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    18
    apr.
    2012

    Su Passera il fuoco incrociato della flotta Mediaset

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    Giovanni Valentini, editorialista La Repubblica

    I Tg di mercoledì 18 aprile 2012 - Non è una novità: nei Tg i cortocircuiti comunicazione-politica sono merce assai diffusa. Ma stasera il combinato-disposto delle “celebrazioni” per il bilancio Mediaset e dello sciabolio di spade tra Romani e Passera intorno al cadavere del beauty contest riempie le scalette di servizi, pseudo approfondimenti e interrogativi. Comincia il TG 3, che dedica l’apertura all’annullamento del pranzo Monti-Berlusconi, motivato da B per diradare i sospetti – che tutti hanno avuto –  su sue presunte pressioni sul premier per qualche “sconto” nell’asta tv. Proseguono Tg La 7 e Tg 2 e – più defilato –Tg 1, mentre le testate Mediaset mandano in onda tre mini-eventi con tanto di mixage propriamente pubblicitario sui grandi risultati dell’esercizio del Gruppo. Nessuno, ovviamente, fa domande, tanto meno sull’andamento del titolo in borsa. Poi “vai col microfono” esposto davanti a Confalonieri e Pier Silvio. Il primo, almeno, non si trincera dietro la diplomazia e, riferito a Passera, dice che anche i preti talvolta sbagliano e che Passera ha sbagliato, forse perché diventato la controfigura di Gentiloni. Sull’asta, comunque, si vedrà. Di certo c’è solo il ricorso al Tar per riesumare il regalo confezionato dall’ex ministro Romani. Nel commento abbiamo sentito Giovanni Valentini, il giornalista del Gruppo Editoriale L’Espresso che da trent’anni indaga sulle – per altro chiare  -strategie televisive dell’ex premier.

    Grazie a Via Bellerio, i Tg non si fanno mancare niente, e dopo le giornate contrappuntate da lingotti e diamanti, stasera è il turno dei leghisti-serpenti e dei dossier contro Maroni: apertura e doppio titolo per Tg La 7, ampio spazio per tutti gli altri.

    L’antipolitica continua ad attirare l’attenzione soprattutto del Tg 3 che stasera ripropone non solo i “suoi” sondaggi”, già trasmessi ieri, che hanno come elemento cardine la disaffezione al voto, ma anche quelli “rubati” a Enrico Mentana. A Beppe Grillo devono inoltre fischiare le orecchie, visto che in una sola serata viene evocato oltre che Tg La 7 e Tg3, anche da TG 4 e Tg 5.

    Infine una soddisfazione, piccola ma reale: i Tg del servizio pubblico hanno colto la gravità della notizia uscita in giornata sul web relativa a due tunisini rimpatriati su di un volo Alitalia con lo scotch sulla bocca, le mani legate e una scorta (sembra) di quattro poliziotti. Per Tg 3 è meritoriamente anche titolo. Per ora se ne sa poco, ma c’è da augurarsi che prestissimo giungano dal Viminale smentite, e non coperture.

    Luca Fargione

     

    Il Commento di Giovanni Valentini, giornalista di Repubblica
    (Intervista di Alberto Baldazzi)

     

    Giovanni Valentini, anche il pubblico  più vasto  capisce da un punto di vista politico e della storia  di questo Paese cosa c’è dietro l’ultimo braccio di ferro – chiamiamolo così – Romani-Passera. Ma, tecnicamente, cosa c’è dentro questo scontro? A che cosa punta Berlusconi, anche in vista dell’incontro di domani con Monti ?

    “Io credo che ci sia una costante nella vita politica di Berlusconi, e questa costante è la difesa dei suoi interessi televisivi. Difesa che è anche comprensibile e legittima, come la difesa degli interessi di ciascuno di noi,  fino a che coincide con un interesse generale.  L’interesse generale, ricordo sempre, è favorire il massimo pluralismo televisivo, ed in particolare dell’informazione televisiva, ed il massimo di libera concorrenza.  Da quando Berlusconi si è affacciato sulla scena pubblica – parlo della metà degli anni ’80 con l’avvento della tv commerciale, e poi 10 anni dopo, quando è sceso in politica – ha sempre avuto come obbiettivo fondamentale quello di difendere la sua azienda, il suo fatturato. E lo ripeto: questo è anche comprensibile, ma trova un limite invalicabile; è come l’esercizio della libertà: ognuno è libero di fare quello che vuole finché non interferisce con la libertà altrui. Io questo caso l’assetto del sistema televisivo è ancora un assetto di duopolio Rai – Mediaset, danneggia le altre televisioni e tutti gli altri media, che siano giornali di carta o online”. 

    A tuo modo di vedere, cosa cerca nella mediazione delle ultime ore Berlusconi?

    “Berlusconi non voleva chiaramente partecipare ad un’asta a pagamento. Voleva, come avevano predisposto il suo governo e l’ex ministro Romani, che queste frequenze fossero assegnate gratuitamente. Ricordo che le frequenze televisive non sono una risorsa privata, ma sono un bene pubblico, tanto pubblico che vengono “concesse” – ossia date in affitto – per un periodo di tempo limitato. Adesso Berlusconi vorrebbe, nel caso specifico, acquisire nuove frequenze per superare il tetto dei 5 multiplex, che è stato già fissato a suo tempo dall’Unione Europea. Nella sostanza, per parlare chiaro, Berlusconi, oltre a difendere i suoi interessi, vuole cercare di impedire l’allargamento del mercato perché la libera concorrenza ed il pluralismo riducono la forza della sua azienda. Io penso che in una situazione di questo tipo, quando si chiedono sacrifici a tutti i cittadini – tutti gli italiani: i pensionati, gli esodati, i giovani, le donne – non si possono risparmiare sacrifici a chi ha già una posizione forte, come Mediaset”. 

    Giovanni, una profezia: come finirà?

    “Io non so fare profezie, ma posso fare una previsione che in realtà è un auspicio: mi auguro che il governo Monti resista alle pressioni ed alle richieste, e che riesca a conciliare l’interesse generale con quello delle aziende che vivono di televisione, tra cui anche Mediaset. Intendiamoci: io penso a tanti colleghi giornalisti che lavorano nei telegiornali di Mediaset; penso a tanti operatori, a tanti tecnici, a tanti funzionari, impiegati. Mediaset è una grande azienda. Nessuno la vuole demolire o smantellare: si tratta, come si dice in genere del capitalismo, di regolare e disciplinare questa attività perché l’espansione di Mediaset e la sua quota di mercato non producano danni a tutto il resto del sistema”.

    Dati Auditel di martedì 17 aprile 2012

    Tg1 - ore 13:30 3.794.000 20.96% ore 20:00 5.679.000 22.75%.
    Tg2 - ore 13:00 2.907.000 17.89% ore 20:30 2.417.000 8.63%.
    Tg3 - ore 14:30 1.658.000 10.18% ore 19:00 2.220.000 13.33%.
    Tg5 - ore 13:00 3.720.000 22.53% ore 20:00 5.349.000 21.25%.
    Studio Aperto - ore 12:25 2.353.000 18.06% ore 18:30 1.245.000 9.72%.
    Tg4 - ore 11:30 543.000 8.00% ore 19:00 1.172.000 7.02%.
    Tg La7 - ore 13:30 1.007.000 5.53% ore 20:00 2.398.000 9.43%.

    Fonte: www.tvblog.it

    Postato da Osservatorio TG
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