesi di antropologia culturale su pastori e pecore dell’isola bensì la riesumazione di una vecchia e stupida battuta provocatoria, ha suscitato questo can can, forse non bisogna fermarsi al dito che indica la luna, ma arrivare alla luna stessa. Dove il dito – e senza altre appendici sconce per favore – è Villaggio e la luna lo status della Sardegna. Qualche elemento di fatto per chi non avesse seguito tutta la storia e magari è intervenuto “solo” sull’uscita di Villaggio, confermando la tesi (mi pare di Tocqueville) secondo la quale estrapolando una frase da un contesto potresti far andare in galera chiunque.

    La mia trasmissione su Rai Tre, il lunedì dalle 9 alle 10 del mattino, tratta di temi sociali per lo più serissimi, da vari punti di vista. Lunedì scorso la puntata “non” era dedicata alla Sardegna bensì alla condizione femminile al tempo del governo Monti e delle sue manovre economiche. Di questo si è discusso in studio con gli ospiti, ognuno motivato a essere lì per motivi diversi ma confluenti. Come in ogni talk-show, di buona o di pessima qualità, del resto. Nel caso di “Brontolo”, per tutto il tempo prima e per tutto il tempo dopo la disgraziata battuta di Villaggio, si è parlato della donna in Italia, con dati e servizi sulla Sardegna, la regione a più bassa natalità stracolma di problemi economici e sociali. Ho scelto servizi e spunti sardi proprio per questo. Quindi chi si lamenta del fatto che viene ignorata l’isola sul piano dell’informazione, abbia almeno la bontà di vedere “tutta” la puntata senza fermarsi al video “incriminato” di pochi secondi.

    Mi preme qui, non per me ma per chiarire il contesto, replicare la spiegazione e non la giustificazione per cui scientemente in un discorso serio ho tenuto bassissima, direi strisciante, l’attenzione alla provocazione villaggesca: l’ho fatto esclusivamente per non distrarre dal tenore dell’informazione e non perdere del tempo a colpi di insulti da strada. Come ho già detto e scritto anche qualche riga fa, forse ho sbagliato, almeno a giudicare da parte delle reazioni, giacché a dire il vero c’è stato anche chi ha condiviso la mia opzione del momento, in diretta, da sardo oppure da non sardo. Ma è stata (lo ribadisco) in ogni caso una mia scelta, non “a mia insaputa”. Questo per chi straparla di “coraggio dei sardi” che ci sarebbe voluto e altre amenità. Se ho sbagliato, ho sbagliato io per i motivi che vi ho ridetto. E nemmeno sto qui a rimarcare che gli insulti piovuti su di me , le censure contro la trasmissione o la Rai stessa ecc. ecc., la richiesta di silenziarmi, siano più vicine alla qualità del paradosso stesso dell’ex Fantozzi che a quella dell’informazione di “Brontolo”. Peggio per me.

    Ma dal dito bisognerà pure passare alla luna: dunque mi aspetto che chi ha identificato nelle offese di Villaggio e nella mia “tolleranza” ad esse il nemico contro cui sollevarsi, faccia lo sforzo di estendere tanta attenzione reattiva alle condizioni dell’isola. Parlo dei governanti come dell’opinione pubblica interessata da sarda o da non sarda. I problemi sono tanti, ed enormi. Nei confronti della questione sarda mi comporterò come ho sempre fatto o tentato di fare in qualunque circostanza.

    Niente sconti, nessuna committenza in un senso o nell’altro che non sia il desiderio di informare il più e il meglio possibile, nessun partito preso e invece la verifica della realtà. Uno dei prossimi lunedì “Brontolo” tornerà dunque in Sardegna in modo mirato proprio sulla “luna”, così che vedremo anche se le reazioni da cui sono partito qui, in questo articolo, riguardano soltanto il “dito”, con quel che ne conseguirebbe. Se fosse così, ma mi auguro di no e non lo credo, sarebbe infatti un’altra occasione sprecata e la spia di un atteggiamento sterile e autolesionista, che davvero i sardi come natura e cultura, i sardi che conosco da sempre senza tante ciance di “villeggiatura e Costa Smeralda”, non si meritano.

    Postato da Redazione
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    sardinia is not italy .
    21/01/2012 alle 18:02
    one more fuck you mr. beha
    fedora .
    16/01/2012 alle 14:36
    Nascono pochi bambini perchè i sardi si accoppiano con le pecore? Ed io che pensavo lo facessero con le cicogne!
    Giulia .
    15/01/2012 alle 11:28
    Con tutto il rispetto per i sardi e la comprensione per il fatto che tanti si siano risentiti per l'infelice battuta di Villaggio che, tra l'altro, non è stata l'unica, da parte del comico, mal riuscita nel programma incriminato, credo sia tempo di andare oltre. Mi sembra che Oliviero Beha si sia sufficientemente scusato e abbia chiaramente spiegato la sua scelta di non accentuare la caduta di stile del suo ospite. Mi chiedo: a qualcuno è venuto in mente in questo mare di critiche che in quel programma si parlava di donne, lavoro, disoccupazione, disuguaglianza, famiglia, stato sociale e tanto altro ancora? Possibile che, per l'ennesima volta, la voce delle donne non si fa sentire? Eppure la puntata di Brontolo era dedicata a noi e ai problemi gravissimi che tutte noi italiane di tutta la penisola, isole comprese, ogni giorno siamo costrette ad affrontare, spesso senza aiuti. Per una volta che un programma accende i riflettori su questi temi, tutto viene vanificato e anzi vengono crocifissi un programma che meriterebbe ben più ampio spazio, risalto e, sicuramente una diversa fascia oraria e un conduttore che, in quanto a schiena diritta, non ha certo rivali. Sono delusa dall'assenza delle donne, ripeto pur condannando totalmente l'infelice battuta e lo dico da lombarda o, come spesso i comici si divertono a definire, "polentona"... Da italiana vorrei che proprio le donne fossero più attente quando si parla di loro in modo serio. Rinnovo il mio rispetto per i/le sarde e la mia stima a Oliviero Beha. Giulia Giacomini
    homofaber .
    14/01/2012 alle 22:18
    Non ho seguito l'ultimo Brontolo by live (l'ho visto successivamente in streaming), ma conosco i paradossi - volutamente grotteschi, accentuati, quasi offensivi - che caratterizzano l'esprimersi (non dico 'comicità', sarebbe riduttivo e soprattutto non adeguato) di Villaggio, che da sempre condisce parole, opere e pensieri con la derisione dei luoghi comuni, attraverso canali - comprendo - non a tutti accessibili; e al tempo stesso, mi hanno più volte raccontato (e sottolineato) il tepore, la familiarita e la simpatia che Beha avverte e nutre verso la gente sarda, al di là della Sardegna e del suo azzurro iper-abusato e iper-contaminato. Credo che i sardi (veri) siano troppo intelligenti e disincantati per offendersi (o ancor peggio indignarsi) sulla scia di una battuta più o meno felice; e credo, altrettanto, che Villaggio sia troppo degno - e oltretutto navigato - per aver realmente pensato (o ancor peggio creduto) che le sue parole corrispondessero a realtà. E comunque non capendo di quale 'colpa' si sia macchiato il programma o il conduttore (tra l'altro, mi sembra sia stata subito sottolineata la scarsa ortodossia od ambiguità dell'espressione di Villaggio, pur senza giustamente censurarla), mi sembra volgarmente siliconato tutto il can can o il frou frou che ne è scaturito. Ripeto: i sardi sono gente fiera, perspicace e di poche ma sentite parole; e molti dei commenti letti ed ascoltati in questi giorni, non mi sembrano di loro essenza
    walter .
    14/01/2012 alle 00:33
    Governanti e opinione pubblica sarda sono troppo impegnati a far passare inosservati i problemi reali,vedi Quirra,vertenza entrate,cementificazione delle coste,radar,Porto Torres,La Maddalena,mazzette eoliche....e cosa serve a tale scopo? Un gran polverone mediatico,non c'è di meglio! Dr Beha ,ci sono Sardi che si indignano e si sentono offesi da queste nefandezze e non da miseri luoghi comuni . A nome di questi la ringrazio per il servizio pubblico che in radio e in tv, lei e i suoi collaboratori ci avete sempre dato.
    Giuseppe Aresu .
    13/01/2012 alle 20:47
    "Brontolo" tornerà dunque in Sardegna in modo mirato proprio sulla "luna". Bene, questo è una buona cosa. All’ora della trasmissione, per mia fortuna sono a lavoro, nel senso che faccio parte di quella minoranza che ha un lavoro. Aprendo la pagina di Tiscali News, ho avuto modo di leggere sull’accaduto. La prima cosa che ho pensato è stata: “Vuol farsi pubblicità sulla nostra pelle”, villaggio dico. Non sarebbe il primo. Come vede dico “nostra”, infatti uno degli aspetti è che si dica Sardi, non cagliaritani, nuoresi, seuesi, sassaresi ma Sardi. Quando capita un fatto dove i protagonisti sono di Roma, non si dice laziali. A mio modo questo scopre un vissuto di tutti, cioè i Sardi sono una cosa a se stante. Non solo perché viviamo nel nostro “scoglio” circondato dal mare, ma perché culturalmente siamo altro. Non meglio o peggio del resto d’Italia, altro. Per chi ha la pazienza di leggere la storia dei Sardi, queste cose sono note, anche nelle particelle siamo diversi, è scienza. Per la storia italiana, per chi lo avesse dimenticato, l’Italia Regno di Sardegna era. Leggendo le risposte dei lettori, al massimo tre, mi ha colpito un altro aspetto, nel dire cose “poco carine” nei confronti del comico, “picchiavano” personalmente, nel senso che non dicevano noi sardi e voi liguri ad esempio, e neppure i genovesi. Intelligente. Mi auguro che la visita nella nostra isola, sia occasione per il conduttore di mostrare la schiena dritta, che “come natura e cultura” e storia gli riconosco. Mi permetto di dare alcuni suggerimenti sugli argomenti da trattare. Massoneria, cemento, il Monsignor di Cagliari Mani, DA UNA PARTE. Dall’ALTRA PARTE sentire il precedente presidente Renato Soru, l’archeologo Lilliu, magari citare qualche brano, (dopo aver letto i suoi lavori) di un intellettuale valido e dalla vista lunga, Ugo Dessy. Forse si capirà molto della Sardegna. Non vorrei essere più del dovuto ottimista, comunque, buon lavoro.
    Ninni Loi .
    13/01/2012 alle 20:24
    Carissimo Oliviero,(mi permetto di darti del tu) sono Sardo puro D.O.C., voglio esprimerti tutto il mio sostegno al tuo lavoro (che seguo da anni)che dopo anni di esilio forzato dalla RAI (... perché un Signor giornalista come te il nostro servizio pubblico lo fa fuori?vedi E. Biagi ) si riaffaccia con un programma serio che tratta problemi seri .... non vorrei che per una scellerata battuta di un comico (che anch'io deploro ) il tuo rientro in RAI venga compromesso. Non so esprimermi bene nello scrivere, spero che il mio messaggio tu lo percepisca ... non arrenderti se le istituzioni Sarde ti accusano,non pensare a noi come ottusi, o gente chiusa che si offende facilmente o che non capisce le battute o la satira e....chi-più-né-ha-più-né-metta .... Sono con te. Continua cosi . Ciao

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