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    09
    mar.
    2012

    Notizie Espresse tra il serio e il ridicolo

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    Mimino Quotidiano, rubrica a cura di Oliviero Beha
     
    Mimino Quotidiano, rubrica a cura di Oliviero Beha

    Per un’idea dell’Italia di oggi molto meglio questo cocktail che dei temi specifici. Shakerare e poi mandare giù, difficilmente troverete una bevanda peggiore.

    Dagospia.com
    Che fine ha fatto lo Scarparo? Alla faccia della sobrietà vola con il suo nuovo jet da 50 mln $ – tutti a “Casa Italo” – Rigor Monti: “Mi sostiene più la destra che il PD” – “sussurri e grida” in chiesa per montimario – Passera scheda tutta Italia – l’Idv non paga l’affitto – con Putin, il Banana rispetta le promesse: 11 Caravaggio a rischio per essere esposti a Mosca – buvette di debiti – i miracoli degli ex mastelliani – cercasi un ad per la Roma – medicine per il boss – gli italiani che armano Al Qaeda…

    Da l’Espresso
    1 – CON DIEGO SI VOLA…
    È l’aereo più bello immatricolato da un privato in Italia nel corso del 2011, il top dei jet d’affari. Mentre tutti i magnati italiani hanno stretto la cinghia, la famiglia Della Valle si è regalata un Gulfstream 550 da sogno. Il bireattore – gestito dalla società Sirio – porta la matricola I-ADVD e può volare senza scalo per 13 mila chilometri. Gli interni sono il massimo, come si addice a un imprenditore che ha fatto i soldi con lo stile: c’è un salottino privato, due divanetti con schermi da 24 pollici e sei posti singoli. Persino il bagno è in configurazione “vanity toilette”. Il prezzo? Poco più di 50 milioni di dollari. G. D. F.

    2 – FIRMATO: BOERI…
    Ntv ha voglia di partire, ma il primo fischio del capostazione ci sarà solo dopo Pasqua. Intanto, però, la compagnia di Diego Della Valle, Luca di Montezemolo, Gianni Punzo e soci ha già incominciato a rodare gli spazi di hospitality per i suoi clienti dell’alta velocità. Non si è badato a spese e le varie sedi di “Casa Italo”, come quella già attiva a Milano Porta Garibaldi, sono un misto di innovazione e lusso.

    Il concept è dello studio dell’architetto Stefano Boeri, assessore alla Cultura e alla Moda della giunta Pisapia, che ha vinto la gara d’appalto nel 2009: si tratta di spazi “fluidi e tecnologici”, dove è possibile avere informazioni e assistenza e, tra poco, acquistare i biglietti grazie ad emettitrici automatiche dotate di un design di grande effetto.

    Si potrà inoltre lavorare collegandosi gratuitamente al wi-fi e usufruire delle aree di sosta breve. All’esterno e all’interno dei terminal, un display che corre lungo il perimetro della superficie offre informazioni in tempo reale. Per la campagna di lancio, in partenza a fine mese, invece, c’è stata una scelta low profile: niente mega-spot ma annunci tattici sui mezzi locali delle nove città coinvolte nelle prime tratte; e, naturalmente, molto Web. Vi. P.

    3 – MONTI-PD ATTENTI A SINISTRA…
    “Ormai sono più sostenuto dalla destra che dal Pd”. Mario Monti, un po’ sorpreso, commenta così la metamorfosi del suo governo. Nato con la benedizione e la regia di Giorgio Napolitano, accolto come un salvatore della patria da Pier Luigi Bersani, ingoiato come un rospo dal Pdl e da Silvio Berlusconi che per fargli posto dovette lasciare palazzo Chigi, con il passare dei mesi è sempre più benvoluto dal centrodestra e mal digerito dai democratici dove si è aperta la querelle “chi sostiene Monti è di destra o no?” e dove si dà per scontato il suo addio nella primavera del 2013. Per recuperare le simpatie del Pd, Monti è intenzionato a fare più attenzione alla riforma del mercato del lavoro. Con due obiettivi: non perdere per strada la Cgil e, di riflesso, non mettere in ulteriori difficoltà Bersani. “Non voglio dividere il Pd”, ripete il professore. S. A. N.

    4 – CHI FA LA PREDICA AL PREMIER…
    Anche domenica scorsa, 4 marzo, Mario Monti si è recato a piedi alla funzione di mezzogiorno a San Pietro in Sala, a Milano non lontano dalla ex Fiera. Lì dice messa un prete che è il suo esatto contrario, almeno a livello retorico. Don Sante Torretta, corpulento, chioma argentata, lieve somiglianza con Cesare Geronzi, ha una voce tonante, ma in grado di passare da un’eloquenza da megafono a un brontolio campagnolo a improvvisi acuti flautati.

    Tanto che qualcuno, nel quartiere, lo ha soprannominato “Sussurri e Grida” (da un cupissimo film di Ingmar Bergman). Don Sante è insomma agli antipodi dello stile Monti, composto e monocorde, che l’imitatore Crozza, com’è noto, paragona a quello di un robot. E.A.

    5 – PASSERA SCHEDA TUTTA ITALIA…
    Un’unica mega anagrafe nazionale. È il progetto che sta preparando Corrado Passera assieme ai suoi tecnici che coordinano la cabina di regìa sull’agenda digitale. Il ministro per lo Sviluppo economico infatti vuole intestarsi un grande progetto per l’innovazione del Paese. E la bandiera che ha scelto è proprio quella di tutte le anagrafi comunali d’Italia messe in rete per creare un unico cervellone elettronico. “Pensate che risparmio, si eviterebbe di fare il censimento nazionale che costa quasi un miliardo”, ha detto il ministro. Che ha invitato i suoi uomini a realizzare al più presto il progetto. V. D.

    6 – DI PIETRO VA FUORI STRADA…
    Brutta sorpresa per gli iscritti dell’Idv di Latina, rimasti venerdì scorso improvvisamente senza “casa”. Convocati per una riunione, i militanti hanno trovato la sede sbarrata. Dopo cinque mesi il partito non ha ancora firmato il contratto d’affitto della sede di piazza del Popolo e il proprietario dell’appartamento, stanco delle continue promesse (e dei mancati pagamenti), ha deciso di cambiare le serrature.

    L’Idv pontino sembra essere recidivo: nel capoluogo già la scorsa estate si era verificato un episodio analogo, così come a Sezze e Priverno. Sulla graticola è finito così il consigliere regionale Vincenzo Maruccio, responsabile delle sedi territoriali in qualità di segretario del Lazio. Antonio Di Pietro infatti non ha preso bene la vicenda: “Siamo il partito della legalità”, ha sbottato, “ed è impensabile che ci facciamo sbattere per strada per morosità”. P. Fa.

    7 – PARLAMENTO IN CIFRE: 170…
    Sono i ricorsi relativi al contenzioso fra Stato e Regioni pervenuti nel corso del 2011 alla Corte costituzionale. A ricorrere è stato per 103 volte lo Stato, mentre Regioni e Province autonome lo hanno fatto in 63 casi. La maggiore conflittualità si è registrata sulla normativa emergenziale per fronteggiare la crisi economica e su temi come energia e rifiuti. a cura dell’associazione Openpolis

    8 – CARAVAGGIO SOTTO ZERO…
    Ufficialmente non è trapelato nulla. Ma molti tecnici ministeriali e no erano sotto choc. Perché sottoporre a rischi altissimi 11 capolavori di Caravaggio per esporli al museo Pushkin di Mosca? L’inestimabile carico, 11 casse di grandi dimensioni, minimo un metro e mezzo, ha affrontato un viaggio infinito, 3 mila chilometri circa su camion, almeno una settimana con il termometro sotto zero. In più, con una tappa di 36 ore su un traghetto dove spesso i tir rimangono nei parcheggi dove dormono anche gli autisti. Per non parlare del costo assicurativo: pagato da un broker o da un’assicurazione di Stato? Tutti aspetti da chiarire, ma la promessa fatta dal Cavaliere all’amico Putin valeva bene la messa a rischio. L. Q.

    10 – AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA…
    Si allunga sempre più la lista dei debiti alla buvette e al ristorante di Montecitorio degli ex deputati che non hanno ancora il vitalizio. La Camera può detrarre direttamente dall’assegno mensile degli ex parlamentari “pensionati” il costo delle consumazioni. Diverso è, invece il discorso per gli ex deputati che il vitalizio non ce l’hanno: per consumare devono servirsi di una tessera a scalare, come fanno i giornalisti parlamentari, da ricaricare quando si esaurisce il credito. Ma sono diversi gli ex deputati che vanno “sotto” e consumano a ufo: molti, addirittura di due o trecento euro. B. C.

    11 – EX MASTELLIANI: MADONNA CHE BATOSTA!…
    Neanche Lourdes salva Sandro De Franciscis. L’ex presidente della Provincia di Caserta è dal 2009 a capo della commissione che attesta i miracoli della Madonna di Lourdes. Famoso per il fidanzamento e la separazione dall’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella, era stato eletto deputato nel 2001 con la Margherita, poi era passato all’Udeur e poi ha cambiato di nuovo alleanze, riavvicinandosi al Pd.

    Fu la sua rottura con il clan di Ceppaloni a innescare l’effetto domino che ha portato alle indagini su Lady Mastella e alla caduta del governo Prodi. Ora la procura della Corte dei conti della Campania ha disposto la requisizione di tutti i beni posseduti dall’ex presidente della Provincia: ben 19 tra case e altre proprietà. Stesso sequestro per altri 31 tra ex assessori, consiglieri e dirigenti. Il motivo? Nel 2007 furono stanziati quasi 13 milioni per l’Azienda casertana mobilità e servizi solo per tenerla in vita ed evitare il fallimento e, secondo i magistrati contabili, “impiegando alla cieca ingenti risorse pubbliche”. M. S.

    12 – SCANDALO CALIBRO NOVE…
    È un’accusa pesante quella che l’ex vicecapo della polizia ed attuale senatore Pd, Luigi De Sena deve affrontare a Brescia. La procura lo vuole processare per la vendita illegale di migliaia di pistole. L’inchiesta è nata nel 2005 dopo il ritrovamento delle armi italiane in mano a miliziani iracheni di Al Qaeda: pistole che risultavano appartenere al Viminale.

    Si è scoperto così che il ministero aveva ceduto 44 mila vecchie semiautomatiche alla Beretta, che ne aveva rivendute 20 mila alle autorità di Baghdad. Secondo i pm, quell’operazione ha violato la legge. Assieme a De Sena, oggi anche vicepresidente della Commissione antimafia, è finito sotto accusa Ugo Gussalli Beretta. L’erede della dinastia armaiola deve rispondere di detenzione illegale di armi da guerra: nei magazzini dell’azienda sono state trovate pistole non catalogate o addirittura con matricola abrasa. M. S.

    13 – LUPI A STELLE E STRISCE…
    L’As Roma è un cantiere. Dopo la sconfitta nel derby con la Lazio, i soci statunitensi vogliono accelerare il processo di americanizzazione del club. Una società di head hunting ha ricevuto il mandato di cercare un altro amministratore delegato. Il nuovo capo operativo dovrà avere passaporto degli States, parlare italiano e stare a Roma a tempo pieno. Soprattutto dovrà garantire un collegamento più stretto con i soci insoddisfatti dell’andamento recente del club.
    Clemente Mastella
    Tra i candidati c’era Jeff Slack, ma l’ex numero uno di Inter-Active con Massimo Moratti sarebbe stato scartato. Dei due attuali amministratori delegati, Mark Pannes tornerà a concentrarsi sul fondo Raptor negli Usa, mentre Claudio Fenucci si sposterà alla direzione finanza dalla quale è stata appena giubilata Cristina Mazzoleni, tra gli ultimi superstiti dell’era Sensi. Altro cambiamento riguarda l’arrivo di John Gombar, nominato responsabile della sicurezza dati. La Roma, insomma, è sempre più a stelle e strisce. G.T.

    14 – SANTISSIMA SUPERBA…
    Con il conferimento della berretta cardinalizia, nell’ultimo concistoro, a monsignor Domenico Calcagno di Parodi Ligure (arcidiocesi di Genova) cresce fra le alte gerarchie vaticane il plotone dei porporati genovesi, già rappresentato da due big come Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo metropolita del capoluogo ligure, e Tarcisio Bertone, che è nato nel Canavese ma ha retto la cattedra di San Siro negli ultimi anni del pontificato wojityliano, prima del grande salto, col nuovo papa, alla Segreteria di Stato: fu proprio lui, durante la solennità della Madonna della Guardia del 2006, la più popolare ricorrenza religiosa della laicissima ma devota Superba, ad annunciare ai fedeli festanti il proprio successore.

    Particolare curioso: a Parodi Ligure, non è nato solo il neo-cardinale Calcagno ma anche monsignor Angelo Palletti, il vescovo ausiliare di Genova, colui che in vece di Bagnasco amministra l’arcidiocesi mentre il titolare è a Roma a occuparsi di alta politica. V. C.

    15 – TRANQUILLI È SOLO UNA RISSA…
    Elezioni ad alta tensione, a Torino, per il coordinamento provinciale del Pdl. Il congresso del 26 febbraio ha visto prevalere per pochi voti il consigliere regionale Franco Maria Botta. Ma pochi giorni dopo il suo avversario, Gianluca Vignale, ha presentato un ricorso ai vertici romani di via dell’Umiltà per “gravi anomalie”. Che da molti sono state lette come “presunti brogli”.

    E così sul caso di Torino lo stesso Maurizio Gasparri, che ha presieduto la consultazione, ha dovuto rassicurare Alfano: “Le questioni poste sono irrilevanti”. Il Pdl piemontese è da tempo diviso in un’area che fa capo al senatore Enzo Ghigo (alla quale appartiene Botta) e una corrente (a cui aderisce Vignale) guidata dall’europarlamentare Vito Bonsignore e dal deputato Maria Teresa Armosino. F. L.

    16 – SILVIO SENZA CASA…
    Chi non ricorda il Piano Casa del governo Berlusconi? “Aiuteremo i più deboli”, aveva annunciato nel 2008 l’ex premier, promettendo 100 mila alloggi da destinare alle famiglie più svantaggiate. Quelle abitazioni sono rimaste sulla carta. Lo denuncia la Corte dei conti in una relazione che analizza lo stato d’attuazione di quel provvedimento: il giudizio sulle modalità e tempi di attuazione di queste iniziative, dicono i magistrati, “non può essere positivo sotto l’aspetto dell’efficacia, efficienza ed economicità della spesa pubblica destinata a realizzare abitazioni per chi è in condizioni disagiate”.

    Lo Stato ha stanziato nel tempo mezzi finanziari consistenti, pari a quasi 850 milioni di euro, ma ad oggi, quattro anni dopo il decreto legge Berlusconi, “i risultati sono modesti”. Fra i problemi evidenziati dalla Corte, la lentezza nell’approvazione di misure ad hoc e nella stipulazione degli accordi fra Stato e Regioni. M.G.

    17 – MEDICINE PER IL BOSS…
    Farmaceutica italiana in odore di mafia. La denuncia arriva da Franco Astorina, vicepresidente dell’associazione degli economi e provveditori ospedalieri (Fare), che ha segnalato al prefetto di Palermo l’infiltrazione mafiosa di almeno due aziende farmaceutiche siciliane. Il sistema usato dalle “famiglie” è semplice e sfrutta i tempi molto lunghi dei pagamenti della sanità pubblica.

    La vendita di farmaci e attrezzature agli ospedali, spiega Astorina, si basa su gare, ma per parteciparvi bisogna essere in regola con il versamento delle tasse, pagate in base alle fatture che non sono ancora state saldate. Ecco quindi che le aziende dell’isola, pagate dalla Regione in media 17 mesi dopo la fornitura, si trovano in crisi e rischiano di fallire. Prima si rivolgono alle banche in cerca di finanziamenti, ma in caso di risposte negative non hanno altra strada che accettare le “offerte” dell’unica organizzazione senza problemi di liquidità. Ossia Cosa nostra. G. C.

    18 – OCCHIO AL QUIRINALE…
    Maretta nel Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. Un commento sul “Corriere della Sera” di due economiste dell’Università di Brescia, Alessandra Del Boca (una degli otto esperti del Cnel nominati dal Quirinale) e Paola Rota, ha suscitato forti reazioni . La tesi del commento? “Articolo 18 inefficiente e iniquo. Non perdiamo l’occasione di cambiarlo”.

    In molti nel Cnel, sia rappresentanti dei sindacati sia accademici indicati dalla presidenza della Repubblica, non hanno gradito la tesi di Del Boca, mentre la riforma del mercato del lavoro è in cantiere. Ne è seguita una fitta corrispondenza di mail anche tra gli esperti nominati dal Colle, così chiusa da Del Boca: non mi sono qualificata come rappresentante del Quirinale e, comunque, non posso esprimere le mie idee? M. A.

    Postato da Redazione
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