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    04
    apr.
    2012

    Autogol all’italiana

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    autogol_masiello

    Può sembrare che l’autogol confessato da Andrea Masiello, allora difensore del Bari, sia una faccenda da calcio sporco e basta. Non è così. Può anche sembrare che sia un episodio solo calcistico. Neppure è così. Come non è “semplicemente” una questione riferibile all’illegalità per un’ipotesi concreta di reato come l’associazione a delinquere a scopo di frode sportiva. E nemmeno una “voce” etica (cioè inetica) all’interno di una putrefatta “lealtà sportiva” che nessuna norma specifica pare in grado di far rispettare.
    Intendiamoci, è anche tutto questo ma circoscrivendolo non aiutiamo a capire e a impedire che si precipiti per la china.

    L’autogol di Masiello, finto come lui nel senso atroce di “volontario”, è in realtà un autogol all’italiana del sistema-Paese. Vediamo perché. Purtroppo da quando se ne ha memoria c’è chi nel calcio compra e vende le partite. Non sta bene, non si deve fare, si truffa l’investimento emotivo tifoso ecc.: ma è così. Ce lo dicono solo parzialmente le cronache, ma tutti, dico tutti tra gli addetti ai lavori lo sanno benissimo, dirigenti di club e istituzioni calcistiche incluse. Per non parlare dei media, suddivisi tra un “mancano le prove” e un complementare e accomodante “il tifoso non vuole sapere”. Da sempre. Specificamente alcune partite delle fasi finali di un campionato, di qualunque categoria dalla A in giù, sono merce sul bancone. Chiedete a un arbitro serio (!!!) o a un giornalista indipendente (!!!!): vi confermeranno tutto ciò anche se magari a cena, off records. Ma da molti anni ormai anche il calcio è invaso dalle scommesse rese legali: davvero ci vuole uno sforzo mentale erniario per immaginare che la “merce partite” potesse ben presto incrociare la “merce scommesse”, come è puntualmente avvenuto ? Certo, non tutte le partite sono truccate o merce in quel senso. Dunque non tutte le scommesse sono in realtà puntate su risultati o numero di gol precombinati o combinati in tempo reale come internet permette di fare con una certa facilità.

    Ma i due fenomeni non hanno tardato a trovare un terreno comune, ovvero il terreno di gioco, anche se ripreso dalle televisioni planetarie e a scalare da quelle nazionali, regionali, localissime. Un terreno di gioco contenuto ormai soprattutto virtualmente in un più ampio bacino, quello delle scommesse pubblicizzate a ogni minuto dappertutto anche da personaggi di primo piano del nostro pallone, come ad esempio il pluridecorato Arrigo Sacchi. Il quale Sacchi non promuove come testimonial le partite truccate e le relative scommesse ma attesta la “normalità” dello scommettere che comprende l’anormalità (almeno statisticamente, ad oggi…) di partite truccate su cui scommettono sia i responsabili del trucco, sia gli attori della “piéce” truffaldina, sia amici e colleghi di entrambe le categorie (parte dei tifosi compresa).

    E’ diventato una “professione” e un “investimento”, fino al grottesco dell’autogol letterale reso apparentemente ancora più “involontario” dalle modalità inconcepibili. Ma le scommesse legali vivono all’interno di un sistema-Paese che ha affidato al gioco d’azzardo in tutte le sue forme una forma di finanziamento colossale: solo quello legale ammontava nel 2011 a oltre 76 miliardi. Quante “finanziarie”? Una tassa spaventosa che sta distruggendo famiglie e individui. Naturalmente oltre la quota illegale: siamo alla rovina dello Stato Biscazziere. E’ questo assai più in grande l’autogol di cui sopra. E se non si focalizza complessivamente il mosaico spaventoso di un sistema deturpato, con le tessere che elencavo all’inizio, si è condannati a non capire e -molto presto- a giustificare per rassegnazione. Anche nel caso di “Calciopoli”, rovesciando tutto su Moggi e la Juventus e spartendosi il derby tra accusa e difesa, si è compiuta la medesima operazione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, in un’Italia fatta ahimé di miopi, presbiti, astigmatici. E guerci a comando.

    Postato da Redazione
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    Antonino .
    06/04/2012 alle 10:02
    Il mistero di quell'sms Dalla Gazzetta dello Sport... "Conte è contattabile?" BARI, 5 aprile 2012 Nell'inchiesta di Bari anche la richiesta di Bellavista di chiamare l'attuale allenatore juventino per sapere dell'accordo di Siena-Sassuolo. Nessuna risposta. Ergo..."Conte quanto meno colpevole di favoreggiamento o omessa denuncia!" "Il Fatto Quotidiano", ad esempio, sceglie un titolo roboante: “Stellini al telefono svela tutti i retroscena delle truffe”, e nell’articolo viene aggiunto “non è indagato ma, per la sua omertà, rischia una lunga squalifica”. Ed ecco sorgere il commento "spontaneo" di alcuni lettori Gazzettari... "Oh juventini sempre con le mani nel sacco vi fate trovare. Siete proprio incorreggibili" "Ma andate a trovarli tutti voi giocatori, dirigenti e allenatori ladri?" Non ci trova nulla di strano dott.Beha, Le sembra tutto sin troppo lineare? Buona giornata

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