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    15
    mar.
    2012

    Nei Tg Monti uber alles, spazio alla Cassazione sulle coppie gay, ma silenzio sull’esordio dell’antimafia europea

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    I Tg di giovedì 15 marzo - Lo “sgarbo” di Monti che si riunisce con i leader della sua (quasi) maggioranza alle 20, impedendo ai Tg di cucinare il piatto più prelibato di giornata, è colto scherzosamente da Mentana che, come tutti gli altri, ci parla del cielo sereno che accompagnerebbe la conclusione del tavolo sul lavoro. Gli interventi odierni del Premier hanno infatti asseverato che si chiuderà positivamente dopo il nuovo incontro da lui presieduto che ci sarà martedì prossimo.  Monti sarebbe stato poi decisivo per ribadire – contro altri rumors sempre d’ambito governativo – che i pensionati non dovranno pagare nulla per aprire conti correnti su cui far accreditare le pensioni superiori ai 1.000 euro.

    La vera  notizia della giornata – quella che lascerà certamente la sua impronta  oltre la cronaca contingente – è la sentenza della Cassazione sulle coppie omosessuali che, se da una parte conferma che senza un intervento legislativo in Italia le coppie gay non possono sposarsi, dall’altra asserisce che  a queste coppie devono essere garantiti diritti “omogenei”  a quelli delle coppie tradizionali “santificate” dal matrimonio. I più prodighi di informazioni sono Tg La 7, TG 3 e TG 5, mentre TG 1 e Tg 2 trattano la notizia  nell’ultima parte delle edizioni. Studio Aperto se la cava con una notizia da studio.

    Dobbiamo rilevare che un’altra notizia di quelle che lasciano tracce e tracciano il futuro, è stata totalmente snobbata dai Tg; la cosa è tanto più seria se si considera che una volta tanto il nostro Paese è stato preso ad esempio. L’Europa, infatti, con la Commissaria agli affari interni Malmstrom, ha deciso di proporre una direttiva che faccia assumere da tutti i paesi l’ordinamento italiano sulla confisca dei beni originati dall’attività delle organizzazioni criminali. Il Parlamento europeo, poi, ha deciso di costituire l’equivalente continentale della commissione antimafia. Nella settimana in cui Libera organizza a Genova la XVII° giornata della memoria delle vittime della mafia, abbiamo voluto commentare la bella notizia con Franco La Torre, Presidente di FLARE, la rete europea delle associazioni che si battono contro la criminalità,  e figlio di Pio La Torre, ucciso dalla mafia nel 1982, e ispiratore della legge La Torre-Rognoni che ha introdotto nel nostro ordinamento la prima “definizione” di mafia e reati mafiosi, e la confisca dei beni derivanti dal malaffare.

    In attesa – anche noi – degli  esiti del vertice di maggioranza, ci ha fatto piacere vedere nei Tg Rai il comunicato sindacale dell’Usigrai  che sotto forma di spot , “con perfetto tempismo” rivendica il servizio pubblico ai cittadini e richiede con forza la riforma della sua governance.

    Luca Fargione


     

    ASCOLTA L’OSSERVATORIO TG DEL 15 MARZO 2012
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    LEGGI L’OSSERVATORIO DEI TG DEL 15 MARZO 2012 

     

    Il Commento di Franco La Torre, Presidente di FLARE
    (Intervista di Alberto Baldazzi)

     

    Franco La Torre, qualche volta i numeri sono importanti; citiamone qualcuno: 64, gli anni dall’omicidio di Placido Rizzotto; 20, gli anni dalla stagione della mafia stragista; 30 quelli dall’uccisione di suo padre. Citerei anche un altro numero, il 416 bis, il nucleo fondamentale della legge Rognoni – La Torre che entrò in vigore dopo qualche mese  dall’uccisione di suo padre. La mafia è un’attualità stringente ieri, come l’altro ieri e come oggi. Cosa ha provato quanto la Commissaria agli Interni della Commissione Europea Malmstrom ha proposto una direttiva che, in sostanza, prende lo spunto proprio dalla legge Rognoni – La Torre su sequestro dei beni mafiosi?

    “Intanto mi permetta di aggiungere, per dovere e per onore di cronaca, che sono trent’anni anche dall’omicidio del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, anche lui ucciso dalla mafia nel 1982. Provo una grande soddisfazione. Spesso si parla male delle istituzioni dell’Unione Europea, certe volte a ragione, per le sue rigidità burocratiche, ma spesso e volentieri le nostre istituzioni europee ci dimostrano di saper accogliere il meglio delle esperienze nazionali, com’è il caso di questa proposta, che assume la nostra legislazione in materia dei beni confiscati e la estende a tutti gli altri stati membri. Ma fa anche personalmente piacere perché è uno dei pilastri su cui si regge la legge La Torre – Rognogni, la normativa antimafia che porta il nome di mio padre …”

    Lei oggi è il Presidente del Flare, la rete europea per la legalità e contro la criminalità organizzata. C’è dunque un movimento e un’attenzione che travalicano abbondantemente le Alpi …

    “Sì. Va detto che le opinioni pubbliche degli altri Paesi sono state per un periodo restie, come lo sono state fino ad un po’ di tempo fa quelle intere del nostro Paese che risiedono in regioni dove non si è generato il fenomeno della criminalità organizzata; sto parlando delle regioni del centro-nord, che hanno sottovalutato la rilevanza e la capacità di inquinamento della vita in tutti i campi che le organizzazioni mafiose hanno avuto. Sono state, per un certo periodo, reticenti ad ammettere che il problema delle mafie riguardasse anche loro. È stato proprio grazie ad associazioni come Flare, impegnate da anni nell’azione per la difesa dei diritti dell’uomo ed il contrasto al crimine organizzato,  che la presa di coscienza e la sensibilità delle opinioni pubbliche europee è avanzata. Se poi teniamo conto che a Flare aderiscono non solo associazioni che hanno sede nei 27 paesi membri, ma anche di quei paesi del cosiddetto “ex blocco sovietico”, che come noi sappiamo soffrono in maniera più o meno rilevante dell’influenza che le organizzazioni criminali hanno all’interno e talvolta nelle classi dirigenti, non ci può che far piacere che ci sia un’iniziativa in tal senso. Certo, ci si deve confrontare con la grande difficoltà di saper aggredire il fenomeno con la necessaria puntualità ed incisività”.

    La Torre, faccio una previsione abbastanza ovvia. Lei nei prossimo giorni sarà a Genova per la 17esima giornata della memoria per le vittime della mafia. L’azione di Libera in quest’ambito, non solo a livello italiano, è stata e rimane decisiva …

    “ Confermo la sua previsione. Sarò a Genova per la 17esima giornata della memoria. Libera ha sicuramente avuto un ruolo straordinario. Ora, non per ridurlo, ma per evidenziarne alcuni rischi, devo osservare che ciò è avvenuto in assenza di un’altrettanta capacità di esprimere iniziative da parte della politica. La stessa Libera chiede alla politica di assumersi le sue responsabilità fino in fondo, perché anche un’organizzazione così rilevante e rappresentativa, come è Libera, sa che i suoi limiti non le consentono di sostituirsi al ruolo della politica”.


    Dati auditel dei TG di mercoledì 14 marzo

    Tg1 – ore 13:30 4.135.000 (23.63%) ore 20:00 6.082.000 (23.17%) 
    Tg2 – ore 13:00 2.784.000 (17.56%) ore 20:30 2.368.000 (8.23%)
    Tg3 – ore 14:30 1.654.000 (10.41%) ore 19:00 2.618.000 (13.85%)
    Tg5 – ore 13:00 3.595.000 (22.26%) ore 20:00 5.071.000 (19.15%)
    Studio Aperto – ore 12:25 2.307.000 (18.00%) ore 18:30 1.131.000 (7.93%)
    Tg4 – ore 11:30 533.000 (8.36%) ore 19:00 1.025.000 (5.37%)
    Tg La7 – ore 13:30 789.000 (4.50%) ore 20:00 2.093.000 (7.86%)

    Fonte: www.tvblog.it

    Postato da Osservatorio TG
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