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    10
    giu.
    2012

    Calabrone Italia: deve succedere qualcosa. Troppa fibrillazione politica e l’economia affonda. Ma cosa?

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    In Emilia il Presidente della Repubblica in visita ai terremotati ha detto cose sensate ma previste, e non sono mancati i fischi. Se avesse spiegato perché tante deroghe a come e dove costruire per aziende favorite prima e col pelo sullo stomaco ora, forse sarebbe stato fischiato di meno. Domenica sarà a vedere gli azzurri a Danzica, per la passerella di quella che resta l'arma principale di distrazione di massa che ancora ci sia sotto il cielo (lo dimostrano i dati del business in Polonia/Ucraina). Anche se il calcio italiano è terremotato dagli scandali, anche se non è ancora finita, anche se Monti ha proposto una sospensiva al campionato. Ma Napolitano ha un ruolo istituzionale per eccellenza, nella tragedia come pure nel rischio farsa (se l'Italia non perde o vince addirittura, vedrete che in molti faranno finta di niente, se perde viene giù tutto: eppure le due cose andrebbero tenute separate per capire e cambiare). Ed è stato eletto se non da questo Parlamento comunque all'incirca da questa classe politica, quella dei Lusi e dei Penati, dei Belsito e dei Formigoni, delle olgettine di complemento ecc.

    Invece il premier no. E dice che pur da tecnico e pur con incidenti di percorso, ritardi, contraddizioni, vorrebbe fare ma non puo' perché “i poteri forti l'hanno mollato”. Non credo che Monti parli a caso. Certamente parlerà anche a nuora eccetera eccetera. Certamente è sempre più ostaggio della maggioranza precedente, cfr. il PDL, e di quella che i sondaggi (ma solo quelli di oggi) darebbero per prossima ventura, leggi il PD diviso tra le urne (forse) gratificanti e il salvataggio del Paese.

    Ebbene, tutta la situazione così non può reggere. Il Paese è come “o stracciato” che il cane “mozzeca”, come dicono a Napoli, e sembra che stia calamitando tutto il negativo possibile, a cominciare dalle sciagure naturali aiutate dall'uomo. I mercati continuano a speculare sulla nostra pelle, scommettendo chi sull'uscita dall'euro chi sulla nostra permanenza nell'eurozona anche se ridotta a mal partito. Non c'è stata una, dico una, analisi autentica e diagnostica delle ragioni complessive della nostra malattia, né circoscritta alla crisi economica e a un mercato del lavoro polverizzato, né allargata al buco nero, al cratere culturale che ci sta ingoiando da anni, prima di Berlusconi e poi con lui e adesso senza di lui o con lui in posizione di rincalzo. Magari in attesa del Quirinale, per vedere “neppure troppo di nascosto l'effetto che fa”.

    Nel Paese dei destini incrociati l'unica disciplina davvero praticata sembra quella della furbizia dei soliti noti, che cambiano casacca ma non atteggiamento come si è visto con la paurosa spartizione delle “autorities”, e della disperazione sempre più grave e profonda delle fasce deboli in espansione. Qualsiasi volontà di cambiamento di “lorsignori” espressa a parole viene poi contraddetta nei comportamenti e quindi nei fatti. E tutto sembra risolversi con il mantra “così si favorisce Grillo”. E' evidente. Ma nel frattempo sprofondiamo.

    Per tutta questa serie di ragioni e altre ancora, non credo che la situazione sopravvivenziale di oggi possa durare. O crolla il governo dei tecnici e si va a votare, oppure accade qualcosa in campo internazionale che sempre all'ombra della nostra sovranità limitata o limitatissima provocherà dei riflessi sulla nostra vita interna, politica ed economica. Ma così non può reggere. E' vero, lo si dice anche del calabrone che vola comunque sfidando con il suo peso ogni legge fisica. Ma qui da noi lo stanno inseguendo per schiacciarlo, il calabrone Italia, e francamente il rischio rasenta la certezza.

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    Postato da Redazione
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