• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > Minuto di silenzio o di vergogna?
    28
    mar.
    2012

    Minuto di silenzio o di vergogna?

    Condividi su:   Stampa

    Giornata di campionato e campionato di giornata che ruotano intorno alle figure di cinque protagonisti, quattro in campo e uno in panchina. Ma prima un occhio alle Procure, e un altro agli spalti. La notizia a rate è che sarebbe “un verminaio”: dal versante Scommettopoli dicono di 120 indagati a Cremona e 150 partite sospette a Napoli, in attesa di spifferi da Bari. Non una novità per i lettori di questo giornale, ormai da mesi, anche perché tre settimane fa il capo della Polizia, Antonio Manganelli, l’aveva detto: “Occhio, perché viene giù lo stadio… club di prima importanza compresi”.

    Adesso la domanda qui esplicita e altrove neppure implicita continua a essere: la situazione italiana generale, politica ed economica, può permettersi un simile scandalo calcistico che ramazzerebbe tutto lo scorso campionato? Altrimenti detto: ai poteri forti o “marci” (alla Dagospia style) conviene uno scandalone da prima pagina per distrarre l’attenzione dal nostro precipizio quotidiano, oppure guai a toccare la più diffusa arma di distrazione di massa del Paese? Interessante, non vi pare? È la storia d’Italia e dei suoi scandali attraverso il pallone, non importa come stiano davvero le cose (cioè peggio di come ve le raccontano) ma l’uso strumentale di pezzi di realtà. Per questo è un Paese tanto malato.

    Che succederà all’intemerata di Manganelli? Ha voluto dire “fermatemi prima che sia troppo tardi…” oppure “aiutatemi a redigere un verbale sullo stato del pallone”? Questo per Procura… Sugli spalti gazzarre ignobili durante il minuto di silenzio per la 50° vittima italiana in divisa in Afghanistan. A questo punto vorrei chiedere alla Federcalcio se non sia peggio un tale insulto da parte degli stadi (solo alcuni e solo una parte, per carità…) dell’ignorare i lutti: o si squalifica lo stadio applicando la responsabilità oggettiva e non facendo giocare (cfr. i cori razzisti), oppure è una liturgia ipocrita che ha fatto il suo tempo. È un’ignominia consentita, qualunque sia il motivo di supporto a tali manifestazioni di inciviltà (altre dediche, altri morti ecc.). E adesso veniamo ai primattori del campionato.

    Comunque vada a finire, chi ha lasciato un segno indelebile è Ibra, all’anagrafe Zlatan Ibrahimovic, sangue misto che mischia karate a occhio da biliardo, fisico da animale mitologico – una specie di ircocervo rotondoludico – e tecnica da predestinato. È Eracle e una sua fatica, è istinto e intelligenza, cattiveria occidentale e raffinatezza orientale, antipatia e gusto. Fosse stato un grande artista in altro campo, giocheremmo con la sua indisponenza. Da calciatore lo bolliamo come una specie di barbaro. È vero, finora ha fatto vincere solo in patria i club per cui ha militato, mentre non ha raccolto allori nelle competizioni internazionali. Finora. Ma insomma, con Ibra il Cesena starebbe a metà classifica e la Fiorentina quasi in Champions League… Ormai suggestiona gli avversari che secondo me lo vedono addirittura più grosso e più bravo del fuoriclasse che è… È un Messi mostruoso, o Messi è un Ibra minuscolo, roba da Swift e Gulliver, insomma…

    Ma è stata anche la giornata di Totti, sul versante opposto a Ibra, e quella di Buffon e di Del Piero. Il destino calcistico si è divertito a inanellarli in un rosario specifico, da sgranare con degli occhi imprigionati (alla Rimbaud) nella memoria del calcio come dovrebbe essere. Sono tre campioni in una diversa fase. Del Piero ha timbrato la classe della Juventus contro l’Inter, trasformando una squadra operaia messa insieme da un capace capocantiere in un progetto di design. Ciò che colpisce è la pazienza fenomenale di Alex, arrivato pronto a questo punto della stagione dopo mesi di naftalina, sopportando forme di cinismo irrispettoso nei suoi confronti come fossero invece una sagace premonizione di successi futuri. Lo stavano preparando, e lui ha finto di crederlo. E poi in campo ha tradotto il tutto in calcio purissimo. È quello che ha fatto da sempre un altro campione che può e deve come Del Piero (e come Baggio, e in parte Mancini) figurare in un album di eccellenze rotondoscopiche, fuori dal tempo e dalle differenze d’epoca, cioè Francesco Totti. Che però sembra aver imboccato la strada di Alex nel senso contrario.

    Adesso, dopo ondate oceaniche di stima e passione, ce l’hanno con lui perché è colpevole di essere invecchiato: e sì, sembra che ragionevolmente lo accusino di non farcela più e di non poter pretendere sempre un posto da titolare, mentre in realtà gli orfani romanisti non perdonano allo Zio Tempo di passare anche per il “Pupone”. Dovranno trovare un accordo… Così, a sbagliare “cucchiai” da lontano, non si favorisce il mito. Mentre ancora in grande spolvero è Buffon, portiere meraviglioso che preferisco quando è in porta piuttosto che quando gli prende la fregola di scommettere o di far scommettere (documentazione appropriata…). È “colpa” sua, poi raddoppiata dal talento zecchino del vecchio Alessandro, se l’Inter non ha vinto a Torino re-suscitando una stagione. È “colpa” sua se la squadra di Moratti, che crede di essere quella di Ranieri, si è infranta sui suoi guanti con tutta la voglia di riscatto infusa da quell’eccellente “meccanico” che è il suo attuale allenatore, sempre sulla soglia dell’esonero (art. 18 modificato?): per un tempo Ranieri l’aveva mira-colata, ma non segnando era in agguato l’alibi che i giocatori ben conoscono.

    L’alibi del “ho fatto tutto il possibile” ma è andata male, che si scontra con la banale osservazione che “non si sa mai quando si è fatto tutto il possibile”. Il discorso vale anche per la Fiorentina di Rossi. Due tecnici di valore: non mi meraviglia che non vengano compresi appieno. Dalla mitologia di Ibra alle necessità quotidiane di campo il passo a volte non è così breve…

    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    0

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook