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    02
    mar.
    2012

    Costa Concordia: la pista Russa

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    Fra i tanti misteri che avvolgono l’affondamento del Costa Concordia, resta in sospeso il più inquetante degli interrogativi: perché in una notte buia e fredda di gennaio un comandante con vent’anni di esperienza decide di mettersi personalmente alla guida della nave per scagliarla, a tutta velocità, contro scogli tanto noti da essere chiaramente segnalati anche nei dépliant turistici per villeggianti?

    Smontata da tutte le testimonianze la bugia dell’inchino, illogica e immotivata perché viene eseguito d’estate e in piena luce, sounta un’altra ipotesi, intorno alla quale la Voce ha raccolto in esclusiva numerosi, convergenti indizi: la Pista Russa.

    Il comandante Francesco Schettino - e, con lui, qualcun altro a bordo – fu costretto ad eseguire quell’accostamento spinto sulle coste dell’isola? Era di questo, che stava parlando a cena poco prima, con il “terzo uomo” e con l’interprete Domnica salita poi in plancia per “controllare” che venisse eseguita la manovra? Le rivelazioni gossippare a orologeria della donna servono a coprire una ben diversa verità?

    Forse qualcuno, o qualcosa, doveva essere sganciato dalla nave durante il passaggio rapido verso i fondali bassi dell’isola, prima che l’azzardato accostamento si trasformasse in tragedia.

    E poi bisognerà spiegare perché i passeggeri russi a bordo non solo sono stati i primi a raggiungere terra con le scialuppe, ma furono anche rapidamente sistemati in confortevoli hotel a Roma e Genova, a differenza di tutti gli altri naufraghi, alloggiati sull’isola in ricoveri di fortuna grazie alla generosità degli abitanti.

    Con testimonianze dalla penisola sorrentina, dal Giglio e da Savona, la Pista Russa è l’inchiesta di copertina del mensile La Voce delle Voci. Nel numero di marzo, da oggi nelle edicole, anche la ricostruzione di un altro mistero, le indagini del 2008 sui traffici di droga a bordo del Concordia nel 2008. E l’ultima intervista al legale di Schettino, Salvatore Parascandola, prima che venisse indagato e costretto a lasciare l’incarico.

    Postato da Redazione
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