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    05
    apr.
    2012

    Il “comma 22″ del governo dei tecnici: deve rimediare ai guasti dei partiti dipendendo dai partiti

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    Monti torna dal tour in Oriente, dove ha guadagnato certamente in “reputazione” ma ignorando per esempio le esecuzioni capitali in Giappone e i diritti civili in Cina, con qualche professione di fiducia in più: nel frattempo i numeri della disoccupazione specie giovanile e della distribuzione totalmente iniqua della ricchezza ci dicono che la crisi è all’inizio e non certo alla fine. Poche balle, come recitano i filosofi: se dai primi anni ’90 in poi non ci avessero mentito sullo stato della nostra economia non saremmo messi così male.

    Anche a questa “menzogna collettiva” della nostra classe dirigente mi riferivo in altri interventi sulla correità dell’intera politica, quindi non del solo prototipo caimanesco. Forse per ragionare sul governo dei tecnici, sulla necessità che non cada per non subire danni maggiori, sui loro errori di scelta politica e di comunicazione (vedi l’insistenza sull’art. 18, certamente non una priorità per la crescita come dovrebbe essere palese per tutti coloro che sono in buona fede – e questo non significa non metterne in agenda per il futuro una rivisitazione…-), sui rischi per la democrazia ecc., bisogna fare un passo indietro. E ripartire dal “comma 22” da cui nasce il governo Monti in novembre dopo “grandi manovre” almeno di mesi.

    Che cos’è il “comma 22”, dall’omonimo romanzo di Joseph Heller e film di successo? E’ all’incirca la formula della contraddizione principe: cito a memoria il senso, in circostanze belliche, ossia “solo chi è pazzo può chiedere il congedo dal fronte ma se chiede di essere congedato non è certamente pazzo…”.
    Monti e i suoi, non nati sotto un cavolo ma con alle spalle un curriculun economico e “quindi” politico robusto e riconoscibile (anche l’estrazione Bilderberg è tutt’altro che segreta: importante, pressante, dominante, ma non segreta…), arrivano a mo’ di Pronto Soccorso perché il malato Italia è grave. Chi lo ha lasciato ammalare così gravemente? I maggiori in grado, i poteri “forti” o “marci”, la classe dirigente, la politica di vertice con tutto quel che ne consegue, insomma.

    Chi è il più importante politico italiano? Il Capo dello Stato. Chi lo elegge ? La politica parlamentare. La stessa che ci ha portato oltre il ciglio del baratro? La stessa. Chi chiama Napolitano? Monti. Che cosa ne è dei partiti che hanno eletto Napolitano e sono (o sono vissuti come) responsabili dello sfascio per cui è stato invocato e convocato Monti ? Non essendoci elezioni, sono al loro posto, in Parlamento come in tutti i gangli decisivi di potere del sistema-Italia.

    Per votare le misure di Monti devono mettersi d’accordo e di solito lo fanno in una chiave di schieramento, o d’area, o partitica, o di leadership personale, cioè pensando al loro presente e al loro futuro. Infatti nessuno dei dirigenti di partito molla mai. In questo contesto Monti deve comunque fare i conti con loro. Lo si vede in vicende scabrose fino all’irrisolvibile come la Rai, o la giustizia (cfr. la legge anti-corruzione ecc.). Il governo ha in mano come forma di pressione nei confronti della politica la gravità delle condizioni di salute del malato davanti al Paese.

    Sale lo “spread”, i disoccupati, i numeri della sofferenza sociale? Può alzare la voce, ma nel frattempo la salute del malato va indietro ulteriormente. Scende lo “spread” eccetera? Si aprono prospettive migliori o meno peggiori, ma la politica rialza la testa e Monti ondeggia se non balbetta addirittura. Siamo in pieno “comma 22”, aggiornato e rivisto.

    Anche l’obiezione “ma saremmo potuti andare alle elezioni” contrasta con l’attuale legge elettorale di pura cooptazione e con il fenomeno di “intramontabilità” pubblica dei nostri politici. Lo so, questa analisi non dà soluzioni ma almeno -se giusta anche solo per approssimazione- può far vedere le cose sotto una luce diversa. C’è il “comma 22”, la situazione è per ora solo metaforicamente “bellica”, dobbiamo vigilare ma sapendo che siamo davvero su un crinale spaventoso. Per il lavoro, la sopravvivenza, un’idea di democrazia che abbiamo lasciato deperire in questi anni di torpore condiviso e strumentalizzato all’insegna della più totale iniquità economica e sociale. Nell’insieme, per usare un aggettivo-parolaccia, “culturale”.

    Postato da Redazione
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    Emanuele66 .
    07/04/2012 alle 09:59
    ....tra l'altro un protagonista vincente del libro (film) di Heller c'é: si tratta del pilota comandante di bombardiere che ad ogni missione riesce a farsi colpire dalla contraerea tedesca (?laMerkel?) ''costringendolo´ ad ammarare... al termine della storia si comprende come non cio non fosse altro che un sistema per sfuggire alla criminale direzione del capo squadriglia.... ammarare pagaiare nuotare fino ad un paese da cui proseguire verso l'internamento e... la vita.
    anarchico .
    07/04/2012 alle 07:35
    pur essendo anarchico, mi meraviglio dei discorsi che sento fare dalla gente comune. C'è in giro una voglia di giustizia sommaria che fa paura. Se appartenessi alla casta avrei paura. C'è lo stesso clima che c'era in Russia quando hanno fatto fuori lo Zar. Siamo anche come alla rotta di Caporetto, in cui il gen. Cadorna scaricò sui soldati la responsabilità della sconfitta, tanto è vero che quando i soldati italiani arrivavano a Treviso, venivano fucilati per diserzione! Per fortuna Cadorna fu sostituito col gen. Diaz che instaurò con i soldati un clima di fifucia rendendo la vita dei soldati più sopportabile anche con rancio migliore e licenze più frequenti. Purtroppo Monti (anche quanto ad arroganza) assomiglia più a Cadorna che a Diaz e non sarà mai amato dagli italiani
    Emanuele66 .
    06/04/2012 alle 22:07
    Nel bel film "la caduta" uno dei gerarchi tedeschi, proprio il dottor Goebbels ministro della propaganda popolare così giustifica il cinismo con cui manda bande di vecchi e ragazzi della Hitler Jugend contro i carri armati russi: "non ne ho alcuna pietà. ci hanno scelto liberamente, è venuto il momento che offrano la testa al ceppo" Mentiva in effetti avendo manipolato l'informazione ed il modo in cui la gente percepiva la realtà, avendo "venduto" il suo prodotto, il nazismo, aveva carpito la buona fede di milioni di "buoni tedeschi" che non avevano alcuna scelta. Oggi chi si piega alla purga di Monti, curiosamente di tipo simil fascista, lo fa adottando uno slogan "abbiamo vissuto al disopra delle nostre possibilità" difatto ripetendo un leitmotiv imposto in modo tutto pubblicitario dal martellante marketing della politica attuale. No, non abbiamo vissuto al disopra delle nostre possibilità, LORO sono vissuti al disopra di quella e di tutto il resto, anche dell'umanità intesa come senso di appartenenza ad un gruppo, si vede che sono diversi, disumani (vedi Fornero e le sue cretine sparate). No, non dobbiamo offrire la testa al ceppo perché non abbiamo scelto liberamente... la legge elettorale di Calderoli (un'altro gerarca inaspettatamente? leghista), la sua legge porcata è stata solo il culmine (ma al peggio non c'è mai fine, non perdiamo le speranze), il vertice di un sistema di coartazione della volontà popolare quando non ignorata, ingannata e manipolata prima con attentati, stragi e violenza politica, poi con sottili maneggi socioeconomici e infine con la pura e semplice pubblicità. Sì abbiamo premuto il bottone dei partiti oppure fatto una crocetta su una scheda elettorale ma non ne siamo responsabili più di quanto lo sia un malato di trisomia dei propri geni: è nato così. Il protagonista del libro di Heller si finge pazzo per sfuggire ai pazzeschi ordini del comando. Noi cosa possiamo fare se non imitarlo, per sfuggire alle pazzesche (quelle sì) politiche imposte da chi "ha vissuto al disopra delle nostre possibilità" e soprattutto vuole continuare a farlo...

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