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    19
    apr.
    2012

    In prima serata niente sconti alla Lega, molti a B.e Formigoni

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    I Tg di giovedì 19 aprile 2012 - La grande confusione che regna nella politica, movimentata da tante piccole “manovre” anche di giornata, crea qualche problema di identità alle linee editoriali dei diversi Tg, che non sanno bene se c’è ancora qualche santo a cui votarsi. Così, si differenziano le aperture: Tg 1, che pomposamente ed erroneamente titola “Passa l’emendamento Pdl: Imu via nel 2013” – (mi dicono che non è vero), ma che compensa accreditando al Pd il recupero sullo scivolone della Fornero sui ticket dei disoccupati; TG La 7, che addirittura preannuncia il downgrading della Francia a tre giorni dal voto. Per non perdere l’abbrivio e non interrompere la telecronaca dell’antipolitica, Tg 2 e Tg La 7 ripropongono ancora una volta Beppe Grillo, oramai ospite tutt’altro che speciale. Pisanu è presente su tutti, così come Casini che annuncia il “partitone”, e Bersani che conferma che l’acronimo ABC non  identifica una combriccola, ma neanche un mènage a trois.

    La Lega, poi, “non la raccomanda nessuno” e quindi tutti i Tg appaiono senza peli sulla lingua nel raccontare le novità di giornata: carta di credito di Reguzzoni, casa con vista di Calderoli. I peli sulla lingua ci sono invece quando si tratta della regione Lombardia o delle nuove indagini su Berlusconi. Mentre Tg 3 e Tg la 7 “pistano duro”, Tg 1 e le testate Mediaset glissano o, come nel caso di Berlusconi, fanno parlare ancora una volta chi ne fa le veci, ovvero l’immancabile avvocato Ghedini.

    L’incendio di ieri sull’asta tv sembra sopito con l’approvazione alla Camera del Decreto Fiscale che lo contiene. Solo accenni sul Tg 3. Noi nel commento abbiamo sentito il Professor Gianni Orlandi, ex Preside di Ingegneria de La Sapienza e Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione; l’obiettivo è quello di capire di più in “chiave tecnica” cosa c’è dentro la battaglia delle frequenze.

    Speriamo di essere creduti se vi riferiamo che anche stasera Pippa Middleton ha avuto il suo millesimo (o quasi) momento di celebrità televisiva: Tg 4 e Studio Aperto la difendono dalle “spie” di Murdoch che albergherebbero anche nei Palazzi Reali e nelle loro dependances.

    Lorenzo Coletta

    Il Commento di Gianni Orlandi, ex Preside di Ingegneria alla Sapienza e Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione
    (Intervista di Alberto Baldazzi)

     

    Professor Orlandi, passiamo dal livello della querelle politica, ovvero  dall’analisi dell’ulteriore braccio di ferro – , questa volta impersonato da Romani da una parte e Passera dall’altra -  sul passaggio dal beauty contest all’asta per le frequenze televisive; cerchiamo di capire, con lei che se ne intende, qual è  tecnicamente l’oggetto del contendere…

    “La cosa dal punto di vista tecnico è abbastanza chiara: noi abbiamo le frequenze che vengono usate per trasmettere segnali di qualsiasi tipo, che sono in numero limitato, e costituiscono quindi un bene prezioso per qualunque sistema paese. Le frequenze possono essere utilizzate per diversi servizi. Naturalmente la rivoluzione digitale che c’è stata in questi anni ha moltiplicato la possibilità di trasmettere servizi sulle vecchie frequenze. Questo è successo anche per la tv: siamo passati dalla tv analogica, che conoscevamo da sempre, alla tv digitale, che  – come abbiamo visto – consente una maggiore ricchezza di programmi televisivi. La trasformazione che  c’è stata ha reso libere delle frequenze che possono essere utilizzate per mettere a disposizione dei cittadini nuovi servizi. Ed è qui che sta il problema. Per cosa le utilizziamo? Ni abbiamo bisogno di modernizzare il Paese, abbiamo bisogno della banda larga, e sono stati fatti dal punto di vista tecnologico molti passi in avanti per quanto riguarda la larga banda mobile; ognuno di noi ha ormai il suo smartphone, o il tablet, e si sta abituando ad utilizzare servizi innovativi, ma ha bisogno di banda larga mentre si muove. Il problema che si pone è: queste frequenze che si liberano per il passaggio dalla tv analogica alla tv digitale per cosa dovremmo utilizzarle?  Una parte va certamente impiegata per migliorare la diffusione della larga banda e quindi modernizzare le telecomunicazioni nel nostro Paese: questo è un fattore di competizione a livello internazionale. Dall’altra parte c’è la posizione del duopolio Rai-Mediaset, che dice: “Queste frequenze hanno avuto origine dal mondo della televisione. Lasciatele a noi, e le useremo per attivare degli altri canali”. Anche su questo bisognerebbe ragionare. È vero che si possono utilizzare parti d queste frequenze per trasmettere ancora segnali televisivi, ma non possiamo non vedere che in questo Paese c’è un duopolio che strozza la concorrenza, e quindi forse parte di queste frequenze potrebbero essere una risorsa per l’’apertura alla concorrenza che garantirebbe una pluralità di voci, che possono  contribuire anche cambiare la situazione di questo Paese”.

    Quindi nel piano Passera – chiamiamolo così – c’è sicuramente l’interesse dello Stato per un incasso non indifferente in periodi di vacche magrissime, ma c’è anche una prospettiva strutturale che riguarda il riequilibrio del sistema televisivo ed il rafforzamento del nostro sistema delle telecomunicazioni.

    Certamente. Siccome l’etere è un bene prezioso, un bene di tutti noi, un bene limitato, perché “regalarlo”? Quando noi prendiamo l’autostrada, paghiamo il ticket, e così dovrebbe essere anche per quanto riguarda l’utilizzo delle frequenze: se le si utilizzano per fare business, è chiaro che bisogna pagare un “ticket” alla comunità. Tutto questo apre altri problemi, che dovranno essere affrontati dalla Agcom e che sono posti anche dalla Comunità Europea : vedi la divisione tra i fornitori di programmi e gli operatori di rete. C’è in ballo un discorso molto più grande che riguarda la modernizzazione del Paese che va al di là della vicenda di questo beauty contest”.

    È possibile sintetizzare che questo è uno scontro che, oltre a  vedere tra i protagonisti personaggi noti non soltanto del mondo della comunicazione ma anche della politica, riguarda il passato, il presente ed il futuro. Sono questi i “soggetti” in campo?

    “È così: noi siamo abituati ad un passato che conosciamo bene, che si è sviluppato secondo certe logiche; ad un presente che certamente soffre di questa presenza ingombrante, almeno per quanto riguarda la tv, di due  soli soggetti; il futuro è nella modernizzazione: nel mettersi al passo con gli altri paesi per reggere la competizione ed offrire servizi maggiori, che diventano nuove opportunità di lavoro, e quindi nuova occupazione, soprattutto per le future generazioni, ma anche nel  mettere a disposizione di tutti i soggetti che operano nel nostro Paese. L’Italia  è fatta sostanzialmente di piccole e medie imprese, che se nel passato erano una ricchezza, oggi cominciano a diventare un problema perché non possono reggere la competizione internazionale. La possibilità di avere servizi  a valore aggiunto utilizzando le nuove  tecnologie e quindi le frequenze che abbiamo a disposizione, rappresenta  certamente  un contributo allo sviluppo del nostro Paese,  e permette un recupero di competitività ed una maggiore occupazione”.

    Quindi da cittadino, ma anche da ex Preside della Facoltà di Ingegneria della Sapienza, potremmo sintetizzare: è meglio un talk o un programma di intrattenimento in meno, e qualche risorsa in più per far viaggiare il Paese …

    “Questa è senza dubbio la situazione. Ma non si tratta di un talk in meno. Come abbiamo visto i canali si sono moltiplicati, e forse andrebbe un po’ rivisto un utilizzo anche più efficiente  e più intelligente delle attuali disponibilità” per la tv.

    Dati Auditel di mercoledì 18 aprile 2012

    Tg1 - ore 13:30 3.557.000  19.74% – ore 20:00  – 5.631.000  22.79%.
    Tg2 - ore 13:00  2.867.000  17.63% – ore 20:30 – 2.329.000 8.33%.
    Tg3 - ore 14:30  1.834.000  10.98% – ore 19:00   2.270.000  13.13%
    Tg5 - ore 13:00   3.695.000  22.34% ore 20:00  – 5.104.000  20.33%.
    Studio Aperto - ore 12:25  2.339 .000  17.71% – ore 18:30 – 1.263.000  8.98%.
    Tg4 - ore 11:30 491.000  7.25% – ore 19:00  – 1.058.000  6.10%.
    Tg La7 - ore 13:30 – 1.058.000  5.32%  ore 20:00 2.284.000  9.09% .

    Fonte: www.tvblog.it

    Postato da Osservatorio TG
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