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    10
    apr.
    2012

    Campionato a salve

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    gol_stefano_mauri

    In campo infuriano battaglie da playstation in attesa del responso delle Procure

    Sia lo sceneggiatore che la Pro Loco, che rispettivamente scrive il copione e gestisce l’andazzo rotondolatrico, hanno fatto un eccellente lavoro: ci voleva un sabato come l’ultimo, prepasquale, per garantire un fenomenale spot al “calcio giocato” e imporlo nelle retine di spettatori e telespettatori sul “calcio a tavolino”. Ma sì, è ovvio che il secondo dei due campionati che si stanno giocando contemporaneamente da mesi, cioè quello in campo e quello in Procura/e, premeva e preme rendendo pressoché virtuale un po’ tutto. Salvo che in un pomeriggio e in una sera non accadano una serie di imprevisti o di “gemme estetiche” del pallone che catalizzino l’investimento emotivo dei tifosi. “Randomizziamo” un poco, per santificare il lunedì dell’Angelo e tenendo d’occhio la partita più importante da qui alla fine del campionato almeno a mio giudizio, cioè l’anticipo di stasera Chievo-Milan.

    Poi spiego, anche se potrebbe risultare di tutta evidenza per chi abbia sudato anche soltanto un poco in gioventù appresso a un pallone. Randomizziamo all’indietro, dall’ultimo match affacciato sulla Pasqua, Lazio-Napoli. La Lazio l’ha giocata nel ricordo dell’appena tumulato Giorgione, e l’ha vinta credo/spero nel suo nome, con qualche chilo di grinta in più del solito, quasi alla “Long John”. Certo, ci poteva venir risparmiato il saluto romano anzi romeno di Stefan Radu, di cui francamente non si sentiva questo irresistibile bisogno, e fossi stato nel club Lazio, avrei piuttosto mandato qualcuno ai funerali americani del nostro Depardieu in calzoncini in rappresentanza istituzionale di un popolo che per decadi si è riconosciuto in lui. Ma – come si dice – la classe non è acqua né in campo né – soprattutto – fuori… E a proposito in Lazio-Napoli Mauri, un tipino dal mancino buono e dalla più che discreta intelligenza tattica, si è ricordato dei filmati di… Piola e l’ha buttata dentro come fossimo su di un set: ma sì, il meraviglioso gesto aereo pareva una sequenza pubblicitaria, di quelle provate e riprovate tante volte finché non riescono alla perfezione. E invece era “in diretta”… Mi è parso, Mauri, libero di spirito azzardando ciò che di solito si azzarda in allenamento… Mi sono domandato: ma è lo stesso Mauri, ed è la stessa Lazio chiacchierata nei dintorni delle scommesse? E da che verrebbe questa “libertà”, da una rivalsa, dal fatto che “tanto non conta”, dal fatto invece che né Mauri né la Lazio c’entrano affatto e dunque puntano “davvero” al terzo posto alias Champions , ecc.ecc.?

    Andiamo ancora indietro, ripercorrendo il sabato che evidentemente a qualcuno Dio paga… A metà tra la luce solare e quella dei riflettori c’era Palermo-Juventus. Stavolta la difformità d’orario ha favorito la squadra di Conte, che ha giocato in un campo ostico ma contro una squadra debilitata sapendo già della inopinata sconfitta del Milan: come a dire che giocare dopo conviene se si può profittare di qualcosa, e non se si deve subire ulteriore pressione. Ebbene, si è vista una squadra di pedalatori in salute con un giocatore vero in regia, Pirlo. Domanda: ma è lo stesso Pirlo scansato dal Milan come troppo vecchio, acciaccato e inadatto a proteggere difese di movimento, esattamente il tipo di difesa che Conte apparecchia per la Juve? Sì, avete indovinato, è quello. E dunque chi è causa del suo mal…

    Randomizzando ancora, e saltando l’ennesimo gol da brasiliano di Di Natale, nel primo pomeriggio era piovuto a Lecce. Intendo una pioggia di gol. Il Lecce, in odore di retrocessione ma pieno di birra, tecnica e voglia di vincere, ha strapazzato la solita Roma alterna di Luis Enrique. Il tecnico che il Gran Romanista Fabrizio Cicchitto (che secondo me assomiglia un po’ ad Andrea Barbato – che nel caso si rivolterebbe nella tomba – ma secondo lui è tutto Jimmy Fontana…) vorrebbe mandar via rimpiangendo Montella: non si potrebbe dunque arrivare a uno scambio tipo Bukowski-Corvalan, con Montella sulla panchina della Roma, Luis Enrique in Parlamento capogruppo del Pdl e Cicchitto a casa direttamente?

    Dicevamo del Lecce: una delle squadre più in forma del torneo. Per come gioca meriterebbe di rimanere senz’altro in A. Ma per come gioca a che cosa? Non è lo stesso Lecce stracitato nei verbali in Procura, a Bari, dal Masiello che guida il gruppo dei rei confessi? Eppure segnano che è una bellezza: forse la scabrosità della situazione li carica? Forse, anche se non si potrebbe fare a termini di regolamento… (non i tesserati, neppure per via indiretta…), il Lecce e i suoi giocatori oggi “stanno scommettendo” metaforicamente sulla loro salvezza? Ma mentre il Lecce faceva quaterna su quella ruota, la Fiorentina faceva un imprevisto, imprevedibile e inscommettibile ambo sulla ruota del Meazza. Pensare che lo sceneggiatore sembrava pigro: il Milan perde anche malamente tra gli improperi a Barcellona salutando la Champions, non ha più neppure la Coppa Italia, deve rivincere lo scudetto ed è in testa, “deinde” non può che divorare una malatissima Fiorentina che capita a fagiolo. Per non faticare troppo, subito un bel rigore fasullo che l’animale mitologico Ibra trasforma: a quel punto devono aver pensato che fosse fatta e non che fossero fatti loro, come in realtà atletica-mente e psicologicamente erano. La Fiorentina si è ritrovata ed è andata a vincere meritatamente in extremis, quando non c’era neppure più tempo per un altro rigoruccio…

    I commenti sono stati nel segno di “Miracolo a Milano”, il film di De Sica (senza Amauri) del ’51, contrassegnato da poesia, fiaba e la battuta del barbone che attribuiva a tutti mirabilie concludendo con “chissà chi era suo padre! cento lire…”. Il padre di questa Fiorentina sarebbe Della Valle senior, e forse starà meditando di riconoscerla come figlia dopo averla ripudiata sulla via dell’Outlet-Stadium di Firenze che tardava. Morale: che accadrà ora, giacché due terzi di campionato di A e una montagna di club, tesserati e partite di B, e a scalare, paiono coinvolti nello scandalo, nelle Procure di Cremona, Bari, Napoli? Che farà il Procuratore della Federcalcio, il solito Palazzi? Presto e male come per “Calciopoli”? Tardi e bene (ma quando?)? Chiederà anche lui l’amnistia come ha suggerito impropriamente il Procuratore Capo di Cremona che al contrario di Palazzi però sa già tutto e non ha motivi di aver paura di sapere? Bah… Quasi dimenticavo: Chievo-Milan di stasera è decisivo perché se il Milan non vince perde lo scudetto. Parola di santone, Cassandra,Tiresia e… fate un po’ voi (nell’estate scorsa chiesi la moratoria di un anno per rimettere insieme i cocci di “Scommettopoli”, oggi dovrei chiederne due…).

    Postato da Redazione
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