• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > Dal lavoro che non c’è alle pensioni dimezzate o pe...
    15
    mar.
    2012

    Dal lavoro che non c’è alle pensioni dimezzate o peggio: ricominciamo dall’informazione

    Condividi su:   Stampa

    Lunedì 12, ieri, nel pomeriggio, c’è stato l’incontro tra il Ministro Fornero e le “parti sociali” sulla complessiva situazione del lavoro. Il Ministro vuole chiudere in 10 giorni, la Camusso, CGIL, ritiene che non sia possibile in queste condizioni. Avranno parlato anche di pensioni? Io credo di sì, e lo credo a ragion veduta. Infatti la mattina del 12, dalle 9 alle 10, in “Brontolo” su Rai Tre avevo tra gli altri ospite Raffaele Bonanni, segretario CISL, che ha spergiurato che ne avrebbe parlato il pomeriggio alla Fornero, entrando il tema nel collegato sul lavoro o essendone per meglio dire una faccia complementare. La trasmissione era intitolata “Mezza pensione” (guarda il video della puntata). Bonanni ha ribadito che la riforma pensionistica così com’è non va: “La riforma delle pensioni è stata un disastro: una riforma non gestita né dalle parti sociali né dal Parlamento che ha lasciato piu di centomila persone senza alcuna prospettiva, che ha colpito i padri senza fare nulla per i loro figli”.

    Un altro ospite, Matteo Colaninno, PD, sosteneva che effettivamente questa riforma era stata più un “segnale doveroso” che il nuovo Governo mandava ai partners europei che non una autentica e urgente necessità. Perché, lo diceva la collega Rai da Bruxelles, la bravissima Paterniti, commentando il Libro Bianco sulle pensioni del Vecchio Continente, eravamo già considerati tra i più “virtuosi” dalla UE. E lo ha confermato Giuliano Cazzola, PDL, uno che ha detto di “aver festeggiato la fine delle pensioni di anzianità”, come chiedeva da esperto da tempo. Ma forse, ha ammesso lui stesso, la cosa più urgente era “mandare un messaggio”.

    Che in soldoni significa che nel 2020 per uomini e donne andremo in pensione a 66 anni e 11 mesi, secondi solo alla Francia (67) che però prevede 62 per le donne, quindi in testa alla “hit parade” della durezza in un Paese in cui i giovani che rischiano seriamente di non avere una pensione se non stracciona stanno mantenendo insieme agli immigrati regolari un esercito di anziani, il numero maggiore per aspettativa di vita sul pianeta (con il Giappone). Una piramide rovesciata, una base lavorativa esigua e precaria, un vertice densissimo che sta passando dal metodo retributivo a quello contributivo. Tutto questo un “segnale” o un “messaggio”? Sapete di che cosa sto parlando,vero? In studio non era poi così chiaro e immediato.

    Quindi un collega del ramo come Walter Passerini, di “Tuttolavoro” per “La Stampa”, autore con Ignazio Marino di “Senza pensioni”, ed. Chiarelettere, ha messo a fuoco l’aspetto che mi preme di più qui, oggi: quello dell’informazione. Ha idee precise, e condivisibili. A grandi linee: con il sistema contributivo forse si è raggiunta la sostenibilità finanziaria degli enti, super Inps compreso, ma non quella dei cittadini e soprattutto dei giovani.

    E’ quindi urgente avviare un processo di sensibilizzazione e di informazione che spieghi che cosa è cambiato con il sistema contributivo e quale futuro ci aspetta. Sarebbe importante per il lavoratore avere non solo l’estratto conto con i contributi versati dai cittadini, ma anche la simulazione del valore della futura pensione. Una specie di “busta arancione” che informi tutti e ciascuno. Ma soprattutto sarebbe importante avviare un programma di incentivazione della previdenza complementare, senza la quale l’assegno pensionistico futuro coprirà solo una parte del reddito, rischiando di creare un esercito di nuovi poveri. Andando per punti essenziali:

    1) I giovani e gli immigrati, che insieme versano allo Stato italiano quasi 10 miliardi all’anno, stanno appunto sostenendo le casse previdenziali (1,4 miliardi di attivo) e pagando le pensioni di chi ha avuto un impiego sicuro e ben remunerato. Prima che scoppi uno scontro generazionale e sociale, bisogna investire sui giovani facendoli entrare molto prima nel mercato del lavoro, ed eliminare le iniquità tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi , tra vecchie e nuove generazioni di lavoratori.
    2) I giovani che non versano i contributi avranno solo l’assegno sociale (poco più di 300 euro mensili al raggiungimento dei 65 anni di età). Il che equivale a passare la seconda parte della vita a fare i conti con la povertà.
    3) Le donne sono state scippate: i 4 miliardi di risparmio da qui ai prossimi 10 anni, in seguito all’innalzamento dell’età pensionabile delle dipendenti pubbliche a 65 anni, sarebbero dovuti servire per finanziare politiche a favore del lavoro delle donne, degli asili nido, della maternità. Ma così non è stato.
    4) La quota versata dagli immigrati nel 2008 ammontava a 7,5 miliardi (pari al 4 per cento del totale annuo di incassi dell’Inps). Di fatto le entrate contributive degli immigrati sono elevate, mentre molto basse risultano le uscite … Gli stranieri diventano così dei benefattori del nostro sistema pensionistico…
    5) I dati diffusi dalla Ragioneria dello Stato parlano chiaro: i tassi di sostituzione (ovvero il rapporto tra la pensione e l’ultimo reddito percepito) sono destinati a dimezzarsi.
    E’ sufficiente per aprire un dibattito pubblico? E dove avete letto qualche cosa su questo ?

    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    4
    Lascia un commento
    MAX .
    20/03/2012 alle 10:12
    Non si sta ancora capendo .. PSEUDO POLITICI in testa.. che non é piu possibile fare in Italia impresa alle condizioni dettate solo dal sistema : Industria , Banca , Finanza ... L impresa in Italia é sempre cresciuta per doti che sono : ingegno, creativitá, fantasia ecc ... valore aggiunto che nel PREZZO FINALE del prodotto compensano un eventuale costo piu alto delle competenze manuali meno qualificate .. ma che in ogni caso son necessarie .... faccio l esempio cosi ci capiamo definitivamente .. ... in un Ristorante di lusso chi lava i piatti .. li lava bene tanto quanto il lavapiatti dello snack bar sotto casa .. ma entrambi sono indispensabili .... il primo peró divide un monte mance nettamente superiore al lavapiatti dello snack bar .... .. Fiat non puo dettar legge per condizioni del costo del lavoro che crede indispensabili ... ma che poi tra un anno saran riviste al ribasso e tra cinque ancor di piu .... Fiat deve chieder una tassazione al 33% globale al governo .. nel conto economico il risultato sarebbe uguale.... e compensare in retribuzioni piu alte i lavoratori sacrificati in catena di montaggio compensandoli pure con una divisione di parte dei dividendi .... ma non lo puo fare perche non puo chieder ai POLITICI DRACULA di togliersi una parte di sangue .... piu facile toglierlo alle altre vittime. .. che faccian posto a chi ha idee da terzo millennio ....
    MAX .
    20/03/2012 alle 09:06
    Non si puo far l equazione che se un lavoro é regolare .. e lo devo pagare di piu ... automaticamente si alimenta il nero ... Non é che se una cosa al supermecato costa di piu .. la devo rubare.... il lavoro nero equivale a rubare ... I l governo Monti dovrebbe aver la lampadina accesa e illuminarci .. non fare il compitino da suffficienza di idee .... qui si deve transitare in questi 8 mesi arrivando al 31/12/2012 con tassazione impresa al 33% .... retribuzioni dipendenti adeguate al terzo millennio in cambio dell art 18 .. che tanto prima o poi salta lo stresso visto la strada che si é presa.. e per ultimo divisone di una percentuale dell utile aziendale con i dipendenti .. per poter integrar ancor piu la partecipazione tra i soggetti lavoratori ed impresa ... c' é chi lo attua gia in proprio e si puo dir funzioni ....
    rosa .
    16/03/2012 alle 10:35
    Non ho più Parole.
    ugoagnoletto .
    15/03/2012 alle 20:07
    aggiungiamo che si rafforza tra i giovani la convinzione che non vedranno mai la pensione e quindi non vale la pena mettere via qualcosa per il fututo, ma è meglio spendere tutto subito.

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook