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    22
    mar.
    2012

    Articolo 18: i Tg “vedono” il bluff del Monti “decisionista”

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    I Tg di giovedì 22 marzo – La cautela dei Tg di ieri sulla rottura della concertazione per l’articolo 18 si risolve oggi in un ampio spazio dato alle posizioni critiche, ai ripensamenti di Cisl e Uil, agli approfondimenti sui vari “modelli”, compreso quello tedesco. Buono quello del Tg 2, mentre l’isolamento della Cgil e le gatte da pelare all’interno del Pd, se non archiviati, rimangono patrimonio “affettivo” soprattutto per Emilio Fede, più ancora che per il suo interlocutore di serata Gasparri. Su Tg 1 l’ex ministro in questione “chiede” a Monti il decreto legge, ma con una credibilità e verosimiglianza seconda anche a quella del  suo sosia Neri Marcorè. Le grandi manovre in casa Pd, tendenti comunque ad appoggiare (quasi) compatti le posizioni espresse ieri sera da Bersani a Porta a Porta, sono ben rappresentate dall’intervento di Veltroni in diretta sul Tg 3. L’unico che rimane al momento “imperturbabile” sulla doppia posizione del “non si cambia niente” e “decide il Parlamento” è il “sobrio” Monti che probabilmente ritiene di avere qualche “carta” – che noi non vediamo – in grado di farlo uscire dall’angolo. Nei Tg, intanto, scorrono le immagini delle proteste degli operai in diverse regioni.

    Quello che nei Tg non si vede affatto è lo spazio alla Giornata mondiale dell’acqua decretata dall’Onu, che nel nostro Paese si tinge dei toni di protesta dei movimenti dell’acqua pubblica che denunciano come i risultati dei referendum del giugno scorso non siano stati assunti dal sistema. Nel commento abbiamo sentito Luca Faenzi, del Forum dei movimenti per l’acqua pubblica. Del resto i Tg e la televisione in generale subirono la “precettazione” dell’Agcom la scorsa primavera, che li costrinse a dedicare qualche spiccioli di minuti ai referendum che portarono al voto ben 27 milioni di italiani.

    Articolo 18 o meno, spread che risale dopo essere sceso, Monti che “concerta” o fa il decisionista: nessuna di queste variabili impedisce comunque il risalire della marea dell’infotainment. Ieri su Tg5 le fatiche dei lati b per la prova costume; questa sera Mimun ritorna sui bar con le commesse scollacciate ( se non direttamente in mutande) che nel bresciano e nel bergamasco creano disdoro presso mamme  e mogli locali. TG1, infine, ci fa sapere che la Regina Elisabetta cerca un maggiordomo ma che ha poche sterline per pagarlo. I realissimi vitto e alloggio sono, comunque, assicurati.

    Lorenzo Coletta


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    Il Commento di Luca Faenzi, del Forum per i Movimenti dell’Acqua pubblica
    (Intervista di Alberto Baldazzi)

     

    Luca Faenzi, i rubinetti dell’informazione sull’acqua  bene pubblico sono sempre rimasti “a secco”,  anche in piena campagna referendaria. Sono passati nove mesi, e – per così dire –  la situazione è peggiorata …

    “Diciamo che la situazione non è mai stata rosea: abbiamo avuto incredibili problemi di presenza  mediatica anche durante la fase della campagna referendaria, ed in particolare sui media televisivi. Certo, ci siamo guadagnati uno spiraglio, perché 27 milioni di persone che vanno a votare  non le si poteva ignorare. E questo risultato lo si ha avuto nonostante le date sbagliate sui telegiornali,  nonostante in quei mesi sia stata perpetrata una vera e propria campagna di non informazione, di disinformazione. Ma dopo questo spiraglio che ha coinciso  con la vittoria referendaria, le porte dei telegiornali si sono pian piano richiuse. Siamo tornati, come sempre, a fare gran fatica per andare sui media  nazionali. Ci sono delle eccezioni, che in realtà è sostanzialmente una  sola: Rainews24; ogni tanto fa qualcosa anche il Tg3; ogni tanto fa qualcosina Sky e Tv2000; ma per il resto è davvero buio assoluto”.

    Occultare è facile come bere un bicchiere d’acqua …

    “Sì. È più facile girarsi dall’altra parte. Quando si parla di servizio idrico, e se ne parla nei termini in cui ci esprimiamo noi (pubblicizzazione, ricostruire e pensare un servizio idrico pubblico e partecipato) si vanno a ledere degli interessi molto grossi. Interessi anche degli inserzionisti pubblicitari. È difficile bucare il  video  contro gli interessi  privati  e contro quelli  della politica, che avalla le speculazioni e le privatizzazioni”.

    Che cos’è la  campagna di “obbedienza civile” che avete lanciato, proprio nei giorni in cui si celebra  la giornata mondiale dell’acqua?

    “La nostra campagna di “obbedienza civile” è molto semplice: molte norme dei referendum, nonostante la Corte Costituzionale avesse sancito che dovevano essere attuate fin da subito, non sono state ancora attuate. Cosa contenevano questi due referendum? Prendiamo il secondo: lì sta scritto che sulle bollette che noi andiamo a pagare ogni mensilità alle società che gestiscono il servizio idrico, non doveva più esserci la “remunerazione del capitale investito”, che – in poche parole -  corrisponde agli interessi ed al guadagno dei privati. Ad oggi quella parte di bolletta è ancora presente nel conto che ci arriva a casa. Noi del Forum per i Movimenti per l’Acqua abbiamo perciò deciso di non pagarla più, rispettando così dal basso l’esito del referendum. Visto che non lo fanno le istituzioni e le aziende, lo facciamo noi. Si chiama appunto campagna di ”obbedienza civile”. Non disobbediamo a nessuno. Noi obbediamo alla legge: obbediamo alla volontà di 27 milioni di italiani”

     Come si fa ad aderire a questa campagna di “obbedienza civile”?

    “Innanzitutto c’è il nostro sito – www.obbedienzacivile.it – , dove si può cercare il punto informativo più vicino. Abbiamo aperto punti informativi in tutta Italia, e presso i nostri referenti il cittadino può ricalcolare la sua bolletta, per capire quanto è lecito che paghi e poter così pagare il giusto al suo gestore. La procedura è molto semplice. Così si può pagare quanto è giusto, e visto che questa remunerazione del capitale investito può variare dal 10 al 20% della bolletta, non stiamo parlando di spiccioli”.


    Dati Auditel di mercoledì 21 marzo

    Tg1 – ore 13:30 3.657.000 – 21.00% ore 20:00 5.923.000 – 22.42%
    Tg2 – ore 13:00 2.866.000 – 18.22%
    Tg3 – ore 14:30 1.619.000 – 10.59% ore 19:00 2.500.000 – 13.66%
    Tg5 – ore 13:00 3.593.000 – 22.42% ore 20:00 5.120.000 – 19.32%
    Studio Aperto – ore 12:25 2.349.000 – 18.65% ore 18:30 – 946.000 6.83%
    Tg4 – ore 11:30 534.000 – 8.28% ore 19:00 992.000 – 5.37%
    Tg La7 – ore 13:30 812 – 4.66% ore 20:00 2.155.000 – 8.04%

    Fonte: www.tvblog.it

    Postato da Osservatorio TG
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