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    16
    apr.
    2012

    Finanziamento della politica: A, B e C battono un colpo

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    ABC

    I Tg di lunedì  16 aprile -  Nei giorni scorsi avevamo notato che a parlare della riforma ma, anche, della difesa del finanziamento pubblico,  Bersani era rimasto solo, apparentemente con il classico cerino in mano. Da stasera  Casini e Alfano sono stati richiamati a condividere una posizione difficile da spiegare e mal digerita dai cittadini: un ulteriore  carburante per l’antipolitica. Il segretario del Pd sembra dunque essersi tolto dall’angolo in cui, a nostro giudizio, si era messo senza tenere di conto la “pancia” degli italiani. Apertura per Tg La 7, ampi servizi per gli altri.  E sull’antipolitica e il suo legale rappresentante pro tempore Beppe Grillo, buono il servizio del Tg 3. Nel commento riproponiamo da Repubblica.it  la riflessione di Ezio Mauro che interroga – non in logica populistica – le tante responsabilità della politica.

    Scatenato Enrico Mentana con il suo sondaggio che vede il Pd al 30% e il Pdl al 21 ma, soprattutto il 35% di italiani che non andrebbero a votare. Tutti, poi, si occupano dell’ultima versione dell’imu e del pacchetto fiscale all’attenzione del governo nell’odierna riunione. che si conclude con la notizia “ufficiale” dell’annullamento del beauty contest. Deo gratias.

    In un quadro politico sui generis per il quale il clima elettorale  – almeno per ora -  si percepisce poco,  i Tg trovano comunque la maniera di mostrare “da che parte stanno”. Stiamo parlando delle testate Mediaset e delle tante vicende odierne che “sfiorano” o toccano direttamente Berlusconi: ritorno del latitante Lavitola e processo Ruby (ampio spazio sul Tg 3 e Tg la 7 e Tg 2). Per Tg 5   l’ex premier sarebbe una vittima dell’ex direttore dell’Avanti, mentre sull’odierna udienza al processo Ruby, c’è Ghedini ad assicurare che le ricostruzioni delle testimoni sono  inconsistenti e che comunque, quando Lui venne a sapere che Ruby era minorenne non la invitò più ai festini. Che consolazione. ..Tg 4 e Studio Aperto non sono da meno e nominano Lavitola ma non Berlusconi, mentre per il processo milanese  riprendono  la video-velina di Ghedini.

    Raccapricciante il servizio fintamente critico  di Studio Aperto sulla baby bambola inglese  – una ragazzina di 15 anni- che si mette in posa su internet. Carta di Treviso o meno, c’è bisogno proprio di pelo sullo stomaco.

    Luca Fargione

    Il Commento di Ezio Mauro, Direttore de La Repubblica

    (da www.repubblica.it)

    “Noi vediamo da tutte le parti un’antipolitica che si gonfia e cresce; i partiti hanno un’occasione per contrastarla, che è quella di rinnovarsi, a cominciare dal ridurre i costi della politica e cambiare il costume, soprattutto in un momento in cui i cittadini sono chiamati a dei sacrifici di rilievo. E’ evidente che i cittadini vanno aiutati anche a “distinguere”, perché un conto è usare quei soldi per fare dei manifesti elettorali, magari orrendi, magari anche serviti a poco, un conto invece è chi quei soldi li ha usati per crearsi un “tesoretto” in Tanzania, oppure per delle spese private. E’ chiaro che l’antipolitica è fatta apposta per non distinguere, per fare di ogni erba un fascio e per far sì che un pezzo di opinione pubblica si scagli genericamente contro i partiti, contro il Parlamento e contro la politica “in toto”, come se esistessero scorciatoie, o esistesse una ricetta alternativa rispetto alla politica incarnata sui partiti. I partiti vanno spinti a rinnovarsi, vanno anche incalzati duramente perché cambino questo costume. Non c’è un altro sistema, altrimenti – ancora una volta – passerà un altro “pifferaio magico” nel deserto dell’antipolitica e si porterà dietro un pezzo di popolazione trascinandolo nel populismo. Abbiamo appena vissuto quell’esperienza e abbiamo visto quali sono stati i risultati. Il populismo tende a dare finte rassicurazioni all’opinione pubblica, che non si traducono poi nelle capacità di saper governare una realtà democratica complessa nella società di oggi. Non è la ricetta adatta per governare un grande paese europeo nel 2012. Non rifacciamo questo errore. Ma dobbiamo ricordarci che gran parte della ricetta per sconfiggere l’antipolitica, e di conseguenza il rischio che questa si trasformi in populismo, è nelle mani dei partiti e in quelle del Parlamento, che devono fare in fretta. Subito.”

    Dati Auditel di domenica 15 aprile 2012

    Tg1 - ore 13:30 5.741.000 27.57%ore 20:00 5.356.000 21.98%.
    Tg2 - ore 13:00 3.530.000 17.99% ore 20:30 2.097.000 7.75%.
    Tg3 - ore 14:30 2.112.000 10.46% ore 19:00 2.200.000 12.14%.
    Tg5 - ore 13:00 3.227.000 16.25% ore 20:00 4.859.000 19.91%.
    Studio Aperto - ore 12:25 2.585.000 15.66% ore 18:30 1.553.000 9.77%.
    Tg4 - ore 11:30 1.126.000 10.01% ore 19:00 1.567.000 8.52%.
    Tg La7 - ore 13:30 1.138.000 5.46% ore 20:00 1.590.000 6.49%.

    Fonte: www.tvblog.it

    Postato da Osservatorio TG
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    claudio .
    17/04/2012 alle 13:00
    Giorni fa il Presidente Napolitano, definiva gli evasori, "persone indegne di essere italiani", credo anche giustamente; ma perchè oggi parlando a proposito delle ruberie dei Partiti e dei politici, esprime solo un modesto disappunto e invita il popolo a non demonizzare i partiti. Non mi sembra che nei due interventi, ci sia lo stesso metro di giudizio e soprattutto la stessa veemenza nel condannare i fatti. Credo che il popolo Italiano, a proposito del sentimento antipolico crescente, valuti anche certi discorsi che sembrano talvolta duri con i cittadini e morbidi con i politici, si nota una certa protettività da parte del Presidente nei confronti di questi ultimi, quando dovrebbe invece essere super-partes. Ma non solo questo fomenta il sentimento antipolitico, anche l'immobilismo della politica, la mancanza di riforme, i 5cent. in più sul costo dei carburanti per fronteggiare disgrazie naturali (e non?), la difficoltà enorme dei politici di fare leggi che alla maggior parte dei cittadini sembrano di una semplicità enorme. Prendiamo ad esempio la riforma del lavoro con il tanto famigerato art. 18, la sua cancellazione si dice da più parti, favorirebbe i licenziamenti da parte degli imprenditori, forse si ma per ovviare a ciò nella stessa legge di abrogazione dell'art. 18 si potrebbe introdurre una norma che obblighi le imprese a pagare di tasca propria cassa integrazione e mobilità nei successivi tre o quattro anni, al lavoratore licenziato. Questo solo per portare un'esempio su uno degli argomenti più trattati di questi giorni. Si potrebbe parlare di pensioni, di tasse e lotta all'evasione, tutti argomenti che hanno con fine ultimo la sistemazione dei conti dello stato; se si vuole si può affrontare seriamente anche il discorso dei partiti del loro finanziamento, senza tirare in ballo l'autonomia degli stessi cercando in tal modo di conservare i finanziamenti pubblici (che a quanto sembra servono non per la propaganda politica ma per acquistare oro, diamanti, appartamenti e beni di lusso); cancelliamo il finanziamento pubblico oppure quello privato, uno dei due è di troppo e soprattutto quello privato, sa di corruzione ed infine per dirla tutta ogni aspirante politico a qualsiasi livello, abbia la compiacenza di far monitorare trimestralmente i propri conti correnti per ovviare si a sopsetti di corruzione, visto che ormai sembra che non ci sia consiglio regionale che non sia sotto inchiesta, partito che non abbia illegalmente abusato di contributi statali e privati ecc..... Siamo stanchi, i cittadini da 1500 euro al mese non ce la fanno più, le banche (altro problema enorme) strozzano piccoli imprenditori e cittadini, poi regalano a politici e manager enormi somme per compleanni e finanziamenti personali a fondo perduto. Siamo sfiniti.

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