• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > "Miracolo a Niscemi”: la cittadinanza contesta ...
    06
    giu.
    2012

    "Miracolo a Niscemi”: la cittadinanza contesta il Muos della base militare americana

    Condividi su:   Stampa
    no_muos

    Peccato che non ci foste tutti, ieri pomeriggio, alle 18, a tramonto ancora lontano, a Niscemi, vicino Gela, non lontano da Comiso e neppure da Catania (Sicilia “babba”). Peccato che non ci poteste essere, perché magari non ne sapevate nulla, giacché anche in questo l’informazione latita con l’eccezione di piccole cronache sulla stampa locale. Peccato che foste lontani mille miglia dal No Muos proprio oggi, o domani, o insomma in questi giorni in cui si discute tanto e apparentemente sul serio di nuova rappresentanza politica, di partiti spaccati o addirittura finiti, di liste civiche che ne dovrebbero reinventare il nome in ditta per arginare l’emorragia di voti: perché a Niscemi di cosa molto civica si trattava e si tratta, il massimo del civismo, della responsabilizzazione, del cittadino che si riprende il territorio e se ne vuol far carico coscientemente.

    Immaginatevi una meravigliosa sughereta, una riserva naturale unica nel sud dell’Europa che a parole tutti vogliono tutelare, dove non passano auto, dove si va a cavallo in boschi meravigliosi, dove arriva addirittura un’idea di brezza marina. Dove non è stato consentito un allevamento di asine perché di impatto eccessivo… Bene da circa vent’anni oltre 122 ettari in cima alla sughereta, ripeto 122 ettari, sono occupati da una base della marina militare americana che ovviamente sembra Odissea nello spazio con 41 antennone che spuntano da lontanissimo, oltre il sughero della quercia più alta. Sono grattacieli, non antenne. E lì vicino sta sorgendo il Muos, questo impianto di telecomunicazioni satellitari che permette il contatto tra il comando Usa e – che so – un sommergibile nell’oceano Indiano. Ce ne sono quattro in tutto il mondo: uno, ma tu dimmi, è a Niscemi.

    Dopo varie peripezie, furbate e distrazioni, all’ombra della Regione si sta consumando questo “esproprio” di genere tutto particolare, alla faccia di qualunque prudenza. Impatti ambientali, inquinamenti elettromagnetici, interessamento conflittuale con le rotte del nascituro aeroporto di Comiso e anche di quello di Catania, anche se non sta bene dirlo in giro per non turbare l’opinione pubblica e per non far brillare le polemiche? Quisquilie e pinzillacchere, come direbbe Totò. In cima alla sughereta ecco avanzare i lavori di questo mostro della tecnologia che però non è neppure nostro. Mostro loro e agli americani non costa nulla… Ci lavorano i locali, nei cantieri “spaziali” che crescono rapidamente dopo aver rispettato il basilico e la riproduzione degli uccelli ( su questo bisogna lasciarli perdere, sanno come rispettare le priorità)?

    No, salvo un'azienda indigena senza certificato anti-mafia, per non farci mancare nulla. Gli accordi passano sulla testa degli abitanti e sulle fronde dei sugheri, con il rischio che tutta la zona non ce la faccia più a stare a galla. Nel frattempo le notizie della stampa militare Usa ci dicono che nelle basi militari di Niscemi e di Sigonella (c’è anche quella: do you remember qualche avvenimento politico nostrano collegato, vedi Craxi ecc.?) fioccano gli avvisi di non bere l’acqua del posto, a rischio inquinamento. E i siciliani invece trangugiano tutto? Non è meraviglioso tutto ciò? E qualcuno ne sa qualcosa oltre il reticolato di zona? Forse da ieri sì: perché se ci foste stati, avreste visto una parte seria e appassionata della cittadinanza manifestare con il Comitato No Muos di fronte alle reti di recinzione, con interventi di giornalisti locali, sindacalisti, istituzioni di zona, tra cui sindaci giovanissimi del circondario con una bella faccia che ispirava la fiducia in un’Italia migliore. C’ero, li ho visti.

    E dietro tutto questo la “carovana contro tutte le mafie” che sta percorrendo parti di Italia per svegliare dal coma un Paese guasto prima che sia troppo tardi. Cessione politica di sovranità, ferite ambientali, inquinamento elettromagnetico, militarizzazione del Sud di Italia senza alcun approfondimento politico reale, e grandi rischi collaterali, cfr. appunto le rotte aeree: basta per ridiscutere tutto con una mentalità diversa, per evitare di ritrovarsi magari in un futuro prossimo a dolersi dell’ennesima distrazione civica, politica e in definitiva culturale? Per di più con il dubbio che anche un Muos, l’ultimo ritrovato nel campo, sia piuttosto un colpo di coda di un mondo e di un sistema che mostra chiaramente la corda perdendosi i pezzi, a partire da quelli evidentissimi esibiti dai mercati finanziari e nell’economia reale che abbiamo sotto gli occhi. Niscemi e la sua sughereta violata erano ieri quindi una grande questione e un formidabile simbolo nello stesso tempo. Un avvenire consapevole passa da lì, cioè da qui. Peccato, peccato proprio che non ci foste.

    jfdghjhthit45
    Postato da Redazione
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook