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    01
    mag.
    2012

    La ragione di Grillo, con torto incorporato

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    beppe_grillo

    Ecco come la pensa Beppe sulla tv, i conduttori ecc. C’è molto di vero, ma mischia tutto e impedisce di distinguere, operazione più delicata e importante di quel che non sembri pensare lui. E poi non era proprio e sempre lui che (anche giustamente) lamentava la censura mediatica nei suoi confronti grilleschi fino all’altro ieri? Adesso che per i demeriti (leggi gravi colpe) altrui, i meriti propri e la disperazione che ci circonda, le cose gli vanno elettoralmente bene, è cambiato tutto? Anche la prima Lega nel ’92 ragionò così. Se leggendo quest’ultima frase – storicamente ineccepibile – pensate che mischio tutto, beh, è proprio il rischio che corre lui, e comunque tranquilli, sono situazioni molto differenti e la nostra di oggi è assai più ammalata.

    (Oliviero Beha)

    Beppe Grillo per www.beppegrillo.it
    Se non ci fossero i politici di professione, non esisterebbero i conduttori di talk show. Vivono in simbiosi come il paguro bernardo e l’attinia. Coppie di fatto e di interesse. Con il trascorrere del tempo si assomigliano, come due vecchi coniugi, o come quelle persone che sono tali e quali al cane che portano a passeggio ai giardinetti.

    Il conduttore può avere il guinzaglio corto o lungo. I primi sono cani da lecca, reparto conservatori, i secondi da riporto, sempre presenti nella corsia dei progressisti. Il conduttore è super partes, si pone in mezzo a due fazioni che si insultano e alzano la voce. Il suo compito è quello di ravvivare la conversazione, eccitare i galli da combattimento in studio. Più merda, più share. E’ la dura legge della pubblicità e del loro stipendio.

    Lo scontro ha come affresco trespoli, plastici, balconate e file contrapposte di centosinistri e centrodestri ghignanti e grotteschi, degni di un quadro di Bruegel. Il contraddittorio è un match di wrestling americano, nessuno si fa male e dopo la sceneggiata tutti insieme per una spaghettata di mezzanotte.
    I conduttori di talk show non hanno bisogno della museruola, è incorporata nella mascella. Per durare devono abbaiare con moderazione. Sono anche individui permalosi. Se qualcuno si rifiuta di partecipare alle loro trasmissioni si offendono, lo accusano di negarsi al confronto, di essere anti democratico.
    I paguri bernardo di fronte a stimoli inusuali come la negazione di un’intervista farlocca ti accusano persino di controllarli dall’esterno. O con loro in studio a fare “vera politica” e discettare con statisti del calibro di Alemanno, di Rutelli, di Casini o fuori, con diecimila cittadini a fare antipolitica!

    L’interruzione è per loro un’arte, se un ospite si esprime con argomenti non previsti dal copione, fanno partire la pubblicità o danno, presi da una fregola irrefrenabile (quando scappa, scappa!), la parola a Vendola, a Renzi o a Mastella. Sono paperelle di gomma inaffondabili. Passano i segretari di partito, cambiano i governi, ma loro resistono, resistono, resistono da sinceri democratici. L’importante è … frinire.

    Postato da Redazione
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