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    21
    mar.
    2012

    Sulla rottura con la Cgil i TG nelle retrovie. Su Tolosa, in prima linea

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    moni_ovadia_intervista

    I Tg di mercoledì 21 marzo 2012 – In punta di piedi,  o con i guanti di velluto, tutti Tg di prime time affrontano la rottura della trattativa tra Monti e la Cgil sulla riforma del lavoro dedicandole  gran parte delle scalette, e tutti – tranne l’unica eccezione, seppur sopra le righe, di Studio Aperto – maneggiano la delicata e spinosa matassa solo con elementi di cronaca e con le dichiarazioni dei politici e delle parti sociali. Nessuno sa, o vuole cogliere la rilevanza particolare che queste ore rappresentano per l’evoluzione delle relazioni sociali del paese. Rara avis, dicevamo, quella della testata diretta da Giovanni Toti, con un editoriale dello stesso direttore che definisce il lavoro del governo come “la montagna che partorisce il topolino”,  per altro malato perché le aziende pagheranno di più per i giovani e assumeranno di meno: per Toti, dunque, era meglio quando si stava peggio.

    Molte testate decidono di aprire sulla “diretta” dell’assedio a Tolosa al killer della scuola ebraica. Tanti servizi e buoni approfondimenti, ma noi abbiamo voluto sentire una voce critica e assai dura, che anche in queste ore si solleva contro i limite e le ipocrisie che condizionano le varie opinioni pubbliche nei confronti del razzismo: il drammaturgo, regista, e scrittore  Moni Ovadia.

    Per il resto, nei Tg di serata ritorna lo spread che scala di nuovo quota 300 – Tg La7 e Tg1 se ne occupano più diffusamente -, mentre il capitolo corruzione occupa il suo consueto e ampio spazio con qualche “differenza” di sfumature: Tg5 e Tg4 “vedono” soltanto gli indagati targati Pd.

    La new entry del “primo giorno di primavera” è, ineluttabilmente, il lato b che, su Tg5, fa sfoggio di sé fin dai titoli preparandosi alle fatiche della prova costume.

    Luca Fargione


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    IL Commento di Moni Ovadia, regista, drammaturgo e scrittore
                                             (intervista di Alberto Baldazzi)

     

    Moni, i fatti drammatici di Tolosa ti toccano anche come ebreo…

    Una riflessione amara motivata dal  fatto che la reazione e lo scandalo  non si sollevano sempre di fronte al   razzismo. Io su questo sono tendenzialmente polemico con le autorità ebraiche, ma non solo, anche con gli establishment dei governi conservatori. Io non ho sentito delle reazioni scandalizzate delle comunità ebraiche quando un diplomatico italiano si è dedicato  a “sabba” neonazisti, quando sfilano i naziskin, quando c’è  il  rogo di un campo rom, quando vengono ammazzati due africani da un neonazista; l’antisemitismo è una forma specifica del razzismo, ma il razzismo va contrastato sempre ed in ogni circostanza. Non si può chiudere gli occhi sui provvedimenti xenofobi del governo Berlusconi quando c’era Maroni, varati  per far piacere alla Lega e a qualche neonazista nell’area di  governo. Ma  questo andava bene, magari  perché il governo Berlusconi guardava  con occhi favorevoli il governo Netanyahu. Però quando colpiscono gli ebrei? – perché prima o poi agli ebrei si arriva: come diceva il vecchio saggio: “La prossima volta non cominceranno con noi – troppo clamore – ma certamente finiranno con noi” .  Il problema è che la difesa dei valori costituzionali, dei diritti dell’uomo e della resistenza, intesa come atto non politico ma piuttosto – direi – come atto fondativo di una nuova umanità, va fatta sempre. Si devono contrastare anche i revisionisti che criminalizzano i partigiani. Perché va a finire che, se i partigiani erano tanto cattivi, vuol dire che i fascisti non erano così “male”.

    La tua è una posizione estrema, ma forse non paradossale …

    “Io dico semplicemente che la cultura – che io chiamo  cloaca – che produce i germi dell’antisemitismo, del razzismo e delle xenofobie, è sempre la stessa. Per cui non si può contrastarla solo in determinate circostanze e poi, per ragioni di real-politik – fare finta  di niente nelle altre occasioni. Le comunità ebraiche dovrebbero levare la loro voce sempre e comunque quando c’è un atto di razzismo contro chiunque, e con la stessa forza, come se fosse fatto contro gli ebrei. Ma questo, purtroppo, non succede. Io sono tra quelli che combattono il razzismo in ogni sua forma ed in ogni occasione. Un ebreo non siede in un governo dove ci sono dei neonazisti, perché poi non può stupirsi che un neonazista ammazzi gli ebrei. Ma non posso accettare che, per ragioni di real-politik, si mandino giù le dichiarazioni di persone come Ciarrapico, che parla pubblicamente di antisemitismo. Perché non si reagisce in questi casi? Io sono ebreo, ed ho imparato questo: per contrastare l’antisemitismo, che è una forma specifica del razzismo, devo battermi con tutte le mie forze per costruire una società di giustizia dove i diritti delle minoranze, che siano omosessuali, che siano rom, che siano africani, che siano clandestini, che siano islamici, vengano rispettati, difesi e tutelati con la stessa energia. Come  diceva iquel famoso motto di Guevara: “Sentire ogni violenza ed ogni sopruso commesso da chiunque contro chiunque come se fosse commesso contro di noi in questo momento”. Ma se questo non vale per gli ebrei, con tutta ciò che  la storia  ha presentato, allora ci sono dei problemi serissimi. Dico questo nel momento del dolore e del lutto. Quanto è accaduto in quella scuola a Tolosa  è stato una catastrofe, una mattanza spaventosa, simile  a ciò che accadeva nei ghetti. Tornano le stesse immagini:qualcuno o che rincorre i bambini e gli spara alla testa. Le mie affermazioni hanno tanto più senso proprio adesso, anche se sono molto scomode. Ma le verità dolorose non vanno coperte, vanno  affermate: non appena si vedono i semi del razzismo – quella che io chiamo “la peste nera”,  bisogna reagire immediatamente. Non si può mediare. Bisogna contrastarli con tutti gli strumenti della  democrazia. A mio avviso le comunità ebraiche, proprio in quanto comunità di ebrei, dovrebbero, insieme alle comunità musulmane, insieme ai rom, insieme alle comunità degli omosessuali, ai testimoni di Geova ed alle associazioni antifasciste, dovrebbero chiedere al governo un impegno perché la norma transitoria n°12 della Costituzione venga applicata rigorosissimamente. C’è scritto che “è vietata in qualsiasi forma la ricostruzione del partito fascista ”. Oggi gli ebrei vivono un’ immane tragedia per quello che è successo, ma dove sono le nostre  voci quando capita il rogo dell’accampamento rom dove solo per puro miracolo non c’è stato gente arsa viva,  perché una ragazzina isterica aveva detto di essere stata violentata da due rom? I leghisti non hanno fatto altro che fare proclami di tipo xenofobo. Dov’erano le voci quando questi parlavano di “impronte digitali ai bambini rom”? E dov’è l’Europa quando la Slovacchia e l’Ungheria prendono provvedimenti di una xenofobia estrema?  Le voci si devono levare sempre … sbaglio a dire questa cosa?”

    Affermazioni “difficili”, ma realistiche…..

    “Altrimenti si deve essere coerenti: se tu trovi che le parate dei naziskin siano roba da ragazzi – perché io ho sentito dire queste cose. “ma sì, sai sono degli scalmanati… – oppure i violenti dello stadio… Vogliamo dire due parole su Arkan, sulle sue famose “tigri”, uno dei carnefici della guerra in Jugoslavia …. E a questa gente i leghisti hanno inneggiato, hanno detto che erano patrioti”.

    Anche in occasione del dramma dei giorni scorsi a Tolosa, ributti la palla nel campo di tutti noi…

    “Io non posso che fare questo. Proprio perché il meccanismo è lo stesso. Quando gli ebrei furono trucidati, c’era indifferenza. Oggi gli ebrei servono a guadagnare punti, ad avere photo oppurtunities, a sedersi nel salotto buono, perché la posizione degli ebrei è cambiata oggettivamente, anche se l’antisemitismo esiste ed è forte ancora oggi. Ma l’establishment ufficiale è contro l’antisemitismo: tutti insorgono. Ma allora, quando la nostra gente fu sterminata, molti si giravano dall’altra parte, perché gli ebrei erano una di quelle minoranze senza terra, senza patria, oggetto  da sempre dell’antigiudaismo cristiano che era piuttosto diffuso in Europa. Ma esattamente quello che è stato fatto agli ebrei anni fa, viene fatto oggi ad altri. Il meccanismo, però, non viene contrastato alle radici, lo si fa maturare, e produce questi risultati. Ma io come ebreo insorgo quando ho visto quello che ha fatto Brewik : quello che ha fatto in Olanda non è altrettanto grave di ciò che i nazisti hanno fatto agli ebrei? E’ diverso? Per me no. Perché gli esseri umani sono tutti esseri umani”

    Tra il lager e i maltrattamenti a qualcuno che è sbarcato a Lampedusa,  la distanza, a tuo giudizio, è breve….

    “Rimandare i clandestini africani nelle mani di Gheddafi, dove vengono torturati, le donne violentate, massacrati e abbandonati nel deserto a morire di fame! E’ così diverso? L’ha detto il rabbino capo di Roma, che gli sembrava di vedere gli ebrei prima della seconda guerra mondiale. Tu sai che respingi una persona che andrà ad essere torturata e trucidata! Secondo me non essere antisemita  significa ribellarsi anche a questo.  Gli ebrei sono uomini come gli altri; ti ricordi la poesia di Niemoller ? “Vennero a prendere gli ebrei, ma che mi importava, io non ero ebreo. Vennero a prendere i comunisti, ma io non militavo tra i comunisti.” Poi fa tutto un elenco di quelli che venivano presi e deportati.La poesia finisce così:” Poi un giorno vennero a prendere me: non era rimasto nessuno ad alzare la voce per difendermi””.
     

    Dati auditel dei TG di martedì 20 marzo

    Tg1 – ore 13:30 3.926.000 22.16%ore 20:00 6.091.000 23.32%.
    Tg2 – ore 13:00 2.659.000 16.47% ore 20:30 2.607.000 8.99%.
    Tg3 – ore 14:30 2.629.000 10.45% ore 19:00 2.394.000 12.94%.
    Tg5 – ore 13:00 3.640.000 22.19% ore 20:00 5.384.000 20.49%.
    Studio Aperto – ore 12:25 2.262.000 17.32% ore 18:30 913.000 6.62.
    Tg4 – ore 11:30 435.000 6.82% ore 19:00 1.005.000 5.38%.
    Tg La7 – ore 13:30 882.000 4.99% ore 20:00 2.278.000 8.57%.

    Fonte:www.auditel.tvblog.

    Postato da Osservatorio TG
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    nahum .
    22/03/2012 alle 19:11
    Rosa Luxemburg sosteneva le stesse cose che sostiene Moni Ovadia. E sanno tutti come e' finita. Qui, per un confronto con Jabotinsky, che aveva qualche ragione in piu' http://itempieleidee.blogspot.co.uk/2008/04/ragioni-per-essere-sionisti.html Moni Ovadia, dopo aver raccontato che bisogna diffidare degli amici dei fascisti, dovrebbe imparare a diffidare degli amici degli islamisti.

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