Riceviamo & pubblichiamo l’articolo di Elsa Toppi sulla breve visita del Capo di stato maggiore della difesa Biagio Abrate a Shama.
Shama- “L’insistenza dell’Onu per riavere un comandante italiano a capo della missione Unifil non può che rendere onore all’Italia e al lavoro che state facendo”. Queste le prime parole del generale Biagio Abrate, Capo di Stato Maggiore della Difesa, rivolte al contingente italiano impegnato nella missione Leonte XI. Abrate, giunto in Libano, alla vigilia della cerimonia di avvicendamento che ufficializzerà il passaggio di consegne tra il Generale spagnolo Alberto Asarta e il Generale di divisione Paolo Serra, oggi si è recato a far visita alla base operativa di Shama, sede del comando ovest. Il Generale ha ricordato ai militari italiani che il loro compito è quello di aiutare il Libano, paese amico da sempre, ad aumentare il livello di sicurezza e avviare la ricostruzione dopo anni di tormento.
“Un lavoro da operare in tandem con le autorità locali e mediante l’azione diplomatica di cui si farà carico il Generale Serra” ha ribadito Abrate. Il comitato tripartito, composto da forze israeliane, forze libanesi e Unifil è, infatti, la precondizione per consentire alla diplomazia di compiere il passo più importante, ovvero quello di costituire una pacificazione duratura. Il Capo di Stato maggiore della Difesa ha poi esortato gli uomini impegnati in Libano a mantenere il livello di guardia alto perché il pericolo ancora sussiste.
“Siate prudenti, vigili e sempre impegnati” ha concluso rivolto ai militari italiani. Da maggio 2011 a dicembre, infatti, le forze Unifil hanno subito in tutto tre attentati. Poi ai giornalisti presenti ha dichiarato che nonostante ci sia stato un taglio di budget non mancherà il sostegno alle missioni all’estero e che presto si farà opera di sminamento anche in Libia. In merito al progetto di riforma del comparto della Difesa ha ribadito, inoltre, che i tagli non riguarderanno la parte operativa.
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