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    24
    gen.
    2012

    Dall’Ue, nuove regole per i rifiuti elettronici

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    Aggiornata la direttiva esistente: entro il 2016 si dovranno raccogliere 45 tonnellate di rifiuti elettronici ogni 100 tonnellate messe sul mercato nei tre anni precedenti. I cellulari potranno essere consegnati ai negozi senza obbligo di acquisto. Snellite le pratiche per i produttori.

    www.europarlamento24.eu

    Il Parlamento europeo ha approvato (in seconda lettura e a maggioranza) le nuove regole relative al riciclo dei rifiuti elettronici, che aggiornano la direttiva del 2003 (Waste Electrical and Electronic Equipment – Weee). Una volta che il Consiglio le avrà approvate formalmente e saranno pubblicate sulla Gazzetta ufficiale, gli Stati membri avranno 18 mesi per inserire le disposizioni nella legislazione nazionale.

    Aumentare la raccolta
    Di base tutti gli Stati membri dovranno incrementare la raccolta dei rifiuti di prodotti elettronici, anche se già soddisfano l’attuale obiettivo forfettario di 4 kg per persona l’anno.
    Entro il 2016 si dovranno raccogliere 45 tonnellate di rifiuti di prodotti elettronici per ogni 100 tonnellate di beni messi sul mercato nei tre anni precedenti.
    Entro il 2019 la percentuale dovrà salire al 65% o, in alternativa, si potrà raccogliere l’85% dei rifiuti di materiale elettronico prodotto.

    Proroga italiana
    Dieci paesi, fra cui il nostro, che devono migliorare le loro infrastrutture, avranno un obiettivo intermedio del 40% e potranno richiedere una proroga fino al 2021 per raggiungere l’obiettivo finale.

    Il ruolo dei punti vendita
    Il Parlamento ha ottenuto che ai consumatori sia permesso di restituire ai rivenditori piccoli dispositivi elettronici (come i telefoni cellulari) in ogni grande negozio del settore oltre i 400 metri quadrati, senza che ci sia obbligo di acquisto di un altro prodotto.

    Rifiuti che valgono oro
    Un miglior trattamento aiuterà a recuperare le materie prime preziose, come l’oro utilizzato per i circuiti elettronici ed a evitare che le sostanze nocive finiscano in discarica.
    I tassi di riciclaggio dovranno salire all’80% per alcune categorie di merci.
    Dovranno essere utilizzate le migliori tecnologie di riciclaggio e i prodotti dovranno essere progettati per essere riciclati più facilmente.

    Non si esportano rifiuti
    Il Parlamento ha negoziato controlli più severi sugli imbarchi illegali per evitare che questi tipi di rifiuti siano inviati in paesi in cui le condizioni di lavoro sono pericolose per i lavoratori e per l’ambiente.

    Sarà compito degli esportatori, e non più dei funzionari doganali, dimostrare che le merci sono state spedite per la riparazione o il riutilizzo, a seconda dei casi previsti dalle nuove regole.

    Meno burocrazia per i produttori
    I produttori di beni elettronici continueranno a contribuire finanziariamente al conseguimento degli obiettivi, ricevendo benefici dalla semplificazione delle procedure di registrazione e potranno nominare dei rappresentanti sul posto anziché stabilire una sede legale in ogni paese in cui operano.

    Le nuove misure impediranno la doppia imposizione della tassa di registrazione tra Stati membri.

    Postato da Redazione
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