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    12
    giu.
    2012

    Evviva i piedi senza frontiere

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    olanda-danimarca

    Dicono che il bello del calcio sia nella sorpresa, per cui una Danimarca bucherellata in difesa vinca con l’Olanda strafavorita per la sua corolla di tulipani d’attacco. Dicono che il calcio sia uno spettacolo di tecnica e tattica e invece finora se ne son viste poche o punte. Dicono che contino gli assi, ma è piuttosto scadente finora il livello anche degli attori più famosi in scena, che sembrano aver dimenticato la parte. Eppure il calcio è bello, magari per altri motivi.

    Mi mette allegria il berbero marocchino Afellay, anche se ha perduto con la sua Olanda. Perché? Perché è appunto berbero e marocchino, anche se nato ad Utrecht, e gioca in una Nazionale davvero multietnica e multicromatica. Così come mi mettevano allegria le note sui giocatori polacchi o greci nati altrove, in Francia o in Germania, dove qualcuno addirittura si era laureato all’Università locale della Under 21 per poi naturalizzarsi diversamente e scegliere la Nazionale maggiore di un altro Paese (dove era sicuro di giocare, e quindi gli conveniva). Si può leggere come una legione straniera in salsa nazionalistica, certo…

    Ma a vederla in positivo, è un modo per rompere steccati, per favorire la circolazione anche solo dei piedi, per frantumare e ricomporre un’idea di nazione che la realtà dei migranti ci obbliga a sottoporre a tagliando in vista di un nuovo cosmopolitismo. Fa effetto che in Italia si sia così indietro anche da questo punto di vista, e latitino le leggi e il costume sia attardato e ancora non ci sia accordo sul diritto di cittadinanza di chi nasce da noi venendo da chissadove e uscendo da chissachi. Per questo all’ingrosso, il calcio a volerlo interpretare è ormai bello quasi solo per altri motivi.

    (Oliviero Beha)

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    Postato da Redazione
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