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    18
    giu.
    2012

    L’animus pugnandi contro i conti da serva

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    prandelli_europei2012

    La vigilia della battaglia di Rocroix è piena d’agitazione, e non si sa se Prandelli-Condé dormirà tranquillo. Pare che i suoi sogni realistici siano abitati da propositi di cambiamento: Abate, Balzaretti, Nocerino. Cognomi già di loro pieni di charme, senza nulla togliere alla valentia di buoni pedatori. E neppure mi sogno di sconsigliare cambi, dopo aver visto sulle ginocchia molti azzurri nei due finali di gara, finora.

    Ma tutto sommato per un’ora abbondante l’Italia anti-Spagna c’era piaciuta, non è vero (cfr. Napolitano…)? E non erano sempre i soliti? Che cosa voglio dire? Che una volta un presidente di calcio un po’ meno in arnese dei contemporanei in fatto di vocabolario disse “Ma se ci vuole l’amalgama, compriamolo: quanto costa?”. Ebbene, non credo che si compri al mercato ma è indispensabile per quest’Italia (e l’altra, a casa) che si affermi un animus pugnandi in luogo dei soliti conti della serva, o dell’animus trafficandi. Ci vuole cuore, oltre che cervello, e Abete, Prandelli, Balotelli e tutti i fratelli/coltelli del club Italia debbono saperlo. Basterebbe il cuore per una squadra almeno discreta come questa, davvero: e chiunque conosca il calcio lo sa benissimo.

    (Oliviero Beha)

    Postato da Redazione
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    freeskipper .
    19/06/2012 alle 08:32
    Lavorare una settimana in più per aumentare la produttivita! Gli italiani sono dei gran signori: macchinoni, ville, ristoranti e persino le vacanze!!! Vivono al di sopra delle proprie possibilità e fanno troppe ferie: "Dovrebbero lavorare almeno una settimana in più per essere più produttivi e ridare fiato al Pil!". Il sottosegretario all'Economia, Gianfranco Polillo, lancia questa gran minkiata a ciel sereno! Il caldo esagerato di questi giorni comincia a farsi sentire e a mietere le sue prime vittime, ammesso e non concesso che prima dell'arrivo di 'Scipione l'Africano' taluni fosserro ancora sani di mente: "Se si attuasse la proposta - sostiene Polillo - si avrebbe un effetto benefico: un punto di Pil in più!". C'é un problema di "stile di vita"! Secondo Polillo infatti "stiamo vivendo sopra le nostre possibilità: per sostenere i nostri consumi interni abbiamo bisogno di prestiti esteri che sono stati pari a 50 miliardi di euro l'anno". Quindi? "Questo gap lo possiamo chiudere - spiega - o riducendo ulteriormente la domanda interna, inaccettabile per il Paese, oppure aumentando il potenziale produttivo". Così si potrebbe appunto lavorare di più: "per aumentare la produttività del Paese - spiega - lo choc può avvenire dall'aumento dell'input di lavoro, senza variazioni di costo; lavoriamo mediamente 9 mesi l'anno e credo che ormai questo tempo sia troppo breve". Quindi secondo Polillo, "se noi rinunciassimo ad una settimana di vacanza avremmo un impatto sul Pil immediato di circa un punto". Cioé circa 14-15 miliardi. E la proposta non sarebbe neanche troppo 'invisa' - secondo Polillo - alle parti sociali: per quanto riguarda i sindacati "é una fase di riflessione, ma devo dire che non sono contrari a questa ipotesi, almeno la parte più avveduta del sindacato che sta riflettendo per conto suo su questo all'interno di tutte le sigle!". MA "LORO" QUANTO LAVORANO? Forse il sottosegretario, usando il plurale maiestatis - "lavoriamo mediamente 9 mesi l'anno e credo che ormai questo tempo sia troppo breve" - si riferiva alle lunghissime ferie estive di deputati e senatori che ben poco hanno a che vedere con quelle di un operaio o di un semplice impiegato! Ma almeno per le "loro" ferie, si tratta di un meritato riposo dopo un anno di duro lavoro? A vedere quanto hanno lavorato gli onorevoli negli ultimi dodici mesi, si direbbe proprio di no. Gian Antonio Stella lo ha calcolato per il 'Corriere della Sera', e i risultati sono a dir poco sorprendenti. Nel 2010 ciascuna delle 14 commissioni permanenti della Camera dei deputati è stata impegnata in media per 8.645 minuti, cioè per due ore e 46 minuti ogni settimana. Una faticaccia, al confronto delle commissioni speciali, che si dividono in bicamerali (in quanto coinvolgono anche il Senato) e d'inchiesta Nel luglio 2011 la commissione per l'Infanzia e l'adolescenza presieduta dall’onorevole Alessandra Mussolini ha lavorato 34 minuti a settimana, cioè due ore e 15 minuti al mese per un totale di due sedute. Nello stesso mese, la commissione per il controllo sugli enti previdenziali, il cui presidente è Giorgio Jannone, è stata convocata solo tre volte per un totale di un'ora e 50 minuti pari cioè, se la matematica non è un’opinione, a 27 minuti a settimana. Ovviamente, il fatto che le commissioni si riuniscano non implica affatto che i parlamentari siano presenti, anzi. Carlo Monai, parlamentare dell’Italia dei Valori, in un’intervista all’Espresso ha raccontato che nella sua commissione «su una quarantina di membri, se ce ne sono una decina presenti è grasso che cola». Certo, qualcuno dirà, l’attività principale degli onorevoli consiste nelle sedute della Camera dei Deputati. La quale però, nel 2010, ha lavorato in tutto per 760 ore e 16 minuti: 14 ore e 27 minuti a settimana. Per concludere, ecco cosa disse nel maggio 2010 Gianfranco Fini riferendosi ai suoi onorevoli colleghi: «La settimana cortissima è un problema serio». Fini, definendo la situazione come «intollerabile», aveva ricordato una settimana in cui la Camera si era riunita soltanto due volte in tutto. P.S. Con quello che "loro" sono capaci di combinare nelle poche ore che "lavorano" e per quanto sono esageratamente retribuiti, forse sarebbe il caso di mandarli tutti in ferie, ma per tutta la vita!!!

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