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    18
    mag.
    2012

    Adesso il ballottaggio: quanto conterà internet? La Rete è anche uno specchio di come siamo

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    internet_politica

    Domenica si va ai ballottaggi in parecchie città importanti, mentre d'intorno economicamente e socialmente l'Italia brucia: qualche riflessione su internet, il suo uso, la sua importanza per la politica, certo, ma un po' per tutto, per come ci riguarda e ci rispecchia. Ho già notato alla vigilia del primo turno di queste elezioni amministrative lo scandalo dei “curricula” mancanti dei candidati: avremmo dovuto andare in Rete e trovare tutto, così da orientarci nel voto, e invece gli unici che l'hanno fatto sono stati quelli del Movimento 5 Stelle, forse perché non avevano nulla da nascondere.

    Sull'importanza del web nella comunicazione e nella comunicazione politica in particolare non credo di dover indugiare troppo: sto scrivendo su internet, questo è un portale, voi che leggete e scrivete fate lo stesso. Per la politica, il dato più importante è che a costi irrisori si può arrivare facilmente a (quasi) tutti, anche in un Paese arretratissimo da questo punto di vista, con il Wi Fi ovunque, per tutti e gratis ancora di là da venire. E' ovvio che non sia un caso se siamo stati lasciati tecnologicamente in queste condizioni neoceniche: a qualcuno conveniva sia sotto l'aspetto della “pericolosità” incontrollabile o quasi del mezzo, sia sotto l'aspetto del mercato pubblicitario. La torta si espande qui, in Rete, se si ritira dalla tv, e di chi è la tv ?

    Anche per l'informazione avvinta alla politica sia in alto che in basso e decisiva per la nostra vita quotidiana di cittadini e consumatori (dove leggiamo notizie di alimenti nocivi, per dire?), internet sta diventando uno spartiacque. A questo proposito segnalo il peso di una fondamentale sentenza della Corte di Cassazione. Si intendeva procedere, attraverso l'uso surrettizio del reato di stampa clandestina, alla condanna del blog dello storico Carlo Ruta che aveva pubblicato decisivi documenti sulla mafia. “Si tratta di una sentenza importante che stronca sul nascere qualsiasi tentativo di tornare a colpire nel futuro blog e siti attraverso un'interpretazione strumentale della legge sulla stampa del '48 e della nuova legge sull'editoria del 2012″, come recita il commento del portavoce di Art.21, Beppe Giulietti.

    In attesa dunque di vedere se l'uso serio della Rete continuerà a produrre scossoni nella politica locale e costringerà a maggiore responsabilità e indipendenza i media tradizionali, vediamoci un pochino le nostre bucce. Come usiamo la Rete ?Per informarci, per comprare qualcosa, per sfogarci ?Tutt'e tre le istanze, certo. Ma le dosi ?Dipendono da ognuno di noi, dalle nostre esigenze e caratteristiche personali. Ma quanto ci cambia la possibilità di accesso a internet ? Voglio dire: facciamo con internet quello che abbiamo fatto sempre senza internet, usiamo la stessa scala di valori, ci facciamo condizionare dalle stesse esigenze, vere o false, indotte o autentiche che siano, siamo insomma le “stesse persone” ? Saremmo tentati di rispondere semplicemente di sì. Ma allora perché dovrebbero cambiare le cose italiane, nel processo di degenerazione che ci sta portando nel baratro ? Se continuiamo a ragionare nello stesso modo anche ai tempi di internet, beh, è un cavolo e tutt'uno, per farla sofisticata: non vi pare?

    Lo lascio come elemento di discussione, e giacché ogni tanto provo a rispondere a chi non solo legge le mie parole, e i numeri dicono che siete tanti, ma anche a chi ne scrive, cioè tanti di meno richiamati più spesso da temi frivoli che da questioni serie, lo faccio qui e ora. Io scrivo di Berlusconi e di Bersani (carta cioè Rete canta…), e mi si insulta dicendo che Berlusconi è una mia ossessione. Sarà la loro… Qualcuno mi collega a Craxi, mai conosciuto e nei confronti del quale ho usato lo stesso trattamento che trovate qui da parte mia nei confronti dei poteri, forti o mareci che siano. Menzogne. Spesso compaiono commenti che mi rinfacciano di “non” aver scritto quello che invece c'è nell'articolo. Dunque commenti che prescindono dalla lettura. Infine-ma solo per farla corta- ci sono serie di commenti da puro sfiatatoio, da sfogo, senza né capo né coda: ora, sfogarsi va bene, ma alla fine della fiera e visto come siamo messi, siamo sicuri di usare bene l'opportunità di internet ? Fatemi sapere…

    P.S. Naturalmente ci sono tantissimi commenti sensati, anche quando dissentono da quello che scrivo (e ci mancherebbe…) meglio se motivandolo, che riempiono la metà del famoso bicchiere e inducono alla speranza di non morire di sete…

    jfdghjhthit45
    Postato da Redazione
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