• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > Ancora su Sanremo: sotto la crosta davvero non c’è ...
    23
    feb.
    2012

    Ancora su Sanremo: sotto la crosta davvero non c’è nulla? Oltre a Celentano non c’era anche Simona Atzori?

    Condividi su:   Stampa
    Ancora su Sanremo: sotto la crosta davvero non c’è nulla?
     
    Ancora su Sanremo: sotto la crosta davvero non c’è nulla?

    Finito il festival, si parla ancora di Sanremo soltanto per gli strascichi contrattuali tra la Rai, il direttore artistico, il presentatore, i postumi dei monologhi di Celentano, i fischi della serata finale, gli ascolti ecc. con tutte le solite litanie politiche divaricate. Ah, viene anche citato, il festival, in morte del premio Nobel Renato Dulbecco, ospitato nell’edizione pilotata da Fazio (Fabio, ad Antonio colpevolmente non hanno ancora pensato). Tutto qui ? Non suggerisce nient’altro la sagra nazionalpopolare per eccellenza, trasformata in un supermarket televisivo che utilizza gli esiti canori chiaramente soltanto come pretesto Auditel magari in odore nostalgico di Modugno?

    Scrostando un poco non viene fuori nulla che vada al di là del solito derby “Sanremo mi fa schifo” oppure “Non me lo posso perdere” o le due scuole di pensiero accomunate? Non mi interessa tanto la scuderia dei vincitori delle ultime edizioni, quasi sempre riferibile a “Maria la sanguinaria sposata Costanzo”, né agli affari sottostanti.

    Penso che la “farfallina di Belen” sia solo la farfallina di Belen Rodriguez, chiamata apposta per mostrare la farfallina inguinale di un corpo splendido e non per recitare la “vispa Teresa”. A quest’ultimo scopo era stato invitato Celentano nel cui caso si è arrivati ad un assurdo logico, contrattuale e “costituzionale”: di lui non importa nulla a nessuno se non per l’effetto che suscita, ci si aspetta da lui pressoché il prodotto che offre con leggere variazioni sul tema (non conta ciò che dice ma lui che lo dice e lo dice in quel contesto, su quel palcoscenico), e poi si “vende” ipocritamente” anche il casino che suscita. Veramente un copione raffinato.

    Dunque che cosa significa quel “tutto qui?” da cui sono partito? Beh, ci sarebbero tanti modi per “vedere Sanremo” e magari utilizzarlo diversamente, come lente di ingrandimento del Paese e della stagione che sta vivendo. E ripeto che non parlo delle diatribe spesso di bassa lega sollevate ad arte, pur se anch’esse offrono materiale di analisi dello spirito del tempo o della mentalità italiana del 2012. E’ che se arrivano altri segnali non vengono colti e non paiono interessare nessuno tra coloro che invece si schierano pro o contro Morandi, Belen, Adriano e compagnia cantante o presenziante. Un esempio macroscopico.

    La quarta serata, quella di venerdì, è stata aperta dalla coreografia di Daniel Ezralow, nome di prestigio della danza mondiale, con l’esibizione di Simona Atzori, danzatrice famosa non solo per la sua bravura: danza senza braccia, di cui è priva fin dalla nascita. In un Paese appena più civile, e con una cassa di risonanza come quella di Sanremo, questo balletto sarebbe stato occasione di discussione: è stata una buona idea invitarla, oppure è stata “mercificata”, si è cioè venduto un prodotto ? E’ stata una questione di gusto e di opportunità? E a che punto siamo in Italia con il rispetto teorico e pratico nei confronti dei “diversamente abili” a maggior ragione in presenza di una disabile meravigliosa e abilissima? Quali i risvolti legislativi ? Quali i problemi più urgenti ecc. ecc.?
    Avete letto qualcosa di tutto questo? Forse mi  sfuggito. Sì, il Ministro Fornero che critica a proposito della “farfallina” l’uso del corpo della donna in tv e il segretario Pd Bersani che si accoda nel ragionamento, per carità anch’esso da approfondire (tutti e due, sia il ragionamento che Bersani…) ma non con questa superficialità d’occasione. Ma dell’Atzori e della sua performance straordinaria, dei vari aspetti collegati alla disabilità, vi risulta qualcosa? Altra occasione perduta per un Paese senza opinione pubblica oppure abituato ad averne una spinta come un gregge di pecore dai cagnacci dell’informazione. Possibile che dopo l’anestesia totale del berlusconismo non ci siano segni di risveglio civile?

    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    1
    Lascia un commento
    alberta .
    23/02/2012 alle 11:50
    Questo articolo non necessiterebbe di commenti in quanto è un esauriente studio sociologico, dice tutto e nel modo giusto. Ecco perché sarà ignorato come la Simona Atzori e il balletto.

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook