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    31
    gen.
    2012

    Tanti fanno finta di nulla ma c’è poco da stare Allegri

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    Il mercato dà i suoi colpi di coda, il campo i primi responsi decisi se non ancora decisivi, ma è soprattutto lo stadio a gridarci alcune cosucce nelle orecchie, o a schiaffarci delle immagini negli occhi. Cose di costume & società, tracce di infingardaggine e incultura (ma non solo) nelle urine del calcio tifato e giocato. Analizziamo il consueto zibaldone. Urlano contro lo scomparso Oscar Luigi Scalfaro dalla Curva Sud, e non è una bella faccenda. Sui “non ci sto” in carriera si può discutere come fanno i giornali del Caimano e non solo quelli, in un Paese unto di vergogna; sui cori e sui fischi al defunto proprio no: era Roma-Bologna… E fiocchino dopo la neve le ammende sulla Juve per i suoi tifosi eroicamente dediti anche all’addiaccio ai cori razzisti in una partita di livello e di tregenda atmosferica: era Juventus-Udinese…

    Invece si accenda un dibattito epocale sullo sciopero di parte del tifo, fuori dallo stadio di Firenze, e dei notabili del club nella prima fila della Tribuna Autorità all’interno del Franchi. Una partita tra scioperati: era Fiorentina-Siena… Ma nel terzo caso, al contrario del becerume, vedo tracce umorali di civismo sportivo e le distinguo completamente: mi sembra legittimo lo sciopero dei tifosi, al netto di insulti, violenze o minacce, così come la risposta uguale e contraria della presenza assente da parte della proprietà e dei dirigenti, per impersonare la distanza e la delusione, anche qui però al netto di proteste societarie vagamente ricattatorie contro le critiche che vengono loro rivolte. È tale intolleranza che la dice lunga su come siamo messi in fatto di libertà d’opinione in questo e in tutti i campi.

    Non posso criticare i Della Valle Bros per come gestiscono la Tod’s o la Fiorentina? E chi lo dice? Nei limiti della decenza e del rispetto, dovrebbero essere invece addirittura contenti dell’attenzione e magari stufi dell’agiografia che li circonfonde a colpi di pensierini gentili. Per esempio adesso Corvino e company si stanno muovendo benissimo sul mercato riparatorio, hanno un tecnico adatto, se recuperano autostima e serenità manageriale e ambientale possono riprendere per i capelli la stagione. Uno sbaglia e poi si corregge, l’importante è la chiarezza. Quindi sciopero per sciopero, anche se il vocabolo di questi tempi andrebbe usato con diversa oculatezza… ben venga anche questo confronto assente tra una proprietà che non è un clan francescano e la tifoseria che è la tifoseria e spesso investe emotivamente in una squadra quanto non fa in tutto il resto della sua giornata. Ma quello che non sembra arrivare negli stadi, se non molto attutito dai media, è la vicenda di “scommessopoli”. Le Procure indagano, a Bari c’è la fila, Doni intervistato dice “ho confessato tutto, ora anche gli altri facciano come me, da dodici anni vado avanti a giocare” ma nel senso di scommettere, e il mondo del calcio fa lo gnorri. I mass media ne parlano il minimo necessario, le tv sono arcifelici di biscardeggiare di campo e di calciomercato, la Federcalcio partecipa ai convegni di studio con i suoi vertici, ma su Doni&c. tace, Prandelli da Coverciano in uno di quei consessi si complimenta “eticamente” con la Roma. Tu ingenuo pensi che ci sia qualcuno anche della Roma che aiuti le indagini, giacché è noto che in ballo ci sono varie partite di Serie A e parecchi campioni usi a scommettere (anche in Nazionale), ti dici quindi che seguendo la linea prandelliana dell’etica forse ce la faremo a ripulirci, ti prude il polpastrello sulla tastiera degli elogi e poi vai a leggere bene: “Brava la Roma perché ha messo fuori Osvaldo mesi fa per una questione di etica comportamentale”, tipo menarsi con un compagno, segnatamente il virgulto Lamela. Ohé, ma stiamo scherzando? Doni ha vuotato il sacco in procura a Cremona e non solo con Repubblica, chiunque sia anche solo alla lontana un addetto ai lavori sa benissimo quanto sia marcio il pallone, c’è da essere preoccupatissimi perché in ballo c’è la passione massima degli italiani per giunta in tempi di crisi, e nessuno accusa ricevuta? Tutti ad aspettare i verbali degli interrogatori? Oppure tutti soddisfatti che il Mister del Milan campione d’Italia abbia ribadito alle accuse di Doni “ma è tutto prescritto”, perché è roba di dodici anni fa, aggiungendo “lo dicono solo perché sono il tecnico del Milan”? Nessuno che gli domandi se non c’è un leggerissimo aspetto etico nella brutta storia di Atalanta-Pistoiese con Allegri giocatore, nessuno che gli domandi semplicemente: “Ci dica a telecamere e microfoni accesi se le accuse di Doni sono vere o no, al di là della prescrizione… ecco, risponda, guardi in camera…”. Altro che discorso etico, siamo di fronte a una gigantesca presa per i fondelli del tifoso che del resto non chiede altro che essere preso per i fondelli.

    E’ il ritorno di Vanna Marchi, o del mago Otelma, ammesso che se ne siano mai davvero andati dal nostro orizzonte… L’importante è che stasera si rigiochi subito il turno infrasettimanale, che in extremis arrivi l’ultimo acquisto risolutore (leggo di cifre incredibili, anche se scontate per il periodo di vacche magre, per giocatori che una volta avrebbero visto la Serie A in tv, a dimostrazione del fenomenale livellamento verso il basso di questo pallone, perlomeno da noi), che il “brand” sferico non venga offuscato. Se la giocheranno Juve e Milan, si affacceranno sull’orrido in fondo Cesena, Novara e Lecce, in mezzo la classifica resterà corta. Chi vuole sapere davvero chi truccava e/o chi trucca il nostro calcio?

     

    Postato da Redazione
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    Salvatore Romano .
    02/02/2012 alle 10:05
    Io lo vorrei sapere ed ho anche qualche sospetto....Basta vedere le partite e la "cattiveria" che in certe partite manca!!!
    alessandro di stefano .
    01/02/2012 alle 10:10
    Grande Beha... menomale che ci sei tu a ricordare il mutismo dei giornali sul calciomarcio, e a ricordare lo stesso calciomarcio. Grande!! ;-)

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