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    Home > Il badante > articoli > Rigovernare l'Italia?
    15
    giu.
    2012

    Rigovernare l'Italia?

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    crisi_italiana

    Parafrasando Brel e Battiato ne “La canzone dei vecchi amanti”, “C’è voluto del talento per invecchiare al governo senza riuscire a governare davvero…”. E, udite udite, non è tanto né solo una critica alla compagine di Monti o ai conflitti specifici della Fornero con l’Inps. Non ci vuole moltissimo a dolersi dello strapotere delle banche, a evidenziare il disagio delle fasce più deboli che allungano il collo da mesi sempre con lo spettro di rischiare il peggio sotto forma di un crac in euro o in altra moneta, a spaventarsi di quell’horror show che può diventare l’Imu ecc. Il punto è più generale. Oggi il rischio è che questo governo sbagli comunque si comporti. Sbaglia se fa, scontentando qualcuno, sbaglia se non fa scontentando qualche altro, intesi come poteri, partiti o forze sociali (queste ultime come è ovvio e da molto tempo a questa parte le più penalizzate, per la facilità di farlo in un habitat europeo di destre politiche e subpolitiche). Sbaglia se tratta o “inciucia” con qualcuno del Pdl o del Pd per far discutere in aula un disegno di legge, sbaglia se mette la fiducia come sta facendo a ogni piè neppure tanto sospinto. È in una situazione da asino di Buridano, morto per non scegliere tra due campi dove pascolare, o da Libano pre-dilaniato, quando lo si definiva troppo debole per non resistere con i suoi cedri rispettati. E s’è visto, mi pare…

    Ma temo che gli errori e gli equivoci del governo Monti vengano troppo spesso scollegati ad arte dal passato prossimo da cui è scaturito. Qualcuno rammenta settembre e ottobre scorsi, tanto per non andare troppo indietro? A parte il florilegio delle olgettine del satrapo che riempivano mediaticamente e parlamentarmente il buco della politica quando Ruby era ancora per la maggioranza dei rappresentanti del popolo “la nipote di Mubarak”, c’era forse una vita parlamentare degna di questo nome? Nessuno ricorda più la straordinaria e apodittica sincerità del Berlusca che voleva “trattare solo con i capigruppo parlamentari per non perdere tempo”, cioè per non indugiare con gli altri, il migliaio di nominati considerati inutili perditempo, mangia ufo, ostacolo a una “normale gestione della vita aziendale”, alias l’istituzione che regge tutta l’impalcatura sedicente democratica? Qualcuno ricorda forse intemerate dei partiti di governo e d’opposizione sui numeri di un Paese che viveva al di sopra dei propri mezzi indebitandosi già dal 1995? Magari in Rai, a reti unificate, oppure sul Tg di Riotta o di Minzolini? Purtroppo tutto l’atterrente pregresso non giustifica errori, equivoci e ritardi dei “tecnici”, ma casomai li aggiunge alle nequizie precedenti. Solo che tenere d’occhio la cornice di un quadro che non ci piace sembra di cattivo gusto, sembra una difesa d’ufficio di qualcuno. Non è né dovrebbe essere così.

    Andrebbe spiegato agli italiani, anche a costo di imboccarli mediaticamente a forza con l’olio di ricino della memoria, perché e come ci siamo ridotti a un governo che non riesce a governare, e al massimo tenta di rigovernare l’esistente dopo gli squilli iniziali a Caimano costretto a guizzare via tra i pernacchi di novembre. Questo non significa alcuna pregiudiziale favorevole, casomai già scontata, per Monti e i suoi, bensì la riluttanza a farsi prendere in giro un’altra volta da coloro che ci hanno portato sul ciglio del baratro, se non addirittura a quanto pare sul baratro del ciglio. Quelli che adesso si stanno preparando alle prossime elezioni, siano ora perché Monti evapora o alla scadenza naturale della prossima primavera, con la stessa mentalità con cui si sono mossi fin adesso, con i risultati che vediamo anche in era Monti. Il mantra è vincere le elezioni ad ogni costo. Del Paese chissenefrega. Cercasi qualcuno che voglia vincere nel Paese rischiando di perdere le elezioni: sarebbe politicamente contronatura?

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    Postato da Redazione
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